giovedì 15 settembre 2011

La Targetti Sankey, storica azienda Fiorentina di illuminotecnica, mette a rischio 375 lavoratori.


La Targetti Sankey,  storica azienda Fiorentina di illuminotecnica, mette a rischio 375 lavoratori. Rifondazione Comunista chiede:
-       all’azienda di assumersi quella responsabilità sociale che è doverosa, agevolando così  una risposta che salvaguardi l’occupazione , i salari e i redditi delle famiglie, che in tutti questi anni hanno contribuito a costruire con impegno e professionalità un patrimonio aziendale e familiare.
-        all’Istituzioni  di concretizzare l’invito del Sindacato e della RSU a consentire l’avvio dei contratti di solidarietà così da mettere fine a questa insostenibile precarizzazione.
Domanda di attualità art. 39 del Regolamento del Consiglio Provinciale.


La Targetti Sankey,  storica azienda di illuminazioni architettoniche, rischia di metter sulla strada i 375 lavoratori del gruppo, di cui 69 già  in cassa integrazione, il pericolo che alla ristrutturazione aziendale in corso possano seguire i licenziamenti è tutt’altro che fantasiosa.
Nella giornata di ieri la Fiom e la Fim hanno chiesto all'azienda di sottoscrivere i contratti di solidarietà, per garantire l'occupazione per un anno, permettendo inoltre ai dipendenti che dovrebbero andare in cig di percepire una retribuzione pari al 90% della normale busta paga. «..L'azienda, durante l'incontro, ha detto inoltre che per rimettere in sesto l'attività, oggi come oggi, ci sarebbero da fare 45 esuberi strutturali. A maggior ragione, quindi, chiediamo (riferiscono i sindacati)  i contratti di solidarietà che consentirebbero di prendere tempo e vedere se il mercato si riprende…».
Il prossimo confronto con i sindacati è in programma per il 20 settembre. Il giorno precedente -lunedì 19 settembre- è in programma il tavolo istituzionale con Regione Toscana, Provincia e Comune di Firenze

L’azienda appartenente a Lorenzo e Stella Targetti  - vicepresidente della Regione- è dal novembre 2008 che ha messo parte dei lavoratori in cassa integrazione, prima ordinaria, poi straordinaria, una crisi che quindi non inizia oggi , ma drammaticamente si aggrava al punto che  i proprietari, ottenuto in tutti questi anni il meglio in immagine e dalle alte professionalità, pensa forse di abbandonare la barca a se stessa non facendo i passaggi necessari e non assumendosi così quella responsabilità sociale che sarebbe doverosa ad un’azienda che ha fatto molto per caratterizzarsi tra le aziende più “illuminate“ della Toscana.

Dalla Rsu Targetti sale forte un grido di allarme che il gruppo di  Rifondazione Comunista nella Provincia di Firenze rilancia alle Istituzioni.
Denuncia sempre la RSU: «…Ormai chi poteva andare in pensione è già andato…», «…Siamo tutti abbastanza giovani, sposati, con figli. Come faremo a tirare avanti?..».
A questa  semplice e drammatica domanda vorremmo che la proprietà si disponesse a favorire una risposta che salvaguardi l’occupazione , i salari e i redditi delle famiglie che in tutti questi anni hanno contribuito a costruire con impegno e professionalità un patrimonio aziendale e familiare.
 
Gli scriventi Consiglieri Provinciali di Rifondazione Comunista nell’esprimere il massimo del proprio impegno politico e istituzionale a sostegno della vertenza sindacale dei lavoratori della Targetti Sankey  chiedono al  Presidente della Provincia di Firenze e all’Assessore competente di riferire in merito alle trattative in corso e alla difficile situazione che sembra profilarsi per la storica azienda e per tutti i suoi 375 lavoratori.
 Se e stato reso noto un piano industriale che principalmente salvaguarda tutti i lavoratori e mette nella condizione l’azienda di continuare la sua attività, nell’intento di superare l’attuale crisi economica.
Altresì chiediamo di sapere quali misure di sostegno al salario, reddito e lavoro hanno messo in essere le Istituzioni e quali altre iniziative sono state previste dalle Amministrazioni Locali, Regione Toscana, Provincia di Firenze, Comune di Firenze per raccogliere e concretizzare l’invito del Sindacato e della RSU a consentire l’avvio dei contratti di solidarietà così da mettere fine a questa insostenibile precarizzazione.

  
Andrea Calò                                                                  Lorenzo Verdi


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