IN PROVINCIA
TANTI LAVORATORI RESTERANNO
PRECARI O DISOCCUPATI l’Assessore
al Personale LUIGI ROVAI deve DIMETTERSI
Un
assessore che si prende gioco del personale, in un’amministrazione di sinistra,
è incompatibile e deve dimettersi. Tanti lavoratori, circa una cinquantina, che
lavorano in forma precaria da anni alle dipendenze della provincia di Lucca,
resteranno tali e diversi di questi andranno o sono già a casa. Questo non
tanto perché non si poteva, ma
solo per come l’assessore al personale Luigi Rovai ha gestito la partita delle stabilizzazioni.
Bisogna
ricordare che il problema di tanti dipendenti della Provincia, precari da
numerosi anni, fu affrontato partendo da un ordine del giorno approvato
all’unanimità (da maggioranza e minoranza) in uno storico consiglio provinciale
all’inizio del primo mandato Baccelli 2006/20011. Su quell’ordine del giorno
l’assessore al personale non era d’accordo già allora e lavorò per convincere il Presidente Baccelli e
buona parte della giunta e dei consiglieri di maggioranza a schierarsi contro. Solo la ferma posizione del
sottoscritto e di altri amministratori (assessori e consiglieri) di
Rifondazione Comunista e dei
Comunisti Italiani in primis, ma anche di buona parte di quelli del PD, l’ordine del giorno venne condiviso
dalla maggioranza e dai consiglieri di minoranza e in consiglio provinciale passò con voti unanimi.
L’esempio
della Provincia di Lucca rappresentò un “volano” per tante altre amministrazioni pubbliche con personale precario.
I precari in provincia di Lucca formavano quasi un terzo di tutta la forza lavoro. Centinaia di lavoratori/lavoratrici:
partite iva, co.co.co. nelle varie
forme, transitati da cooperative, ecc. che lavoravano da
anni senza diritti, rappresentavano
una vera vergogna. Con il governo Prodi fu approvata una legge che consentiva
la stabilizzazione dei precari e da lì si cominciò a lavorare per dare dignità
e prospettiva a questa massa di giovani.
Purtroppo, chi remava contro questa opportunità, manco a dirlo, l’avevamo in casa. Era proprio l’assessore al personale che frenava e
si muoveva solo a seguito di litigate che costantemente avvenivano
nelle riunioni di giunta. Clamorose erano le sue bugie per rimettere in discussione di
volta in volta quello che avevamo
deciso nella giunte precedenti. In
più occasioni arrivai perfino a minacciare di andarmene ritenendo incompatibili
posizioni di quel tipo con un’amministrazione di sinistra. Fu così che tra una
litigata e l’altra vennero
stabilizzati comunque diversi precari, seppur con molti ritardi rispetto alle scadenze che
avevamo deliberato nelle riunioni di giunta.
La prospettiva, nel rispetto di quanto
aveva deciso il Consiglio Provinciale, era quella di sanare tutte le situazioni
di precarietà. Per arrivare a questo vennero indetti anche concorsi pubblici
ma, purtroppo, furono gestiti con tante manchevolezze e sospetta superficialità
fino a doverli sospendere. Un grave danno e una vera beffa nei confronti di chi era già stato ammesso a partecipare
ai concorsi banditi. Anche per alcuni concorsi conclusi si continua ancora
oggi a ritardarne l’assunzione. Alla luce dei fatti oggi è ancora più
evidente Il subdolo marchingegno di allungare i tempi il più possibile fino a
far diventare operativa la legge “Brunetta” per poi dire che è diventato
impossibile assumere. Un vecchio proverbio dice che: “Il diavolo fa la pentola
ma non il coperchio” e così abbiamo scoperto
che solo per altre
assunzioni è stato facile e veloce, senza problemi di bilancio, né altro.
TUTTO QUESTO
NON E’ ACCETTABILE - L’ASSESSORE LUIGI
ROVAI DEVE DIMETTERSI
1 novembre 2011
ex assessore
provinciale Emiliano Favilla
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