giovedì 7 marzo 2013

Newsletter PRC n. 234

Newsletter PRC n. 234

Il sogno di Chávez

di Gianni Minà - 07.03.13Qualunque sia la valutazione politica che la storia darà a Hugo Chávez, presidente del Venezuela appena scomparso, non c’è dubbio, se si è in buona fede, che il suo rapido passaggio in questo mondo non sia stato un evento banale. Per questo credo stia suscitando una commozione collettiva in tutta l’America Latina, anche in quelle nazioni meno abituate ad approvare le strategie di cambiamento di questo seguace di Bolivar che sognava un continente affratellato. Mentre scrivo sono già arrivati a Caracas i presidenti di Argentina, Bolivia e Uruguay e pare stia per arrivare perfino Juan Manuel Santos (il presidente della Colombia succeduto all’inquietante Uribe) che, nel rispetto dell’utopia proprio della «Patria Grande», aveva deciso di imbastire un nuovo rapporto con Chávez. Leggi tutto


Brucia tutta la città

di Ermanno Rea - 07.03.13Martedì sera sia il Tg1 che il Tg3 hanno dato conto del rogo appiccato alla Città della scienza di Bagnoli in coda ai rispettivi notiziari; il Tg1 addirittura dopo aver commentato il doppio ergastolo del caso Scazzi, richiesto dalla pubblica accusa per le autrici del delitto, madre e figlia. La notizia dell’incendio, manifestamente doloso (o almeno con ogni probabilità), è stata giudicata insomma la meno rilevante della serie, aperta dalle consuete congetture sulle alleanze possibili o impossibili per la formazione di un nuovo governo formulate dai vari leader, sotto-leader, semi-leader, ex leader puntigliosamente interrogati dagli insaziabili cronisti. Leggi tutto

Un uomo solo (non) al comando

di Daniela Preziosi - 07.03.13Un uomo solo, e forse neanche più al comando. Bersani incassa l’unanimità alla direzione-fiume (otto ore di dibattito in diretta streaming e su Sky, alla fine un solo astenuto) e cioè sulla proposta, da portare al Colle quando sarà – le consultazioni iniziano il 19 – la sua premiership su un governo di otto riforme urgenti. In sostanza, per incassare alle camere il no delle 5 stelle, no ripetuto allo sfinimento da Grillo. L’unanimità granitica era scontata, è ovvio che la prima mossa spetti a Bersani – il Pd ha la maggioranza di voti, almeno alla camera – anche se ancora non si sa se il Colle gli affiderà un mandato pieno o solo esplorativo. E infatti non è su questo che i democratici ieri si sono divisi. Leggi tutto

Il coraggio della discontinuità

di Gianluigi Pegolo - 07.03.13Il risultato elettorale ci consegna un paese attraversato da una crisi profonda che investe non solo la sfera economico-sociale, ma anche quella politico-istituzionale. Una crisi la cui manifestazione più evidente è l’affermarsi di pulsioni populiste, di diversa ispirazione, verso le quali s’incanala il disagio sociale. Un disagio sociale profondo e crescente che non premia la sinistra in senso lato, o perché interna a orientamenti liberisti che sono responsabili del malessere sociale, o perché afona e incapace di rappresentare una domanda di cambiamento. In questo quadro la vicenda della lista Ingroia è esemplare. L’aver raccolto le poche forze che si erano opposte alle politiche di Monti non è stato sufficiente. Leggi tutto

C’è un futuro per Sel?

di Giuliana Sgrena - 07.03.13L’immagine della Città della scienza di Napoli in fiamme è evocativa non solo della situazione del nostro paese, la prima assemblea nazionale di Sel alla quale ho partecipato si era tenuta proprio alla Città della scienza…. Siamo davvero davanti ad una grande occasione come da più parti si sostiene? Io credo di sì. Ricordiamo l’esito che era considerato più scontato: una maggioranza di centrosinistra alla Camera e la necessità di un accordo con Monti al Senato. Per noi e per il paese sarebbe stato un disastro: nessuna possibilità di cambiamento reale e di rottura dei vincoli posti dall’agenda Monti. Leggi tutto

E se avessimo votato col proporzionale di una volta?

di Giovanni Bronzino - 07.03.13L’incertezza politica in cui versa l’Italia dopo le ultime elezioni politiche è stata da più parti addebitata al fatto che per la terza volta si è votato con le regole del cosiddetto porcellum. Nonostante per anni i partiti si fossero dichiarati quasi unanimamente d’accordi sulla necessità di una nuova legge elettorale, non si è mai riusciti a trovare un accordo che soddisfacesse tutti. Anche perché da anni il vizio d’origine è che le leggi elettorali non devono essere neutre, ma costruite su misura delle esigenze di questo o quel partito. Leggi tutto

‘Italia, liberati dai Draghi’

di Antonio Carlucci - 07.03.13«Le ricette della Ue e della Bce sono disastrose. Perché aumentando la disoccupazione e le ineguaglianze, distruggono tutta l’economia. E non è un’opinione: lo dicono i numeri». Parla il premio Nobel Joseph Stiglitz. E’ cambiato tutto in America. E’ finita l’era della crescita senza fine, è chiusa la fase in cui la maggioranza vedeva migliorare il proprio tenore di vita, è storia del passato quel sentimento comune che era a portata di mano l’ingresso nella classe media, quella middle classe che nei libri, nei film era sinonimo di casa, auto e figli all’università. Sta finendo persino l’epopea del Sogno Americano, la bandiera che per gli americani e per coloro che hanno lasciato patria e affetti per venire negli Stati Uniti sventolava dicendo “qui avrai l’opportunità che cerchi, basta che lavori sodo e sei un bravo cittadino”. Leggi tutto

Zygmunt Bauman: quest’economia ci consuma

di Monica Onore - 07.03.13La società è complessa, globalizzata. Negli ultimi 50 anni tutto ha subito una profonda trasformazione dal lavoro alla politica, all’amore. Non ci sono certezze, solo trasformazioni continue. Tutto viene e va molto velocemente, dagli ideali, agli oggetti. Tutto sembra avere una data di scadenza. Perché, come ci dice Zygmut Bauman, sociologo e filosofo polacco di fama mondiale, siamo passati da una società di produttori a una società di consumatori. E se il consumatore non ce la fa più a fare il suo dovere, ecco che siamo di fronte a una società di “consumatori difettosi”.Leggi tutto

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