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lunedì 3 febbraio 2014
Non uccidete la Lista Tsipras!
da 
POLITICA
Non uccidete la Lista Tsipras!

Siamo tra i tanti che hanno aderito all’idea di una lista unitaria della sinistra in nome di Alexis Tsipras e abbiamo salutato con gioia i tanti appelli, tra i quali il vostro, che si muovevano in quella direzione, certi che le differenze e i veti sarebbero stati con intelligenza da tutti rimossi per permettere la più ampia partecipazione a questa avventura.
Siamo invece rimasti profondamente amareggiati ieri quando abbiamo ricevuto la vostra mail inviata a tutti i sottoscrittori del vostro appello e siamo rimasti impietriti e increduli quando abbiamo potuto leggere la versione integrale della lettera che vi state preparando a spedirci nelle prossime ore:
- la responsabilità della composizione e della qualità della lista e del rispetto delle indicazioni è dei sei promotori...
- I tempi stretti a nostra disposizione – saremo probabilmente l’unica lista sottoposta al tour de force della raccolta delle firme – non consentono ulteriori forme di consultazione sulle candidature. Si esclude fin da ora di rimetterle alla votazioni di assemblee esposte all’occupazione o alla prevaricazioni di ristretti gruppi organizzati e, tanto meno, a votazioni on-line che non garantiscono alcuna forma di discussione e di confronto tra i partecipanti...
Voi vi arrogate il diritto non solo di dettare le regole per la presentazione delle candidature, di porre dei veti, di stabilire chi può stare nei comitati elettorali e chi no, ma addirittura vi ergete e giudici unici che avranno il compito di scegliere i candidati. Il tutto con la più banale delle scuse: la mancanza di tempo !
L’aver vinto un concorso universitario o essere editorialisti di un grande quotidiano mainstream e decisamente liberista vi dà forse più diritti di altri ? Di chi da decenni lotta quotidianamente in difesa dei diritti sociali senza avere le spalle coperte da sicure carriere?
E dalle vostre garantite posizioni, che diritto avete di porre dei veti ? Ad esempio perché mai tutti coloro che hanno alle spalle un’esperienza politica di rilievo o istituzionale devono essere messi all’indice ? Non può invece essere utile la loro esperienza? Sono stati tutti dei ladri, dei farabutti ?
Abbiamo criticato giornalmente Grillo e Renzi per mancanza di democrazia, ma il primo almeno permette il voto online e il secondo organizza le primarie dentro il suo partito. Al vostro confronto sono dei campioni di democrazia.
Com’è possibile che persone di grande cultura che tutti noi stimiamo, come Camilleri e Gallino arrivino a proporre una cosa simile ?
Siamo andati a Roma il 12 ottobre per difendere la Costituzione e la democrazia e oggi assistiamo al tentativo da parte vostra di privatizzare la partecipazione politica.
Ci stiamo battendo contro un parlamento di “nominati” ed oggi dovremmo accettare la medesima logica, se non peggio, solo perché siete voi a proporla? Al massimo ci concedete di poter dare una preferenza scegliendo tra chi voi avete “nominato” in lista.
Tsipras non è proprietà né vostra, né di nessun altro. E’ l’opportunità, e forse l’ultima, offerta a tutti noi, sinistra e popolo.
Voi in questo modo state distruggendo questa possibilità. Una lista che nasce al chiuso di una stanza, decisa da sei persone, non ha nessuna possibilità.
Uccidete la partecipazione, al massimo riuscirete ad avere qualche cortigiano che vi chiederà il posto in lista. Ma così non si va da nessuna parte, altro che 4%.
Vi chiediamo di fermarmi, di mettere le vostre esperienze a disposizione di un progetto collettivo senza pretendere di esserne i proprietari.
Organizziamoci subito per gestire tutti insieme questa avventura e per organizzare le primarie per scegliere i candidati, poi con le preferenze saranno gli elettori a scegliere chi, nel caso riuscissimo a superare il 4%, andrà a Bruxelles.
Fatevi un esame di coscienza.
P.S.: chi condivide lo spirito di questa lettera ci aiuti a farla girare.
uniti.pertsipras@live.it
in data:02/02/2014
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ControLaCrisi: Notizie, Conflitti, Lotte
MENTRE SI APPROVA LA CARTA DI LAMPEDUSA I RAZZISTI E I FASCISTI TORNANO A FARSI SENTIRE IN VALDERA
Pontedera 2/2/2014
COMUNICATO
MENTRE SI APPROVA LA CARTA DI LAMPEDUSA I RAZZISTI E I FASCISTI TORNANO A FARSI SENTIRE IN VALDERA
Alle 12 di oggi, un’auto in corsa ha lanciato una bomba carta contro la sede del Partito della Rifondazione Comunista di Pontedera
Ad un anno dalla mobilitazione antifascista in Valdera. tornano a farsi sentire i rigurgiti xenofobi e razzisti
La sede del Prc è in un centro abitato e solo per un caso non ci sono danni a persone , alle vetture parcheggiate e alle case
Un gesto infame non isolato perchè decine sono gli attentati negli ultimi mesi contro le sedi di associazioni, collettivi e realtà che hanno nell'antifascismo la loro ragione fondante
Mentre imperversano in Ungheria gli eredi del nazismo con attacchi ai rom che rappresentano quasi il 10% della popolazione, in Europa si vanno costruendo nuove e larghe alleanze che hanno come elemento unificante la xenofobia come risposta alla crisi
Non è casuale che questo attentato arrivi nel giorno della approvazione della carta di Lampedusa visto che le comunità migranti sono particolarmente radicate in Valdera
citiamo un passo saliente della Carta da cui ripartiamo per una iniziativa antirazzista anche nel territorio pisano
La Carta di Lampedusa si fonda sul riconoscimento che tutte e tutti in quanto esseri umani abitiamo la terra come spazio condiviso e che tale appartenenza comune debba essere rispettata. Le differenze devono essere considerate una ricchezza e una fonte di nuove possibilità e mai strumentalizzate per costruire delle barriere.
confederazione cobas PISA E valdera
domenica 2 febbraio 2014
sabato 1 febbraio 2014
Newsletter PRC
1 febbraio: Contro la voce del “padrone”, con i lavoratori migranti della Granarolo! Coordinamento migranti Bologna – liberazione.it – Da mesi prosegue la lotta dei lavoratori migranti della Granarolo e del loro sindacato SiCobas contro il mancato rispetto dell’accordo firmato a luglio. I recenti tentativi della polizia di sciogliere il presidio permanente davanti ai cancelli della Granarolo sono falliti, incontrando la stessa determinazione con la quale ogni giorno |
Carta di Lampedusa, per riscrivere la geografia dei diritti di Paolo Ferrero – Voglio augurare buon lavoro ai tanti e alle tante che dal 31 gennaio al 2 febbraio hanno scelto di tornare a Lampedusa per affrontare le questioni connesse alle frontiere europee. Da sempre il nostro partito ha considerato criminali non solo la logica dei respingimenti e della militarizzazione del Mediterraneo che finora |
Aborto, Rifondazione aderisce a manifestazioni 1 febbraio a sostegno delle donne spagnole di Paolo Ferrero – Rifondazione aderisce alle manifestazioni che si terranno domani, 1 febbraio, in Italia e in tutta Europa in solidarietà con le donne spagnole, contro il tentativo del governo Rajoy di modificare la legge vigente in materia di aborto, limitando l’interruzione di gravidanza ai casi di grave pregiudizio per la salute delle donne |
Ilaria Cucchi indagata con l’accusa di diffamazione. Solidarietà Prc di Fabrizio Salvatori – controlacrisi.org – Ilaria Cucchi è indagata dalla Procura di Roma con l’accusa di aver diffamato agenti della polizia. È lei a darne notizia in un post sul suo blog sull’Huffington Post: “Ebbene si! Sono sottoposta ad indagini dalla procura della repubblica di Roma. Mi ha querelato il signor Maccari del sindacato |
Così Big Pharma vuole archiviare Mandela di Nicoletta Dentico – il manifesto – È la storia che si ripete. La tensione che ritorna, astiosa, tra diritto alla salute e regole del commercio. Nel tempo ha assunto i contorni di una guerra, e di una guerra senza tregua. Correva l’anno 2000 quando la comunità internazionale riunita a Ginevra nella sala del consiglio esecutivo dell’Organizzazione Mondiale della |
Decreto Imu, Ferrero: Nella bagarre scompare il vero scandalo: i 7,5 miliardi regalati alle banche di Paolo Ferrero – Trasformare il confronto politico in rissa con relativi insulti e spintoni produce un effetto solo: alla fine tutti hanno ragione e tutti hanno torto, scompare il merito delle questioni e la gente non capisce più nulla, salvo che è tutto uno schifo. Il vero scandalo avvenuto ieri – e che sta |
Electrolux, presidio PRC al consolato svedese a Venezia: no ai ricatti! di Prc Veneto – Rifondazione Comunista del Veneto ha organizzato un presidio informativo e di protesta presso la sede del Consolato Onorario di Svezia a Venezia. L’iniziativa è nata per denunciare gli effetti devastanti che la condotta predatoria di due importanti multinazionali svedesi operanti sul territorio della Regione Veneto – Electrolux e Assa Aboly – |
F-35: il ritardo è servito di Francesco Vignarca – www.altreconomia.it – Continuereste a dire di sì ad un progetto problematico, sia dal punto di vista tecnico che dei costi, senza metterlo davvero e sensatamente in discussione? Probabilmente no: sta nell’esperienza di tutti. Eppure è quello che succede all’Italia, e non solo, con il programma Joint Strike Fighter dei cacciabombardieri F-35. |
Electrolux non deve passare! di Roberta Fantozzi – La multinazionale svedese Electrolux con il ricatto della delocalizzazioni degli stabilimenti italiani in Ungheria e Polonia, chiede che le lavoratrici e i lavoratori accettino il taglio dei salari fino al 40%, tra diminuzione della paga oraria, taglio dei premi aziendali, blocco dei pagamenti delle festività e degli scatti di anzianità, riduzione |
Appello associazioni e movimenti: Giorni cruciali, fare tutti ogni sforzo possibile Siamo attivisti di alcune fra le tante associazioni, organizzazioni, gruppi, reti, movimenti di base che nel nostro paese da sempre lottano nei territori e nella società per la difesa e la riappropriazione dei diritti, dei beni comuni e della democrazia. Ciascuno con la propria cultura ed esperienza, le proprie pratiche e il proprio campo di azione, sperimentiamo ogni giorno |
CASO FIAT: IL CAPITALE NON HA NAZIONE, COME LA SUA EVASIONE FISCALE
CASO FIAT: IL CAPITALE NON HA NAZIONE, COME LA
SUA EVASIONE FISCALE
30 Gennaio 2014
Il parassitismo del capitale non ha confini, né pudore.
La Fiat ha prosperato per decenni grazie a gigantesche regalie pubbliche dello Stato italiano e dei suoi diversi governi di ogni colore. Ha “ripagato” con chiusura di fabbriche ( a partire da Termini Imerese e Irisbus), con l'abbattimento delle produzioni ( cassa integrazione generalizzata), con l'attacco frontale alle condizioni del lavoro e ai diritti sindacali ( piano Marchionne/ Pomigliano), sino all'espulsione della FIOM dalle proprie aziende.
Oggi il nuovo grande gruppo FIAT/Chrysler - consentito dalle regalie pubbliche del governo Obama ( a carico dei contribuenti americani), dalle generose elargizioni delle banche USA ( coi soldi dei risparmiatori americani), dal coinvolgimento delle quote del sindacato in Chrysler ( con grandi sacrifici paralleli di salari, ferie, lavoro, diritti degli operai americani)- ha completato la propria marcia gloriosa trasferendo in Olanda la propria sede legale e a Londra la propria sede fiscale. Per quale nobile ragione? Per gonfiare il portafoglio dei propri azionisti.
In Olanda gli azionisti stabili hanno il doppio diritto di voto, a vantaggio di Exor, holding degli Agnelli, e della sicurezza del suo controllo . A Londra gli azionisti godono di tasse evanescenti: le cedole non hanno ritenuta alla fonte e l' imposta sul reddito d'impresa è al 20% dal 2015 contro il 27,5% italiano ( già frutto del taglio dell'IRES di ben 7 punti da parte di Prodi nel 2007). Inoltre godono di un ulteriore abbassamento fiscale sino al 10% per chi porta marchi e brevetti. Mentre l'associata Chrysler negli Usa paga le tasse nel Delaware, uno Stato considerato alla stregua di un paradiso fiscale.
“Ma la Fiat continuerà a pagare sulle produzioni in Italia” dicono.. i suoi giornali patriottici. Peccato che la produzione in Italia è ormai il 10% della produzione mondiale del gruppo. Contro la balla spaziale dei 20 miliardi di investimenti in Italia promessi dal Marchionne nel 2010.
Il vero investimento della Fiat è nello sfruttamento dei suoi operai e nell'evasione fiscale dei suoi azionisti. L'unico valore che conosce è la massimizzazione del profitto, al di là di ogni confine. Come l'intero sistema capitalista, in Italia e nel mondo.
La rivendicazione della nazionalizzazione della FIAT, senza indennizzo per i suoi grandi azionisti e sotto il controllo dei lavoratori, si conferma oggi più che mai come l'unica risposta reale al cinismo della famiglia Agnelli e dei suoi managers miliardari. L'unica misura in grado di proteggere il lavoro e i suoi diritti da rapinatori ed evasori senza frontiere. La società italiana ha già pagato la Fiat, sotto ogni profilo. E' ora di riprendersela. La lotta per un governo dei lavoratori pone l'esproprio della FIAT al primo posto.
La Fiat ha prosperato per decenni grazie a gigantesche regalie pubbliche dello Stato italiano e dei suoi diversi governi di ogni colore. Ha “ripagato” con chiusura di fabbriche ( a partire da Termini Imerese e Irisbus), con l'abbattimento delle produzioni ( cassa integrazione generalizzata), con l'attacco frontale alle condizioni del lavoro e ai diritti sindacali ( piano Marchionne/ Pomigliano), sino all'espulsione della FIOM dalle proprie aziende.
Oggi il nuovo grande gruppo FIAT/Chrysler - consentito dalle regalie pubbliche del governo Obama ( a carico dei contribuenti americani), dalle generose elargizioni delle banche USA ( coi soldi dei risparmiatori americani), dal coinvolgimento delle quote del sindacato in Chrysler ( con grandi sacrifici paralleli di salari, ferie, lavoro, diritti degli operai americani)- ha completato la propria marcia gloriosa trasferendo in Olanda la propria sede legale e a Londra la propria sede fiscale. Per quale nobile ragione? Per gonfiare il portafoglio dei propri azionisti.
In Olanda gli azionisti stabili hanno il doppio diritto di voto, a vantaggio di Exor, holding degli Agnelli, e della sicurezza del suo controllo . A Londra gli azionisti godono di tasse evanescenti: le cedole non hanno ritenuta alla fonte e l' imposta sul reddito d'impresa è al 20% dal 2015 contro il 27,5% italiano ( già frutto del taglio dell'IRES di ben 7 punti da parte di Prodi nel 2007). Inoltre godono di un ulteriore abbassamento fiscale sino al 10% per chi porta marchi e brevetti. Mentre l'associata Chrysler negli Usa paga le tasse nel Delaware, uno Stato considerato alla stregua di un paradiso fiscale.
“Ma la Fiat continuerà a pagare sulle produzioni in Italia” dicono.. i suoi giornali patriottici. Peccato che la produzione in Italia è ormai il 10% della produzione mondiale del gruppo. Contro la balla spaziale dei 20 miliardi di investimenti in Italia promessi dal Marchionne nel 2010.
Il vero investimento della Fiat è nello sfruttamento dei suoi operai e nell'evasione fiscale dei suoi azionisti. L'unico valore che conosce è la massimizzazione del profitto, al di là di ogni confine. Come l'intero sistema capitalista, in Italia e nel mondo.
La rivendicazione della nazionalizzazione della FIAT, senza indennizzo per i suoi grandi azionisti e sotto il controllo dei lavoratori, si conferma oggi più che mai come l'unica risposta reale al cinismo della famiglia Agnelli e dei suoi managers miliardari. L'unica misura in grado di proteggere il lavoro e i suoi diritti da rapinatori ed evasori senza frontiere. La società italiana ha già pagato la Fiat, sotto ogni profilo. E' ora di riprendersela. La lotta per un governo dei lavoratori pone l'esproprio della FIAT al primo posto.
PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI
Partito Comunista dei Lavoratori - Empoli
La settimana di ControPiano
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