domenica 4 dicembre 2011

CENSIS 45° RAPPORTO ANNUALE SULLA SITUAZIONE SOCIALE DEL PAESE”-GLI IMMIGRATI COSTITUISCONO UNA RISORSA PER IL PAESE





SPECIALE: CENSIS 45° RAPPORTO ANNUALE SULLA SITUAZIONE SOCIALE DEL PAESE”-GLI
IMMIGRATI COSTITUISCONO UNA RISORSA PER IL PAESE
http://www.comune.grosseto.it/phpbb/viewtopic.php?p=23591#23591

NEWSLETTER DEL 04/12/2011

LA NOTIZIA
LA CRISI NON PIEGA GLI IMMIGRATI«FELICI DI VIVERE IN ITALIA»
LA CRISI NON LI SCORAGGIA. GLI IMMIGRATI RESTANO OTTIMISTI E CONSAPEVOLI DI
«ESSERE ENTRATI IN UN CIRCUITO DI CRESCITA NON FACILE MA PROGRESSIVO».
La crisi non li scoraggia. Gli immigrati restano ottimisti e consapevoli di
«essere entrati in un circuito di crescita non facile ma progressivo». Il
ritratto delineato dal 45°rapporto del Censis racconta di un’Italia fragile
dove spadroneggia l’ego e la litigiosità, segnata dal crollo della famiglia e
dalla penuria dei servizi per i Comuni ridotti al default sociale.
Un’Italia difficile che deve ripartire e dove vivono, in controtendenza con il
pessimismo generale, oltre 4,5 milioni di stranieri immigrati. Più giovani,
mediamente meno pagati e più flessibili, lavorano stabilmente (2 milioni)
soprattutto nei servizi, nell’industria e nelle costruzioni oltre che in
agricoltura. La loro vitalità è dimostrata dall’aumento delle imprese gestite
da immigrati: tra il 2009 e il 2011 sono diminuiti gli imprenditori italiani e
sono aumentati del 10,7% quelli stranieri. Una fetta del 10% e oltre dei
piccoli imprenditori è immigrata con una percentuale,consistente di donne «al
comando».
SONO 77MILA, ossia il 21,8% del totale di imprenditori non italiani. Di più.
Puntano sul futuro attraverso i figli. Per loro, vivere in Italia rappresenta
«una scelta solida e soddisfacente: il 54% ritiene che l’Italia sia uno dei
Paesi dove si vive meglio e il 72,4% pensa che non lascerà la nostra terra per
i prossimi 10 anni». E il 45,8% prevede di acquistare casa. Va oltre la soglia
italiana la volontà di far studiare i figli: il 98,4% lo dà per scontato. A
dispetto della crisi, per i nuovi italiani nel 2020 il nostro Paese «sarà
sicuramente più benestante».
È possibile stimare, secondo il Censis, in quasi 3 miliardi di euro la spesa
pubblica ascrivibile a prestazioni erogate agli immigrati, pari al 2,8% del
totale della spesa sanitaria del 2010. È un dato confortante nella fotografia
di un Paese «in sospensione» dove non solo la famiglia ma anche il risparmio
appare in pericolo. Ma con una nota positiva: il 57,3% degli italiani «è
disponibile a sacrificare il proprio tornaconto personale per l’interesse
generale del Paese». Per questo, Giuseppe De Rita indica in 5 mosse «chiave» la
base per il riscatto: ridare valore all’economia reale; assumere decisioni che
durino nel tempo; portare allo scoperto i conflitti potenziali; arricchire i
rapporti sociali; difendere e valorizzare la rappresentanza. Perché, va detto,
esiste un sentimento di «stanchezza collettiva», una sfiducia generalizzata
verso le istituzioni che potrebbe portare a derive pericolose.
Occorre, quindi, «tenere la banda dritta» per tornare «al nostro scheletro
contadino». In fondo, sono gli italiani a suggerire la via: meno diseguaglianze
economiche per costruire un’Italia più forte. Lo pensa oltre il 50% dei
cittadini.
Continua lettura articolo d’interesse…
http://www.comune.grosseto.it/phpbb/viewtopic.php?p=23591#23591

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