"Voto lontano, Vendola lasci perdere il Pd. La nostra sfida è riuscire a unire la sinistra"
«Si prosegue la linea Berlusconi: una manovra economica che aumenterà solo il divario tra ricchi e lavoratori”, scandisce Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione, a margine dell’VIII congresso del partito a Napoli. A vent’anni esatti dalla nascita del Prc. E su Vendola dice: “Non pensi alle primarie ma a un’opposizione di sinistra che manca in questo Paese perché le elezioni sono lontane».
Segretario, lei e Vendola avete basi programmatiche simili ma i suoi appelli all’unità cadono nel vuoto.
«La linea dell’unità a sinistra è giusta: occorre costruire un punto di riferimento per deboli e nessuno può farlo da solo. Se ci fossero state elezioni subito e primarie per la leadership di centrosinistra avremmo appoggiato Nichi. Ma così non è e non possiamo, lo dico a lui in particolare, stare un anno e mezzo ad attendere. Bisogna decidere se stare a guardare o fare opposizione in piazza. Noi siamo per la seconda strada».
In caso di voto anticipato fronte unico dal Pd a Rifondazione?
«Il Pd con questo governo tecnico non ha previsto le conseguenze: si è infilato in una trappola e ne uscirà macellato. Argomenti, quelle delle alleanze con il Pd, che ora non mi interessano comunque: la priorità è un’opposizione a sinistra con chi difende i deboli, i lavoratori e i pensionati».
Via Berlusconi, il suo partito, pur se non è presenta in Parlamento, resta all’opposizione?
«Le linee proposte da Monti sono completamente sbagliate e tradiscono l’elemento di fiducia e speranza che c’era in partenza. Le misure, da quanto si sa, proseguono la linea di Berlusconi».
Di fatto c’è la patrimoniale: un vostro cavallo di battaglia.
«è solo un piccolo fuoco artificiale in una manovra che colpisce la spesa sociale, le pensioni e il lavoro. Senza contare Ici sulla prima casa e privatizzazioni che colpiranno le fasce più deboli. E davanti a questo scenario la patrimoniale è una foglia di fico. È una manovra iniqua che aggravia il divario sociale tra i ricchi e i lavoratori. Eccessiva poi: se si tolgono i soldi disponibili al consumo, con il mancato adeguamento delle pensioni all’inflazione, ci saranno meno risorse per i consumi. Senza contare che, dopo la riforma Dini, ci riprovano sulle pensioni. E sull’articolo 18 tentano ora sui giovani per abolirlo poi del tutto tra qualche anno».
Come andava fatto a suo avviso?
«Questa manovra non combatte la speculazione finanziaria. Ci sono stati 40 miliardi di tagli da parte del governo Berlusconi e ora vedremo con Monti. Una speculazione che ha origine europee: la Bce è l’unica banca al mondo che presta i soldi alle banche private, quindi gli speculatori, e non gli stati che poi devono rivolgersi a questi stessi istituti di credito. Un paradosso. Per noi, oltre a una patrimoniale dell’un per cento con una franchigia di un milione di euro, va messo un tetto alle pensioni: non più di 5mila euro, darebbe 20 miliardi».
Previsioni: quanto durerà il governo tecnico?
«Quello di Monti è il governo della tecnocrazia europea, ed ha il compito di ristrutturare il welfare, ma anche le forze politiche. Non è un governo di passaggio e durerà per la legislatura. Ma dopo i partiti non saranno più quelli di prima, rischiano di essere annientati. A cominciare dal Pd».
Intervista a Paolo Ferrero di Adolfo Pappalardo, da Il Mattino di sabato 3 dicembre

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