giovedì 21 febbraio 2013

Vicenda lavoratori portinerie Regione Toscana, PRC: giusto sciopero


Vicenda lavoratori portinerie Regione Toscana. Sgherri (capogruppo FdS Verdi in Regione) e Cristiano (Segretario regionale PRC): “giusto sciopero, inaccettabili paghe da “fame”. Doveroso risolvere positivamente la situazione”


Firenze, 21 febbraio.“La vicenda relativa ai lavoratori delle portinerie in Regione Toscana è ormai diventata insostenibile. Persone, lavoratori e lavoratrici, che guadagnano 5 euro lordi l’ora, costretti a proclamare lo sciopero a oltranza perché non si trovano soluzioni che permettano di garantire loro un salario dignitoso e maggiore sicurezza. Il Gruppo Consiliare FdS-Verdi in Regione Toscana e il PRC  Toscana sostengono e si affiancano alla lotta dei dipendenti e garantiscono di portare avanti ogni iniziativa possibile per favorire uno sbocco positivo.” Cosi Monica Sgherri – capogruppo di “Federazione della Sinistra – Verdi” in Consiglio Regionale e Stefano Cristiano segretario regionale PRC.
“E’ inaccettabile infatti che nella civile Toscana si possano generare situazioni come questa, con salari “da fame”che impediscono – proseguono Sgherri e Cristiano - una vita dignitosa: un caso emblematico la cui soluzione deve essere trovata, sia perché parla di questi lavoratori ma perché avrà un valore nei confronti della difesa della dignità di tutto il mondo del lavoro.” Nello specifico – ricorda la capogruppo Sgherri - ci eravamo ripetutamente occupati della questione e si era addivenuti alla volontà politico- istituzionale di risolvere la questione, ma si è generata una non corrispondenza fra questa volontà e le soluzioni tecniche adottate dalla dirigenza –  un vero e proprio iato.” Per Sgherri e Cristiano quindi “devono essere necessariamente trovate le soluzioni che sanino la situazione. Prendiamo atto della riconfermata volontà espressa dalla Giunta di arrivare a soluzioni della vertenza, anche con una proposta di legge ad hoc e sollecitiamo la necessità di procedere con determinazione alla risoluzione della medesima: lo dobbiamo ai lavoratori coinvolti ma anche al rispetto di un principio generale, cioè la dignità del lavoro. Il nostro impegno su questo sarà massimo.”

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