giovedì 4 aprile 2013

Decolla il SISTRI

Dal 1° ottobre 2013 prende avvio il  sistema di tracciabilità dei rifiuti speciali e pericolosi (SISTRI). Rifondazione Comunista denuncia le complicità dei governi con le cosiddette Ecomafie e  il ritardo con il quale si da avvio al Sistema;  manifesta comunque apprezzamento per il suo prossimo  decollo. Chiede alla Provincia di Firenze di inserire nell’Osservatorio interprovinciale dei rifiuti il Sistri e se l’attuazione di questo sistema  non  sia un’ulteriore occasione per mettere mano a una revisione radicale del Piano Interprovinciale dei Rifiuti avvicinandosi alla cosiddetta strategia “rifiuti zero”.
Interrogazione a risposta scritta di Rifondazione Comunista


Il 1° ottobre 2013 parte il  Sistri, sistema di tracciabilità dei rifiuti speciali e pericolosi,  per i produttori di rifiuti pericolosi con più di dieci dipendenti e per gli enti e le imprese che gestiscono rifiuti pericolosi. Per i siti produttivi con meno di 10 lavoratori   l'avvio del sistema è fissato per il 3 marzo 2014.
il SISTRI prende consistenza nella legge n. 102/2009  che ha stabilito che questo sistema  sia interconesso con altri sistemi informativi fino a creare un sistema-rete che consentirà di conoscere la movimentazione completa dei rifiuti dalla produzione alla destinazione finale.
Un sistema che riteniamo essenziale per riportare alla  legalità l'intera filiera del sistema di raccolta recupero riciclo e smaltimento dei residui industriali.    E' casomai con grande ritardo che lo Stato italiano inizia a dotarsi di strumenti atti a contrastare le ecomafie, il conseguente degrado ambientale e i pericoli socio sanitari derivanti da questi traffici  che in molta parte del nostro territorio sono in atto da tempo.
Una più corretta gestione dei rifiuti avrà, infatti, vantaggi sia in termini di riduzione del danno ambientale, sia di eliminazione di forme di concorrenza sleale tra imprese, con un impatto positivo per tutte quelle che, pur sopportando costi maggiori, operano nel rispetto delle regole.
Per  consentire il pieno e corretto funzionamento del sistema crediamo si debba   correttamente inserito nell’Osservatorio interprovinciale dei rifiuti, infatti l'attivazione del Sistri sarà occasione  per consentire  la massima trasparenza e informazione sulla filiera dei residui industriali, affinché non ci sia commistione nel sistema di raccolta, e che invece venga ricondotto ad un piano di riciclaggio per di recupero delle materie prime, attivando anche percorsi di ricerca in sinergia con l'università  in tutte le sue fasi di analisi, progettazione, realizzazione e gestione degli impianti previsti dal Piano Interprovinciale dei Rifiuti, anche assicurando lo stanziamento di apposite risorse finanziarie.
I complici ritardi dei governi in carica  già più volte denunciati dal gruppo di Rifondazione Comunista per l’avvio del piano della tracciabilità dei rifiuti adesso manifesta finalmente  apprezzamento per il decollo  del sistema, che permetterà se attuato correttamente, di seguire il percorso dei rifiuti speciali, che rappresentano 80% del totale, dal luogo di produzione fino allo smaltimento.
Il Sistema che è costato alla collettività centinaia di milioni di euro di denaro pubblico per metterlo a punto, ora deve avere le gambe organizzative per partire.
Tutto ciò premesso i sottoscritti Consiglieri Provinciali di Rifondazione Comunista, nel richiedere una revisione generale del Piano Interprovinciale dei rifiuti di FI, PO; PT; nel ribadire che un’altra gestione dei rifiuti è possibile colgono l'occasione della partenza del Sistema (SISTRI) sulla tracciabilità dei rifiuti industriali per chiedere al Presidente della Provincia di Firenze e all’Assessore competente di riferire quali iniziative concrete l’amministrazione Provinciale intende adottare per contrastare possibili infiltrazioni mafiose nelle società che gestiscono anche lo smaltimento dei rifiuti.
Se il nuovo sistema (Sistri) che è previsto partire dal 1° di ottobre 2013 sarà inserito nell’Osservatorio interprovinciale dei rifiuti al fine di sviluppare nuovi canali di controllo e ricerca, all'indirizzo del riciclo e riuso delle materie di scarto industriali che sono 80% del volume totale dei cosiddetti rifiuti.
Questi “rifiuti” se intercettati e trattati con intelligenza portano al contrario una risorsa in termini ambientali e di posti di lavoro.

 Chiediamo infine se alla luce di quanto sopra esposto e richiesto non sia il caso e un’ulteriore occasione per mettere mano a una revisione radicale del Piano Interprovinciale dei Rifiuti avvicinandosi alla cosiddetta strategia “rifiuti zero”.

Andrea Calò,                           Lorenzo Verdi



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