Rifiuti. Sgherri:”superare il 65% di raccolta differenziata e ridurre sensibilmente i rifiuti in poco tempo si può. Basta volerlo”
Firenze, 16 maggio. Dalle dichiarazioni del presidente Rossi prendiamo atto con soddisfazione che l’incremento sostanziale della raccolta differenziata e la contestuale riduzione della produzione di rifiuti saranno la priorità del prossimo piano regionale dei rifiuti. Il “modello Capannori” – il primo a raggiungere e superare di gran lunga la soglia del 65 % della raccolta differenziata -, sembra quindi far finalmente scuola. Apprendiamo anche con soddisfazione dalle medesime dichiarazioni della volontà contestualmente di ridurre la produzione dei rifiuti. Siamo fermamente convinti che questo obbiettivo è altrettanto strategico e raggiungibile : non solo a causa della crisi economica ma anche e soprattutto rivedendo il regolamento dei rifiuti assimilati: neonati e anziani non possono certo essere imputati fra coloro che concorrono con i loro stili di vita a produrre una grande quantità di rifiuti come in Toscana (fra le più alte d’Italia). Risultati e i tempi di Capannori dimostrano di raggiungere obbiettivi avanzati in tempi relativamente ristretti, seguito poi da oltre venti Comuni toscani fra cui Montespertoli, Lamporecchio, ecc. Queste esperienze dimostrano l’inutilità degli inceneritori e, in quest’ambito, apprezziamo quanto dichiarato dal Presidente sulla volontà di capire il reale fabbisogno impiantistico: se l’esempio è Capannori la risposta è scontata. Quello che però ci ha lasciati perplessi di quanto letto oggi sui giornali è l’annunciato obbiettivo di raccolta differenziata al 2020; a parte perché la normativa nazionale prevedeva il suo raggiungimento alla fine del 2012 e, come detto, non solo perché alcuni comuni ci sono ampiamente riusciti , ma la perplessità sorge in quanto non aver rispettato tali tempistiche ha consegnato la Toscana a risultati non certo eclatanti sulla raccolta differenziata media, cioè uno scarso 40 % circa: anche solo intercettare a il rifiuto organico ci farebbe balzare oltre il 50 % in pochissimi mesi. Vorremmo quindi evitare il rischio che annunciati obbiettivi al 2020 (rimandandoli quindi ben oltre questa e la futura legislatura regionale) possa far dubitare della reale possibilità di perseguirli perché una aumento così lento nel tempo continuerebbe a porre il problema dello smaltimento dei rifiuti indifferenziati e della proliferazione degli inceneritori e discariche. Un importante compagine di cittadini, associazioni ambientaliste, forze politiche, hanno lo scorso anno presentato puntuali osservazioni al Piano Interprovinciale dei Rifiuti dell’ATO Centro dove proprio veniva denunciata la strumentalità di porre obbiettivi alti di raccolta differenziata ma di dilatarli fortemente nel tempo. Il nuovo piano regionale dei rifiuti dovrà essere quindi un atto con cui segnare una vera e propria discontinuità capace di passare da una concezione delle questioni ambientali come limiti allo sviluppo a considerarle leva per un nuovo modello di sviluppo. Una nuova filosofia che si allontani da piani la cui centralità sia basata sugli impianti di incenerimento, impianti divoratori di risorse e creatori di debiti per la loro realizzazione, che impattano sulla salute e che producono pochissimi posti di lavoro. Così da contribuire all’affermazione di nuova filosofia che – come a Capannori – punti effettivamente sulla strategia Rifiuti Zero che stiamo sostenendo e sosterremo con convinzione.
La Capogruppo Monica Sgherri

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