lunedì 5 dicembre 2011

'Lavoro-Società': elezioni anticipate per mandare a casa un governo classista



GOVERNO: CONTRO LA MANOVRA SCIOPERO GENERALE UNITARIO
'Lavoro-Società': elezioni anticipate per mandare a casa un governo classista

La manovra economica preannunciata ieri dal governo Monti mostra un evidente carattere classista. E' un provvedimento che brilla per il suo intollerabile cinismo, calato sulla testa delle parti sociali attraverso un'inaccettabile e supponente 'informativa': niente male per un ex commissario europeo che si fa beffe dei presupposti improntati al dialogo sociale previsti dal trattato di Lisbona.
E' una manovra che colpisce infatti i lavoratori da ogni punto di vista: sul versante previdenziale, fiscale, dell'aumento dell'imposizione territoriale e dell'Iva.
Il capitolo-pensioni, in primo luogo, grida vendetta: nonostante il fondo Inps sia in attivo per i lavoratori dipendenti (e non già per gli autonomi), si prefigura l'età di pensionamento a 70 anni e la cancellazione nei fatti dei 40 anni di contribuzione: una lucida e vergognosa assurdità, per poter far pagare il prezzo della crisi ai soliti noti, ovvero agli operai, agli impiegati, agli insegnanti, a tutti coloro che hanno sudato una vita per pagarsi i contributi previdenziali.
Inoltre, il governo favorisce le imprese perché la cancellazione dell'Irap rappresenta un regalo a loro esclusivo favore. Tenendo poi conto che quell'imposta andava a finanziare per il 40% la sanità regionale, si tratta dell'ennesimo provvedimento che si accanisce sui lavoratori-cittadini; e verrà aumentata l'addizione Irpef regionale fino all'1,23% per compensare il mancato introito precedentemente garantito dall'Irap medesima.
I provvedimenti che presenterà in Parlamento il governo Monti non sono soltanto palesemente ingiusti, ma è anche depressivi, perché porteranno ad una riduzione del Pil del 2% nel 2012. E vorremmo ricordare che stiamo parlando della quarta manovra finanziaria realizzata nel 2011, per un totale di 100 miliardi di euro, ossia 200mila miliardi di vecchie lire, contro i 92mila miliardi della manovra Amato del 1992, che passò alla storia come la peggiore.
Noi chiediamo un cambiamento radicale della manovra, riproponendo le proposte avanzate dalla Cgil in occasione dello sciopero generale del 6 settembre: non intendiamo consentire a Monti quanto non abbiamo concesso a Berlusconi.
La risposta deve ora ritornare alla politica: chiediamo al Parlamento di apportare cambiamenti a misure del tutto inaccettabili e nel frattempo lavoreremo per condurre unitariamente Cgil, Cisl e Uil alla mobilitazione fino allo sciopero generale - che raccolga le mobilitazioni unitarie già in corso nelle aziende e nei territori - da realizzarsi nei tempi utili.
Avevamo prefigurato che il governo tecnico avrebbe varato interventi contro il mondo del lavoro: siamo stati facili profeti. Perciò occorre restituire quanto prima la parola agli elettori: servono elezioni anticipate per ristabilire il primato della democrazia.

 

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