Newsletter Sinistra e Cittadinanza
Coalizione civica, ecologista e laica al Comune di Firenze
con Federazione della Sinistra e Verdi
n. 7 / 2011
ATAF : "DEPOSITATA LA PROPOSTA DI DELIBERA PER L'ADESIONE ALLA GARA REGIONALE DEL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE"
PIAZZALE MICHELANGELO : “L'ASSESSORE MEUCCI NEGA LA VOLONTÀ DI REALIZZARE UN PARCHEGGIO AL POSTO DEL CAMPEGGIO”
ORGANIZZAZIONE DEL PERSONALE : “ANCORA MOLTI DUBBI SUL NUOVO ASSETTO E SULLE MODALITÀ DI ASSUNZIONE”
VENDITA TEATRO COMUNALE : “UN FLOP CHE CI COSTA CARO”
PIANO INTERPROVINCIALE DEI RIFIUTI : “UN PIANO OBSOLETO E RETROGRADO CHE FA’ DI FIRENZE LA PROVINCIA PIU’ INCENITORISTA D’ITALIA.”
MATRIMONI CIVILI : “BYE BYE NASTRO ARCOBALENO”
ASSEGNAZIONE ALLOGGI POPOLARI : “GLI UFFICI SMENTISCONO I DATI FORNITI DALL'ASSESSORE FANTONI LA SCORSA SETTIMANA”
ALLOGGI POPOLARI : "ENERGIA ZERO. ASSEGNAZIONI QUANTE?"
EMERGENZA NEVE : “IL COMUNE GARANTISCA I PAGAMENTI AI CITTADINI DANNEGGIATI”
CHIUSURA ANAGRAFE PALAZZO VECCHIO : "E' NECESSARIO UN NIDO AZIENDALE?"
RESIDENZA SANITARIA ASSISTITA LE CIVETTE : “COME MAI L’ASL NON MANDA PIÙ LE FATTURE AI FAMILIARI ?”
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ATAF, GRASSI E DE ZORDO: "DEPOSITATA LA PROPOSTA DI DELIBERA PER L'ADESIONE ALLA GARA REGIONALE DEL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE"
“Abbiamo depositato questa mattina presso la Presidenza del Consiglio Comunale la proposta di deliberazione per l’adesione del Comune di Firenze alla gara sul trasporto pubblico locale su base regionale. – affermano i Consiglieri Comunali di Sinistra e Cittadinanza, Tommaso Grassi e di PerUnaltracittà, Ornella De Zordo. “Con l’atto depositato oggi viene formalmente avviato l’iter di richiesta di parere agli uffici tecnici del Comune, passo necessario per l’iscrizione all’ordine del giorno del Consiglio Comunale della proposta di deliberazione. Se verranno, come ci auguriamo, rispettati i tempi entro un mese, ovvero nell’ultimo Consiglio prima della pausa natalizia, la delibera potrà essere discussa in Consiglio comunale.”
“E’ necessario, dopo il dibattito in Consiglio di 3 settimane fa su ATAF e la situazione aziendale, che il Consiglio comunale si esprima nel merito di una scelta che deve competere all’organo rappresentativo dei cittadini. Con il nostro atto intendiamo dare la possibilità al Consiglio di decidere e assumersi le proprie responsabilità di fronte alla Città. – concludono i due Consiglieri De Zordo e Grassi - Auspichiamo che su questo atto, che corrisponde ai desiderata espressi in più occasioni da altri colleghi consiglieri, vi siano altre adesioni, e per questo in attesa dei pareri degli uffici tecnici chiederemo a tutti i Consiglieri di sottoscrivere la delibera; depositeremo perciò l’atto con l’elenco completo di tutti i membri del Consiglio così che chiunque potrà firmarla in qualunque momento prima del voto in aula, compreso il Sindaco.”
PIAZZALE MICHELANGELO, GRASSI E DE ZORDO : “L'ASSESSORE MEUCCI NEGA LA VOLONTÀ DI REALIZZARE UN PARCHEGGIO AL POSTO DEL CAMPEGGIO”
“Solo un parco pubblico può ripagare i danni subiti dalla collina e dai residenti. Il Piano Strutturale parla chiaro: via il campeggio, sì al Parco”
“Eravamo davvero fiduciosi di veder concretizzato il contenuto del Piano Strutturale che grazie ad un emendamento da noi presentato e approvato dal Consiglio prevede nell’allegato ‘relazione’ l’eliminazione dal Piazzale Michelangelo del campeggio che da anni compromette e danneggia una zona dal punto di vista paesaggistico di altissimo pregio e da quello ambientale estremamente fragile, e la sua sostituzione con un parco pubblico che, rappresentando un anello verde, potesse congiungere Porta Romana con Piazza Ferrucci passando per il Piazzale Michelangelo e Forte Belvedere”. Lo affermano i consiglieri comunali di Sinistra e Cittadinanza Tommaso Grassi e Ornella De Zordo di PerUnaltracittà.
“Ma la proposta del Sindaco di far diventare l'area attualmente occupata dal campeggio in un parcheggio pubblico, sapeva proprio di una beffa offensiva per i cittadini che da anni combattono contro lo sfruttamento e l’abuso della zona del Piazzale Michelangelo – hanno aggiunto –. Oggi l'Assessore Meucci rispondendo ad una nostra interrogazione ha negato la volontà del Comune di realizzare un parcheggio al posto del campeggio del Piazzale.
“Se si vuol salvaguardare e difendere la zona del Piazzale dobbiamo eliminare quelle che sono le funzioni attrattive che occupano territorio sottraendolo alla fruizione pubblica, come il campeggio o i parcheggi, spostando anche quest'ultimi in area più idonea da mettere in collegamento con il Piazzale attraverso un servizio di trasporto pubblico. La proposta del Sindaco ha proprio il senso di voler nascondere la polvere sotto il tappeto: prevedere un parcheggio di auto, e presumiamo anche bus turistici, tra gli ulivi della collina evidenzia la volontà di celare dietro un'apparente visuale di area verde una fonte inquinante di pesante aggravio strutturale e ambientale e assolutamente non sostenibile per la zona stessa.”
“Continueremo a tenere, insieme ai cittadini riuniti in comitato per la salvaguardia della collina del Piazzale, alta l'attenzione sul campeggio e sul suo futuro affinché si possa concretizzare al più presto quanto previsto dal Piano Strutturale e speriamo di non dover più leggere sui giornali notizie di fughe in avanti dell'Amministrazione che propongono progetti diversi da quello del parco pubblico – hanno concluso Grassi e De Zordo – Temiamo e siamo quasi certi, vista la correttezza che ha sempre contraddistinto l’Assessore, che forse il progetto e l’idea del parcheggio era ignoto persino a lei: questo apre naturalmente una contraddizione all’interno della Giunta che qui ci limitiamo a rilevare. Quindi bene affrettare la procedura per l'eliminazione del campeggio dal Piazzale ma questo non può essere mercificato o scambiato con la realizzazione di un parcheggio proprio al posto dell'ipotizzato parco pubblico”.
Visita il sito internet del comitato ‘Salviamo la collina di piazzale Michelangelo’ che da anni si batte per restituire un pezzo di Città ai fiorentini … http://www.piazzalemichelangelo.com/
ORGANIZZAZIONE DEL PERSONALE, GRASSI E DE ZORDO: “ANCORA MOLTI DUBBI SUL NUOVO ASSETTO E SULLE MODALITÀ DI ASSUNZIONE”
“Presenteremo una interrogazione urgente sul tema”
“Nonostante l'audizione di oggi dell'Assessore al Personale in Commissione bilancio sul nuovo assetto dell'organizzazione del personale degli uffici e sulle modalità di assunzione dall'esterno senza concorso in figure apicali permangono, secondo noi, molti dubbi”. Lo affermano i consiglieri Tommaso Grassi di Sinistra e Cittadinanza e Ornella De Zordo di PerUnaltracittà.
“Presenteremo una interrogazione urgente che chiederà chiarimenti all'amministrazione comunale su tutti i punti sui quali nutriamo forti dubbi – hanno aggiunto i due consiglieri –. Se si prende ad esempio in considerazione l'eliminazione dell'Ufficio del Sindaco, scelta che potrebbe risultare interessante, si scopre immediatamente che con un unico atto il risparmio economico derivante dall'eliminazione del direttore è utilizzato per aumentare ulteriormente lo stipendio dei dirigenti, assunti senza concorso per ‘intuito personae’, ovvero fiducia personale, che sono alle dirette dipendenze del sindaco e che due persone assunte per la segreteria di quest'ultimo sono state spostate a ricoprire la carica di direttori di settori come il Bilancio e la Cultura”.
“Inoltre non possiamo che sottolineare come nonostante ci siano evidenti rigidità del bilancio comunale e sofferenze e ritardi nei pagamenti ai fornitori non si sia smesso di assumere personale esterno di fiducia del Sindaco senza concorso” hanno concluso Grassi e De Zordo.
VENDITA TEATRO COMUNALE, DE ZORDO E GRASSI: “UN FLOP CHE CI COSTA CARO”
“Il tasso del mutuo acceso dal Comune è collegato all’andamento dello spread”
“Il mutuo da 35,6 milioni di euro acceso per far comparire nel bilancio del Comune i proventi della presunta, e per ora fallita, alienazione del Teatro Comunale rischia di costarci caro.
In previsione della vendita, il mutuo è stato stipulato a un tasso alto collegato all'andamento dello spread e motivato dal periodo di pre-ammortamento (2 anni) senza interessi nel quale sarebbe stato possibile estinguere con ridotte penali in qualsiasi momento il debito acceso. Ma il bene immobile non solo non è stato venduto, a distanza di due anni dalla prima asta, ma nel provvedimento dirigenziale datato 11 novembre si legge che si sospendono da parte del comune "ulteriori tentativi di vendita". Dunque non beneficeremo della mancanza di penale e continueremo a pagare il tasso alto del mutuo: una perdita secca per le casse comunali.
Per di più, il rischio sotteso a questa operazione è che l'amministrazione sia tentata di consentire interventi speculativi per invitare potenziali acquirenti, magari aumentando la quota di residenze di pregio e eliminando gli alloggi ERP e a canone calmierato (come sta accadendo per la Manifattura Tabacchi). O magari abbassando ulteriormente il prezzo.
Qualunque sia la strada che verrà intrapresa, nel caso del Teatro Comunale sarà una perdita per la collettività, che si ritroverà o privata di un bene svalutato dalla permanenza sul mercato, o con un mutuo costoso che deve tappare il buco della mancata vendita. E ribadiamo quel che abbiamo inutilmente detto in fase di discussione del Bilancio, e cioè che l'intera operazione che ha consentito di mettere a bilancio beni immobili da alienare senza aver alcuna sicurezza della loro vendita è stata azzardata e si dimostra fallimentare”.
In previsione della vendita, il mutuo è stato stipulato a un tasso alto collegato all'andamento dello spread e motivato dal periodo di pre-ammortamento (2 anni) senza interessi nel quale sarebbe stato possibile estinguere con ridotte penali in qualsiasi momento il debito acceso. Ma il bene immobile non solo non è stato venduto, a distanza di due anni dalla prima asta, ma nel provvedimento dirigenziale datato 11 novembre si legge che si sospendono da parte del comune "ulteriori tentativi di vendita". Dunque non beneficeremo della mancanza di penale e continueremo a pagare il tasso alto del mutuo: una perdita secca per le casse comunali.
Per di più, il rischio sotteso a questa operazione è che l'amministrazione sia tentata di consentire interventi speculativi per invitare potenziali acquirenti, magari aumentando la quota di residenze di pregio e eliminando gli alloggi ERP e a canone calmierato (come sta accadendo per la Manifattura Tabacchi). O magari abbassando ulteriormente il prezzo.
Qualunque sia la strada che verrà intrapresa, nel caso del Teatro Comunale sarà una perdita per la collettività, che si ritroverà o privata di un bene svalutato dalla permanenza sul mercato, o con un mutuo costoso che deve tappare il buco della mancata vendita. E ribadiamo quel che abbiamo inutilmente detto in fase di discussione del Bilancio, e cioè che l'intera operazione che ha consentito di mettere a bilancio beni immobili da alienare senza aver alcuna sicurezza della loro vendita è stata azzardata e si dimostra fallimentare”.
PIANO INTERPROVINCIALE DEI RIFIUTI, GRASSI : “UN PIANO OBSOLETO E RETROGRADO CHE FA’ DI FIRENZE LA PROVINCIA PIU’ INCENITORISTA D’ITALIA.”
Si parla di riduzione, raccolta e riuso ma alla fine si prevedono solo gli inceneritori
“La Provincia di Firenze continua a portare avanti una politica nel campo dei rifiuti obsoleta e retrograda che tra l’altro, la rende la più incenitorista d’Italia con la previsione di ben 3 nuovi impianti. - afferma il Consigliere comunale di Sinistra e Cittadinanza, Tommaso Grassi – Il Piano, che è stato approvato dalla Giunta, appare troppo simile a quello approvato dalla Giunta Renzi nello scorso mandato elettorale per segnare quel cambio di passo che in molti si aspettavano.”
“Se è vero che sono entrate a far parte del Piano i concetti e parole come ‘raccolta porta a porta’ e ‘tariffa puntuale’, manca la credibilità adeguata degli Enti locali per concretizzarle nella realtà. Basti pensare che i dirigenti dell’azienda Quadrifoglio, al pari degli amministratori del Comune di Firenze, dichiarano apertamente di non credere nel porta a porta e che nell’unico caso fiorentino in cui la raccolta avviene così la tariffa puntuale, promessa dal Comune nel lontano 2006, è pura utopia, come lo è anche l’estensione del sistema di raccolta domiciliare nei borghi storici di Brozzi e Quaracchi, già oggetto di numerose mozioni approvate dal Consiglio, ma mai applicate.”
“Si ha come la sensazione che alla fine di tutte le parole sui sistemi di raccolta, riuso e riduzione dei rifiuti l’unica cosa certa che nel piano viene delineata con estrema precisione e con finanziamenti certi sia quella relativa alla impiantistica. Tre inceneritori nella sola Provincia di Firenze, tutti collocati in contesti delicati da quello di Rufina, che va a impattare su un azienda biologica di pregio, e insiste nella cassa di espansione del fiume Sieve, a quello della Piana, un'area già a forte criticità ambientale e sanitaria, come tutti gli indicatori ci mostrano inconfutabilmente, e il cui futuro dovrebbe essere più legato alla realizzazione del parco agricolo piuttosto che ad ospitare fonti dannose per la salute.”
"Il Piano prevede nel 2015 l’obiettivo del 65% di raccolta differenziata, questo risultato influisce sulla quantità di rifiuti da trattare per via impiantistica, quantità che si sarebbe potuta ridurre drasticamente, se invece di trovare i finanziamenti solo ed esclusivamente per gli impianti si fosse voluto finalmente investire risorse adeguate su politiche di provata efficacia per la riduzione e la differenziazione, come il sistema del porta a porta. Anche la possibilità contenuta di valutare, a fine 2014, se costruire o no l’inceneritore di Testi risulta più un rinvio finalizzato ad una riduzione degli attriti interni alla maggioranza piuttosto che ad una vera e propria scelta strategica."
"Infine, nessuna parola è stata spesa dalle Province riguardo al principio europeo delle migliori tecnologie disponibili per trattare quella parte dei rifiuti non differenziabile: da un procedimento onesto e dalla valutazione dei dati tecnici, - conclude Grassi - siamo certi che l'opzione dell'incenerimento risulterà evidentemente la più costosa, inquinante e obsoleta."
MATRIMONI CIVILI, DE ZORDO E GRASSI: “BYE BYE NASTRO ARCOBALENO”
“PD e PdL insieme lo aboliscono”
“Il gruppo del PD in Consiglio fa propria la richiesta del PdL di sostituire con un nastro tricolore il nastro arcobaleno con cui veniva legata la pergamena ricordo da consegnare agli sposi al termine della cerimonia in Palazzo Vecchio.
E' stato bocciato l'emendamento, da noi presentato insieme alle colleghe Collesei e Agostini, che proponeva di affiancare al nastro arcobaleno quello con i colori della bandiera italiana.
Colpisce la sintonia che si è creata tra PD e PdL, anche se le uniche motivazioni a sostegno della sostituzione sono state addotte dal PdL (i colori della pace non avrebbero alcuna attinenza con il significato del matrimonio, e inoltre l 'arcobaleno richiama i colori della bandiera gay); sfuggono le motivazioni del PD che non si è espresso in aula. Dobbiamo pensare che concordi con l'intervento della destra?”.
Colpisce la sintonia che si è creata tra PD e PdL, anche se le uniche motivazioni a sostegno della sostituzione sono state addotte dal PdL (i colori della pace non avrebbero alcuna attinenza con il significato del matrimonio, e inoltre l 'arcobaleno richiama i colori della bandiera gay); sfuggono le motivazioni del PD che non si è espresso in aula. Dobbiamo pensare che concordi con l'intervento della destra?”.
ASSEGNAZIONE ALLOGGI POPOLARI, DE ZORDO E GRASSI: “GLI UFFICI SMENTISCONO I DATI FORNITI DALL'ASSESSORE FANTONI LA SCORSA SETTIMANA”
“Nel 2011 calo drastico delle assegnazioni nonostante l’emergenza abitativa cresca”
“L’Assessore Fantoni nell’ultima conferenza stampa aveva fornito dati riguardo al numero di assegnazioni di alloggi popolari da parte del Comune che non ci tornavano affatto; ne abbiamo chiesto conferma agli uffici, a cui va il nostro ringraziamento, che ci hanno fornito dati molto diversi e in antitesi con le conclusioni che l’Assessore ha tratto nel suo comunicato”. Lo affermano i consiglieri Ornella De Zordo e Tommaso Grassi.
“Quando l’Assessore afferma nel suo comunicato che nel 2006 sono stati assegnati 13 alloggi al mese, nel 2007 una media di 15, nel 2008 invece circa 16 e nel 2010 sono stati consegnati 360 alloggi, in realtà i dati forniti dagli uffici ci danno i seguenti dati 23, 25, 12, 20 alloggi/mese assegnati rispettivamente negli anni 2006, 2007, 2008, 2009 e 309 alloggi complessivi nel 2010, mentre per l’anno 2011 la situazione peggiora nettamente con solo 170 alloggi assegnati: una situazione con notevoli e significative differenze – affermano i due consiglieri –. Registriamo quindi un calo delle assegnazioni degli alloggi nell’ultimo anno nonostante l’emergenza e la richiesta abitativa da parte dei cittadini cresca a causa prima di tutto della crisi economica. Anche il dato del 2010, se si considera che sono stati sbloccati i fondi derivanti dagli affitti dal 2003 e che la Regione Toscana ha stanziato 130 milioni di euro con bandi straordinari, viene assai ridimensionato nella sua portata.”
“Condividiamo in parte le preoccupazioni dell’Assessore Fantoni per il futuro sul tema della casa ed è per questo che abbiamo, già da tempo, sia chiesto di conoscere lo stato degli alloggi non ancora assegnati perché mancanti dell’adeguata manutenzione, sia richiesto i preventivi delle manutenzioni effettuate nell’ultimo anno con i fondi regionali, in quanto dai resoconti sul sito della Regione sembrerebbe che Casa Spa abbia rendicontato in diversi casi una spesa anche superiore ai 40.000 € per il recupero di ogni alloggio: con quella cifra non si ristruttura un alloggio popolare, manca poco che lo si costruisca nuovo. Vigileremo sull’intero tema e chiederemo chiarimenti qualora ci sia qualcosa che non ci sembra realistico, sperando di non doverci nuovamente imbattere in dati che fanno fare all'Amministrazione una figura migliore di quella che merita” hanno concluso De Zordo e Grassi.
ALLOGGI POPOLARI, DE ZORDO E GRASSI: "ENERGIA ZERO. ASSEGNAZIONI QUANTE?"
“Da 36 a 21 alloggi nel Puc ex Pegna”
“Nel Piano Urbanistico ex Pegna di via D'Annunzio, già approvato nel 2006, erano previsti 36 alloggi ERP di Casa spa; apprendiamo oggi che sono diventati 21 a eenergia zero e che la prima pietra sarà posata non prima del 2013 (!). Ci rallegriamo per l'ambiente ma ci preoccupiamo molto per l'emergenza abitativa in città. Sono più di 1900 i nuclei familiari in lista d'attesa per un alloggio popolare e il numero è destinato a crescere visto che si registra una media di 70 sfratti per morosità al mese.
Registriamo che nel 2011 (ottobre compreso) sono stati assegnati solo 180 alloggi, con una diminuzione netta rispetto all'anno precedente. E' quindi evidente che il problema debba essere affrontato con tempestività e pensando a soddisfare quella che è una richiesta primaria di una parte sempre più consistente della popolazione. Niente trionfalismi da parte dell'amministrazione, quindi, ma il massimo sforzo per aumentare le risorse da destinare all'emergenza abitativa”.
NEVE, GRASSI: “IL COMUNE GARANTISCA I PAGAMENTI AI CITTADINI DANNEGGIATI”
“Dubitiamo che tutto quanto previsto nel piano potrà essere realizzato entro poche settimane”
“Ci auguriamo che il Comune ripaghi tutti i danni subiti dai cittadini nel dicembre scorso e che non trovi la scusa dell’evento eccezionale per non risarcirli”. Lo afferma il consigliere di Sinistra e Cittadinanza Tommaso Grassi.
“Ci sono stati forniti i dati delle richieste di risarcimento tramite una interrogazione che abbiamo presentato nelle settimane scorse all’Amministrazione comunale: 155 le richieste di danni dovute alla caduta di alberi o rami sui veicoli parcheggiati e in movimento, 19 quelle di pedoni che sono scivolati su marciapiedi o sulle strade cittadine, 5 gli scooter o moto cadute sulla neve, 3 i danni alle tombe nei cimiteri, 2 gli immobili nella Città che hanno avuto danni e infine 2 hanno avuto problemi con la viabilità. Il tutto per un totale di 186 richieste di danni” ha aggiunto il consigliere.
“Per quanto riguarda il nuovo piano neve approvato nella seduta di giunta di ieri pomeriggio, in attesa di leggere il testo una volta diventato esecutivo l’atto, temiamo che il ritardo con cui si è arrivati all’approvazione, 9 mesi dopo il termine di gennaio promesso dal Sindaco dopo la nevicata dello scorso dicembre, possa avere ripercussioni negative sull’effettiva concretizzazione delle nuove disposizioni. Temiamo, qualora si verificasse a breve una nevicata di intensità pari o superiore a quella che nella terza settimana di dicembre si registra ormai da 3 anni consecutivamente, di non poter vedere le nuove norme messe in atto visto il ristretto anticipo con cui sono state approvate”.
CHIUSURA ANAGRAFE PALAZZO VECCHIO, DE ZORDO E GRASSI: "E' NECESSARIO UN NIDO AZIENDALE?"
“350.000 euro di spesa previsti per il 2012. Nell'analogo asilo nido della Provincia, voluto dallo stesso Renzi, ci sono solo 4 figli dei dipendenti.”
“Da oggi chiude l'ufficio anagrafe di Palazzo Vecchio. Al suo posto è previsto un non meglio specificato asilo nido aziendale i cui tempi di realizzazione sono incerti e i cui locali difficilmente si adattano a questa nuova destinazione. E' un'operazione sensata? La risposta dell'assessore alla nostra domanda d'attualità non convince affatto e conferma che non sono state fatte indagini per verificare la necessità di tale apertura.
Intanto però si chiude un servizio anagrafico che serve soprattutto ai cittadini che non utilizzano internet e a cui pesa pagare anche quei 2,50 per ogni certificato anagrafico, cioè le fasce più deboli, per un servizio la cui utilità è tutta da dimostrare. Quanti sono infatti i dipendenti comunali con bambini/e in età dai 12 ai 36 mesi? Non sembrano certo in numero tale da giustificare l'apertura di un asilo a scapito dell'anagrafe.
Non vorremmo si ripetesse quello che è già avvenuto in Provincia con il "Piccolo Principe", realizzato dall'allora presidente Renzi: gestione nido aziendale ai privati, bambini/e in esigua minoranza di genitori dipendenti della Provincia (solo 4), locali con dubbia idoneità.
La chiusura dell'ufficio anagrafe di Palazzo Vecchio si aggiunge a quella di via Senese (Q3), del Viuzzo delle Calvane (Q5) e di via Tagliamento (Q3). Restano quindi, per i 374.000 residenti solo via Canova (Q4), piazza Alberti (Q 2), via Bini (Q5) e il Parterre. Ma solo per ora, perché il progetto è di chiudere tutto ad eccezione del Parterre.
I cittadini, specialmente anziani e disabili, devono sobbarcarsi pesanti disagi in termini di code e di distanze da coprire dalle proprie abitazioni. Un vero disservizio che fa retrocedere la qualità dell'offerta del Comune di Firenze al passato, cioè a prima che si provvedesse a decentrare sul territorio la possibilità di fare certificati anagrafici. Un passo indietro contrabbandato come progresso”.
RESIDENZA SANITARIA ASSISTITA LE CIVETTE, GRASSI E DE ZORDO: “COME MAI L’ASL NON MANDA PIÙ LE FATTURE AI FAMILIARI ?”
“Sostegno al presidio di lavoratori e familiari contro la chiusura della struttura”
“Abbiamo depositato una interrogazione urgente per sapere come mai l’Asl fiorentina non stia più inviando le fatture per il pagamento delle prestazioni ai familiari dei degenti nell’Rsa Le Civette”. Lo annunciano i consiglieri comunali De Zordo e Grassi.
“Ci sono giunte segnalazioni da parte delle famiglie che da aprile 2011 non ricevono più i bollettini di pagamento e quindi risultano inadempienti, loro malgrado – hanno aggiunto i due consiglieri –. Sono sei mesi di arretrati delle quote sociali che considerando una quota media di circa 1500 € per ciascuno dei 60 pazienti vanno a costituire una cifra elevata che non vorremmo i familiari si trovassero a pagare tutti insieme in un’unica rata. Ci chiediamo inoltre se l’aver obbligato ad essere inadempienti, loro malgrado, le famiglie, abbia a che fare con il progetto dell’Asl di chiudere la struttura e disperdere altrove i pazienti. Su questo l'Amministrazione Comunale deve fare massima chiarezza.”
“Contro questo progetto si stanno battendo lavoratori e familiari che oggi si sono riuniti in presidio e a cui diamo il nostro più convinto sostegno” hanno concluso Grassi e De Zordo.

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