sabato 8 dicembre 2012

Newsletter PRC n. 181


Newsletter PRC n. 181

Landini: la lotta non finisce qui

di Marco Petricca - 07.12.12Nelle piazze migliaia di bandiere Fiom: «Basta accordi separati, non vogliamo il modello Fiat» Maurizio Landini parla dal centro di Padova, in piazza dei Signori, gremita da una folla di 15 mila lavoratori. Ribadisce con forza quanto aveva detto a Milano. «Voto nelle fabbriche», scandisce il segretario generale della Fiom Cgil. E si rivolge al protagonista delle primarie del Pd, in corsa adesso per la premiership: «Parlo in particolare a Pierluigi Bersani, che è stato eletto con un metodo democratico e con un risultato assolutamente importante e che riavvicina le persone alla politica: c'è bisogno di fare una legge sulla rappresentanza sindacale, per impedire che si estenda il modello Fiat e che si estendano questi accordi separati». Leggi tutto

Cambiare si puo': indicazioni per le assemblee del 14-16 dicembre

di Livio Pepino, Marco Revelli, Chiara Sasso, Massimo Torelli - 07.12.12Carissimi, essendo un cantiere procediamo mettendo un mattone alla volta. Qualche volta accumuliamo un po’ di ritardo ma l’importante è raggiungere soluzioni adeguate. A questo punto ci pare, in vista delle assemblee del 14-15 e 16, che alcuni punti siano chiari e condivisi tra i promotori e i soggetti che, partecipando all’assemblea del 1° dicembre, sono entrati nell’impresa: 1) le assemblee vanno fatte in tutti i territori in cui ciò è realisticamente possibile. Dunque non mettiamoci vincoli sulla dimensione territoriale: più ne facciamo meglio è, purché ci siano le condizioni per farle riuscire; Leggi tutto

Ma con l’anti-berlusconismo non ci fregate più

di Matteo Pucciarelli - 07.12.12No, no, e ancora no. Stavolta non ci dobbiamo cascare. Stavolta ci dobbiamo porre l’impegno morale di ignorare (e semmai combattere) chi di professione gridava alla difesa delle democrazia, poi dopo amorevolmente calpestata per far posto ai “tecnici” grazie all’unione contronatura tra Pd-Pdl-Udc. Tutto in nome del dio spread. È una cosa psicologica, probabilmente. Le mignotte, i cucù, le bugie, i cortigiani, le corna, il sesso malato, Mediaset, conflitti di interessi, la cricca, Dell’Utri, la mafia, gli appalti, le barzellette, Feltri e Sechi che sfondano quotidianamente il muro del buonsenso, Cicchitto, le gaffe, i video delle gaffe, «il ruolo di kapò», Ghedini fuori dal tribunale di Milano. Leggi tutto

Monti in trincea: si sfalda la grande coalizione!

di Franco Frediani - 07.12.12La profezia si è avverata, a dimostrazione che l'attenzione rivolta a Berlusconi, non era fuori luogo. L'ennesimo colpo d'ala e voilà! Governo in crisi, grande coalizione saltata e giù a fare i calcoli sulla convenienza o meno di staccare la spina all'imperturbabile Monti. Il post scriptum è d'obbligo: qualunque sia il giudizio che uno può avere del politico Berlusconi, non si deve mai credere al fatto che possa fare qualcosa "a caso". Il PDL (così come tutto il centrodestra) è sicuramente rimasto orfano della sua leadership e peggio ancora, non ha saputo mai reagire o proporre una vera alternativa a questo; tanto è vero che, a tutt'oggi, sta cercando di ritrovare il bandolo di una matassa davvero intricata. Leggi tutto

Non tutti i disoccupati rientrano nelle statistiche

di Aldo Carra - 07.12.12I dati più recenti sulla disoccupazione sono drammatici, ma la situazione reale lo è ancora di più. Il tasso di disoccupazione totale a settembre 2012 è salito al 10,8 per cento, quello giovanile al 35,1 per cento, mentre ogni mese che passa si tocca un nuovo record storico. Nella crisi che attraversa i paesi sviluppati, l’aumento della disoccupazione non è solo un fenomeno italiano: nell’Europa a 27 essa ha raggiunto il 10,6 per cento e nell’area Euro è arrivata fino all’11,6. Stando a questi dati, in Italia ci sarebbe quindi una disoccupazione uguale a quella dell’Europa o addirittura inferiore a quella dell’area Euro. Leggi tutto

Governo Monti, bilancio fallimentare

di Guglielmo Forges Davanzati - 07.12.12Sul piano della politica economica, il bilancio del governo Monti non è particolarmente entusiasmante. Tre dati possono essere sufficienti per attestarlo: circa centomila individui hanno perso lavoro nel corso dell’ultimo mese, come rilevato nell’ultimo Rapporto ISTAT, con un tasso di disoccupazione giovanile (superiore al 30%) che ha raggiunto, in Italia, il suo massimo storico; è notevolmente aumentato il numero di fallimenti di imprese, con oltre cento crisi industriali in atto; il rapporto debito/PIL è aumentato di 6 punti percentuali nel corso dell’ultimo anno. Leggi tutto

Carceri, l'80% dei detenuti è malato

da Rassegna.it - 07.12.12Un detenuto italiano di 51 anni è morto di infarto nel carcere di Teramo. E' solo l'ultimo caso, in Italia l'80% dei detenuti ha problemi di salute. E' l'allarme che arriva oggi (5 dicembre) dal Sappe, il sindacato autonomo di polizia penitenziaria, che sottolinea la gravità della situazione negli istituti. "La notizia della morte per infarto di un detenuto italiano ristretto nella sezione comuni, prossimo ad uscire per scontare la pena in affidamento ai servizi sociali, intristisce tutti, specie coloro che il carcere lo vivono quotidianamente nella prima linea delle sezioni detentive", si legge in una nota.Leggi tutto

Medici e infermieri, migliaia di precari espulsi dal sistema

da Rassegna.it - 07.12.12Tra il 2010 e il 2012 sono almeno 5mila i lavoratori con contratti a termine che non sono stati riconfermati. Lo denuncia la Fp-Cgil che parte dalle cifre fornite dallo stesso ministro Patroni Griffi. I precari della sanità sono stimati in 35mila unità All'appello mancano 5mila precari della sanità. Cinquemila medici e infermieri che, evidentemente, sono stati espulsi dal sistema tra 2010 e 2012. Il dato lo ha desunto la Fp-Cgil comparando, per l'Ansa, i numeri dell'ultimo conto economico dello Stato del 2010 che indicava “in circa 40mila” i precari in sanità a fronte degli attuali “circa 35mila indicati dal ministro Patroni Griffi nell'incontro dello scorso novembre”. Leggi tutto

In Argentina più pluralismo e più democrazia

di Giorgio Ceriani - 07.12.12Il 7 dicembre, in Argentina, entra in vigore finalmente la legge che regola la proprietà dei mezzi di comunicazione di massa e l’assegnazione delle frequenze. Sono ormai passati tre anni dalla sua approvazione, ma i ricorsi presentati da importanti quotidiani nazionali erano finora riusciti a rinviare l'entrata in vigore della legge. La nuova normativa assesta un duro colpo al potere dei monopoli dell'informazione, della diffusione culturale e del mercato pubblicitario. Essa andrà a sostituire la legge approvata durante l'ultima dittatura militare (1976-1982). Leggi tutto

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