CONSIGLIO REGIONALE DELLA TOSCANA
GRUPPO CONSILIARE “FEDERAZIONE DELLA SINISTRA – VERDI”
Tariffe idriche. Risposta all’interrogazione di Monica Sgherri. Sgherri:”temi di fondo sostanzialmente non affrontanti”.
Firenze, 15 maggio. La risposta all’interrogazione conferma che di fatto la volontà referendaria è stata ancora una volta tradita. La nuova tariffa approvata non rispetta l’esito chiarissimo del referendum e di fatto la remunerazione del capitale non è sparita. Anche se nel merito la Regione riconferma che non ha competenza non posso che dichiararmi insoddisfatta. Tanto più insoddisfatta perché di fatto hanno vinto gli annunci di blocco degli investimenti in questo settore, quando invece il quesito referendario non toccava la parte degli investimenti ma solo quella della remunerazione del capitale.
Così Monica Sgherri – Capogruppo di “Federazione della Sinistra – Verdi” in Consiglio Regionale in merito alla risposta oggi in aula all’interrogazione sulla definizione delle nuove tariffe del servizio idrico da parte dell’Autorità Idrica Toscana e in merito al rispetto degli esiti referendari.
E’ inutile – prosegue Sgherri - poi che si richiami alla volontà di offrire un servizio di qualità a costi giusti quando con questa operazione di ritocco delle tariffe i sindaci hanno dato il via a un pesante aumento tariffario.
E’ davvero sconfortante che dopo quasi 15 anni di approvazione della legge Galli non vi sia una riflessione seria sul metodo della tariffa che ancora oggi vede penalizzati i nuclei familiari di una persona, perché i costi fissi sono troppo alti, e i nuclei numerosi che pagano l’acqua molto più cara visto che i metri cubi a tariffa bassa sono in pochi giorni consumati e finiti.
Il punto semmai quindi è un altro e riguarda tutta l’impalcatura del sistema di tariffazione che è sostanzialmente sbagliato: il “tutto in tariffa” porta ad imputare alle tariffe stesse costi elevatissimi – piani di rientro ventennali – per investimenti che hanno natura addirittura plurigenerazionale: perché per investimenti di altra natura ma di eguale portata il finanziamento è con la fiscalità generale (come scuole, ospedali, ecc) e non così per gli investimenti strutturali sulla rete idrica ? Dovrebbe essere altrimenti, lasciando in tariffa solo la manutenzione ordinaria.
Tutto questo – ribadisco – è cosa diversa dal rispetto dell’esito referendario e quindi dalla doverosa cancellazione – sotto qualsiasi forma essa sia – della remunerazione del capitale investito e che, di fatto, con il nuovo metodo transitorio recepito dall’Autorità Idrica Toscana, viene invece mantenuta. Questi i temi di fondo sui quali continueremo a porre il massimo impegno per il futuro, il referendum deve essere rispettato e una nuova strada deve essere seguita.
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