Non cadremo nella trappola Monti
Giovani Comunisti Firenze – 17/11/2011
Adesso che Mario Monti ha scelto i ministri, non ci sono quasi più dubbi. Quelli che erano i timori per un governo ai servizi della BCE e del capitale, sono diventati praticamente certezze. Leggendo i nomi scelti dal Primo Ministro, troviamo quelli di banchieri, cattolici, professori di università private e “tecnici” graditi in ambienti europei e alla NATO. Esemplare è la scelta di Corrado Passera, consigliere delegato di Intesa San Paolo, come ministro dello Sviluppo Economico e di Elsa Fornero, esperta di previdenza  e membro del Comitato Scientifico di Confindustria, danno segnali ben chiari: il volere dell’Unione Europea sarà la priorità.
Agli Esteri troviamo invece Giulio Terzi di Sant’Agata, ambasciatore italiano a Washington e, prima, in Israele e alla Difesa l’Ammiraglio Giampaolo Di Paola. Se uniamo questo alle dichiarazioni fatte oggi da Obama sulle sue “preoccupazioni” sullo stato delle cose in Europa, è evidente che la nostra diventerà ben presto una sovranità nazionale di pura facciata(sempre che ci resti la fortuna di avere almeno quella dopo aver dato in regalo l’Italia alla NATO).
I disastri fatti dal Ministro Gelmini e la sua opera di smantellamento della scuola e dell’Università pubblica non verranno certo risanati: il nuovo governo conta tra i suoi membri eminenti professori di università private come la Cattolica di Milano (il cui Rettore è diventato Ministro dei Beni Culturali) o la LUISS di Roma e come Ministro dell’Istruzione Francesco Profumo, che nel 2009 fu il chairman del G8 University Summit.
Dobbiamo stare quindi molto attenti. Se l’ultimo governo Berlusconi era un agglomerato di personaggi incompetenti che non facevano altro che ridicolizzare l’immagine del nostro paese, questo è ben più pericoloso. Certamente siamo convinti che non avere più Silvio Berlusconi a capo del governo sia un fatto positivo, soprattutto dal punto di vista simbolico: le sue dimissioni hanno permesso agli italiani di tirare un piccolo sospiro di sollievo dopo un ventennio di “regime berlusconiano” condito di scandali, vallette e controllo dell’informazione. Ma parlare di “liberazione” ci sembra eccessivo: non possiamo certo ignorare l’enorme pericolo per i lavoratori e i cittadini in generale costituito da questo nuovo governo.
E’ evidente che non ci si faranno problemi a cambiare il sistema pensionistico e a modificare i diritti dei lavoratori: la CGIL ha affermato che negli ultimi tre anni più di un milione di persone hanno perso il proprio posto di lavoro e, di sicuro, la strada che verrà seguita dal nuovo governo sarà la stessa. E queste manovre avranno l’appoggio incondizionato di tutte le forze politiche in Parlamento, esclusa le Lega (la cui azione è però dettata da puri calcoli elettorali puntati a riacquistare la base persa con l’appoggio allo scorso governo):le manovre di macellerie sociale avranno il sostegno del PD e di Di Pietro, che si unisce a quello Berlusconi (che, non scordiamocelo, non è uscito di scena), Fini e Casini, facendo venir meno qualsiasi speranza di una presa di posizione del Parlamento a favore degli italiani, che oramai da tre anni soffrono a causa della crisi economica.
Non possiamo certo fare buon viso a questo governo perché formato da tecnici il cui valore e riconosciuto a livello mondiale: sarà proprio questa la nostra rovina. Loro, al contrario di quelli che li hanno preceduti, non perderanno tempo stando dietro ai problemi personali di un Primo Ministro che vuole evitare di farsi processare, ma agiranno per adattare l’Italia al volere della BCE e delle lobby internazionali invece che tagliare le spese militari, elaborare un sistema di tassazione progressivo ed equo e togliere i privilegi fiscali (e non) di cui gode la chiesa cattolica. La sinistra, quella extraparlamentare ed i comunisti in particolare, non devono cadere nella trappola: non è dando l’appoggio a Mario Monti che lavoriamo per un futuro migliore per l’Italia.