venerdì 11 novembre 2011

Nuovi articoli su Un Mondo nuovo


Nuovi articoli su Un Mondo nuovo

Ecco gli ultimi articoli pubblicati su Un Mondo nuovo, la rivista on line del Dipartimento esteri del Partito della Rifondazione Comunista.
Buona lettura!

NICOTRA (PRC) : “ L’ITALIA VOTI A FAVORE DEL RICONOSCIMENTO ALL’ONU DELLO STATO PALESTINESE”


“L’Italia voti a favore nell’assemblea generale dell’Onu per il riconoscimento dello Stato Palestinese. Sarebbe un atto di elementare giustizia e un contributo fattivo alla pace”  E’ quanto afferma, in una dichiarazione, Alfio Nicotra, responsabile  per la direzione nazionale del Prc del dipartimento Pace e Movimenti.
“E’ incredibile – prosegue Nicotra – che si consideri estremista la proposta sottoscritta da Paesi di tutti continenti affinché anche il popolo palestinese abbia pieno riconoscimento presso le Nazioni Unite. In Medio Oriente non c’è uno stato in più ma uno stato in meno: quello palestinese appunto.”

LA RIVOLUZIONE IN CILE E IL MOVIMENTO SOCIALE PER L'EDUCAZIONE


Di Claudio PULGAR PINAUD, architetto e accademico dell’Università del Cile. Quest’anno il Cile ha vissuto un processo socio-storico molto importante, ancor più considerato nel contesto latinoamericano. Questo fenomeno, che continua a svilupparsi, è stato preceduto da ampi movimenti sociali soprattutto durante l’ultima decade: la crisi del 2001 in Argentina; la guerra del gas e dell’acqua in Bolivia; la crisi politica in Ecuador; tutte le grandi mobilitazioni e i governi di sinistra in Bolivia, Ecuador, Paraguay, Uruguay, Brasile, Venezuela, Perù, e in alcuni casi l’avvio di assemblee costituenti. In questo scenario il Cile sembrava rimanere ai margini con una stabilità politica esemplare e il presunto successo economico. L’ondata di mobilitazioni del 2011 ha fatto emergere le vere sfumature della società cilena e il paese si è integrato ai processi in corso nell’area.

LA SINISTRA ALLA CONQUISTA DEL SENATO FRANCESE


Di Valerio Timperi - da Parigi. Sono passate da poco le sette e un quarto, di domenica 25 settembre, quando il capogruppo al senato del partito socialista, Jean-Pierre Bel annuncia la conquista del Senato da parte della sinistra. A sette mesi dalle elezioni presidenziali e per la prima volta nella storia della V repubblica, il Senato francese avrà una maggioranza di sinistra potendo contare su ben 177 seggi su 348. L’alleanza di sinistra composta dal partito socialista (Ps), partito comunista (Pcf) e i Verdi, vede una progressione importante da parte dei socialisti che si rinforza arrivando a ottenere 123 senatori.

LA DIPLOMAZIA BOLIVARIANA DEI POPOLI



Di Francisco Rodríguez. La Democrazia dei Popoli è la genesi della nuova architettura del sistema internazionale sostenuta dai processi di cambiamento latinoamericani e caraibici. Trascende barriere geografiche, oltrepassa frontiere nazionali e riconfigura le burocrazie vincolate all’apparato di politica estera per relazionare in forma diretta e dal basso le comunità, i collettivi sociali e i cittadini. In questa interrelazione si condividono visioni e esperienze nelle quali si riconoscono cause comuni e aspirazioni simili per ottenere un altro mondo possibile.

HAITI, PAESE OCCUPATO


Di Eduardo Galeano. Consultate qualunque enciclopedia. Domandate quale fu il primo paese libero in America. Avrete sempre la stessa risposta: gli Stati Uniti. Ma gli Stati Uniti hanno dichiarato l’indipendenza quando erano una nazione con 650mila schiavi, che hanno continuato ad essere schiavi per un secolo, e nella loro prima Costituzione fu stabilito che un negro equivaleva ai tre quinti di una persona. E se cercate su qualunque enciclopedia quale fu il primo paese ad abolire la schiavitù avrete sempre la stessa risposta: Inghilterra. Ma il primo paese che abolì la schiavitù non fu l’Inghilterra, ma Haiti, che continua ad espiare il suo peccato di dignità.
I negri schiavi di Haiti avevano sconfitto il glorioso esercito di Napoleone Bonaparte e l’Europa non ha mai perdonato questa umiliazione. Haiti ha pagato alla Francia, per un secolo e mezzo, un indennizzo gigantesco, solo per essere colpevole della propria libertà, ma non bastò. Quell’insolenza negra continua a dar fastidio ai bianchi padroni del mondo.

ASPETTANDO LA SPERANZA: CRONACA DELL'INDIGNAZIONE A WALL STREET


Di David Brooks. Tutti desiderano che sia la piazza Tahrir degli Stati Uniti, che sia la Porta del Sol, o Atene, o Santiago, e tutti – autorità, media, quelli di sinistra – pensano che ci potrà o ci dovrà essere qualcosa in questo paese contro la crisi, l’avarizia imprenditoriale, la rigida disuguaglianza e la disoccupazione. Forse è per questo che è accaduto qualcosa di molto curioso nel percorso per occupare Wall Street quest’ultima settimana.
Gli attivisti indipendenti hanno lanciato l’appello su internet per chiamare 20.000 persone ad occupare Wall Street il 17 settembre, con l’obiettivo di ricreare una piazza Tahrir nel centro finanziario di New York. Hanno dichiarato che si stavano ispirando ai movimenti arabi agli indignatos spagnoli e al movimento studentesco in Cile, tra gli altri. Il 17 settembre si sono presentate tra 400 e 500 persone: non hanno raggiunto realmente l’obiettivo di occupare Wall Street, anche se alcuni media progressisti hanno riportato, e ripetono, che sono arrivati in migliaia.

VERSO IL FORUM SOCIALE MONDIALE NEL MAGHREB


Si è tenuto nei giorni scorsi a Diyarbakir-Amed in Kurdistan un piccolo incontro intercommissioni del Forum Sociale Mondiale.
L’incontro si è svolto a conclusione della seconda edizione del Forum Sociale della Mesopotamia, che ha visto una partecipazione ampia e significativa di movimenti e società civile di molti paesi e popoli mediorientali.

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