ancora
IN MARCIA !
GIORNALE DI CULTURA, TECNICA E INFORMAZIONE POLITICO SINDACALE, DAL 1908
ROGO THYSSEN: LE MOTIVAZIONI DELLA SENTENZA DI CONDANNA CHE SEGNA LA STORIA DELLA SICUREZZA SUL LAVORO
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OGGI E' STATA DEPOSITATA LA SENTENZA SULLA TRAGEDIA DELLA
THYSSENKRUPP DI TORINO DOVE MORIRONO 7 OPERAI
SI POTRANNO LEGGERE - NELLA VOLUMINOSA SENTENZA
DI 504 PAGINE - LE MOTIVAZIONI CHE HANNO PORTATO ALLE
PESANTICONDANNE DOPO CHE LA CORTE AVEVA ACCOLTO LE
TESI DELLAPROCURA SULL'OMICIDIO CON 'DOLO EVENTUALE
UNA SENTENZA CHE HA FATTO SCALPORE E CHE E' DESTINATA A SEGNARE
LA STORIA GIUDIZIARIA DEL NOSTRO PAESE IN TEMA DI MORTI SUL LAVORO
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"Rogo Thyssen, l'ad dell'azienda non fece nulla per la sicurezza"
di Alberto Gaino
La ThyssenKrupp di corso Regina Margherita: nel rogo divampato nella notte tra il 6 e 7 dicembre 2007 persero la vita sette operai
In 500 pagine il perchè delle condanne per i sei imputati «Espenhahn sapeva, ma accettò il rischio della tragedia»
di Alberto Gaino
La ThyssenKrupp di corso Regina Margherita: nel rogo divampato nella notte tra il 6 e 7 dicembre 2007 persero la vita sette operai
In 500 pagine il perchè delle condanne per i sei imputati «Espenhahn sapeva, ma accettò il rischio della tragedia»
Sette mesi dopo il verdetto di condanna dell'amministratore delegato della ThyssenKrupp Italia, Herald Espenhanhn, sono state depositate le corpose motivazioni del provvedimento.
Dopo le polemiche sulla severità della pena e della condanna per omicidio con dolo eventuale, i giudici della Corte d'Assise torinese chiariscono e scrivono che il manager tedesco era consapevole dei rischi che si correvano nello stabilimento di Torino, che non si aspettava potessero morirvi sette lavoratori in un incendio disastroso nella notte del 6 dicembre 2007, ma, precisano, con tutto ciò l'ad non aveva fatto nulla per prevenire le cause della grave insicurezza sul lavoro in una acciaieria in via di dismissione.
Dopo le polemiche sulla severità della pena e della condanna per omicidio con dolo eventuale, i giudici della Corte d'Assise torinese chiariscono e scrivono che il manager tedesco era consapevole dei rischi che si correvano nello stabilimento di Torino, che non si aspettava potessero morirvi sette lavoratori in un incendio disastroso nella notte del 6 dicembre 2007, ma, precisano, con tutto ciò l'ad non aveva fatto nulla per prevenire le cause della grave insicurezza sul lavoro in una acciaieria in via di dismissione.
Fonte:http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/429947/
Aggiungono: merita tuttavia il minimo della pena, per aver risarcito i familiari delle vittime e per non aver negato in aula la propria responsabilità di non aver fatto realizzare alcun intervento di "fire prevention". In queste pagine c'è una storia dolorosa: chi abbia la pazienza di leggersela tutta può capire perché la Corte d'Assise è pervenuta ad un'inedita decisione di condanna per omicidio del vertice italiano di una multinazionale.
Aggiungono: merita tuttavia il minimo della pena, per aver risarcito i familiari delle vittime e per non aver negato in aula la propria responsabilità di non aver fatto realizzare alcun intervento di "fire prevention". In queste pagine c'è una storia dolorosa: chi abbia la pazienza di leggersela tutta può capire perché la Corte d'Assise è pervenuta ad un'inedita decisione di condanna per omicidio del vertice italiano di una multinazionale.

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