Giallo sul recupero: «La nave non c’è»
 
L’assessore Grassi annuncia: il 14 maggio via al recupero. Ma l’armatore smentisce: l’operazione è saltata
le verita’ opposte sul piano di grimaldi

«Ma noi il 20 aprile eravamo pronti a iniziare le ricerche dei fusti fantasma»


da Il Tirreno
 
Aveva scritto la capitaneria che la ricerca dei 102 bidoni mancanti sarebbe partita attorno al 15 aprile. Aveva scoperto il Tirreno che la ricerca non solo non era partita ma non sarebbe partita fino a inizio maggio. Non per cattiva volontà, era stata la spiegazione, ma solo perché non c’erano navi a disposizione. Aveva poi detto la capitaneria che la ricerca sarebbe partita dopo il recupero dei bidoni, cioé a giugno. Non per cattiva volontà, anche in questo caso, ma perché non c’erano navi e l’unica a disposizione, la Sentinel sarebbe stata utilizzata per entrambi gli interventi, recupero e ricerca. Adesso però si scopre non solo che la Sentinel non è stata ancora fermata con un contratto e dunque potrebbe firmare altre commesse. Ma anche che il 20 aprile era ferma. E che l’operazione dunque non era stata rinviata per mancanza di navi. Almeno secondo la versione dell’armatore D’Argenio: «La nave era pronta dal 20 aprile e l’avevamo comunicato. Ma ci hanno detto che saremmo partiti a maggio e dunque abbiamo preso un altro contratto con Terna». (g.c.) di Giulio Corsi wLIVORNO Alle 17.48 arrivano nero su bianco le dichiarazioni tranquillizzanti dell’assessore all’ambiente del Comune Mauro Grassi: «Abbiamo avuto dalla Capitaneria di Porto la conferma che le operazioni di recupero partiranno regolarmente il 14 maggio». Regolarmente non sarebbe il termine giusto, visto che nel piano stilato da Grimaldi si parlava del 10-12 maggio, ma se la notizia fosse vera, due giorni di ritardo - tantopiù considerando che il 12 è sabato e il 14 lunedì - sarebbero nonostante tutto ancora accettabili. Ma questi cinque mesi di bidoni (e bidonate) hanno insegnato a non dare mai niente per certo. E a non fidarsi. Non della buonafede ma dei contenuti. E così parte la caccia alla conferma. Che puntualmente diventa una smentita, l’ennesima smentita. Clamorosa. A metterla di nuovo nero su bianco - stavolta al telefono - è la fonte più attendibile del momento: l’armatore della nave Sentinel, quella scelta da Castalia e da Grimaldi per eseguire l’intervento di recupero dei 95 bidoni tossici individuati a nord di Gorgona e successivamente per portare avanti le operazioni di ricerca dei 102 bidoni mancanti. Maurizio D’Argenio, amministratore delegato di Diamar Navigazione, anziché confermare il count down per l’operazione-Calambrone, gela ogni entusiasmo. «Dal 30 aprile abbiamo perso i contatti con Castalia. Eravamo in attesa di firmare un contratto che non ci è più stato proposto. E così ci siamo messi alla ricerca di una nuova commessa altrove. Non possiamo tenere la nave inutilizzata. Il 10 maggio, quando finiremo un lavoro che stiamo portando avanti per Terna tra Piombino e la Corsica, anziché fare rotta per il porto di Livorno come avevamo programmato da tempo, faremo rientrare la Sentinel a Pozzuoli, al nostro quartier generale». Sembra uno scherzo, dopo tutto quel che si è scritto ed è stato detto in questi mesi. Perché la difficoltà a trovare una research and survey vessel, una nave per indagini e ricerche, è stata la giustificazione utilizzata per spiegare lo slittamento delle ricerche dopo la fine del contratto con la Minerva Uno. E adesso che la nave - individuata due mesi fa e annunciata ad un tavolo in prefettura a marzo - è finalmente a disposizione, viene lasciata libera di firmare nuovi contratti e prendere altri lavori? Qualcosa non torna. In questi giorni, il capo progetto di Castalia, Lorenzo Barone è all’estero. Ma la sua assenza da sola non può bastare a far saltare un accordo su cui dovrebbe esserci la supervisione di capitaneria, prefettura, Regione. E su cui sono puntati gli sguardi dell’opinione pubblica di Livorno, Pisa e di tutti gli amanti del mare toscano. Deve esserci qualcos’altro. Vengono in mente varie ipotesi ma nessuna regge. La Sentinel sarà sostituita dalla Marina, come si potrebbe dedurre leggendo le parole di Grassi che alla fine della sua dichiarazione ottimistica sostiene che «al momento non si prevedono ritardi nell'operazione, ma se ci fossero difficoltà, e ci auguriamo che non ve ne siano, è pronta a muoversi la Marina Militare»? No, non è questa l’ipotesi. Anche perché lo stesso assessore spiega poi a voce che «la capitaneria ci ha spiegato che la Marina potrebbe muoversi eventualmente per la ricerca dei bidoni mancanti». La Sentinel sarà forse sostituita da una nuova nave da ricerca? Decisamente improbabile. Primo perché sarebbe stato comunicato (o avrebbe dovuto esserlo), secondo considerando ciò che ci è stato raccontato fino a ieri, e cioè che navi di quel tipo non ce ne sono in giro e considerando che la stessa capitaneria la scorsa settimana parlava della Sentinel come della nave incaricata dell’operazione. Tanto che, come confermava D’Argenio, «ci sono stati recenti sopralluoghi dei tecnici di Castalia e di Impresub (la ditta che sta costruendo i cassoni stagni, ndr), venuti a bordo per stilare il piano di intervento». E allora? I motivi di questo ritardo nella firma del noleggio, e della sparizione di Castalia - che hanno convinto la Diamar Navigazione a cercare altri contratti - per adesso sono oscuri. Ma, incredibile vista la posta in gioco e le dimensioni delle forze in campo, potrebbero essere legati a qualche diatriba sui costi con Grimaldi. «C’era ancora qualcosa da chiarire con Atlantica-Grimaldi - ammette alla fine D’Argenio -. Fatto sta che noi eravamo già mobilitati per l’operazione mentre ora cerchiamo un’altra commessa». Fatto sta, soprattutto, che ieri nessuno - dalla capitaneria al Comune - sapeva del caos-Sentinel. Al punto che con un comunicato Grassi annunciava in pompa magna l’inizio delle operazioni il 14 maggio. «Me l’ha confermato l’ammiraglio - spiegava poi in serata l’assessore -. Spero sia ancora così, nonostante queste problematiche di cui non ero a conoscenza». Il problema è esattamente questo. --