ELEZIONI AMMINISTRATIVE: UNA PRIMA LETTURA DEI RISULTATI di Gianluigi PegoloLa recente consultazione elettorale amministrativa non può essere derubricata come semplice passaggio politico, alla stregua di altre analoghe consultazioni che si sono tenute in questi ultimi anni. Le novità politiche che si sono prodotte in questa circostanza, infatti, sono di tale portata da gettare più di una luce sulle dinamiche che attraversano il corpo elettorale del nostro paese. Naturalmente occorre avere l’attenzione di considerare il voto amministrativo per quello che è, tenendo conto cioè delle sue peculiarità. Leggi tutto Gridiamoglielo in piazza! Appello per la manifestazione del 12 Maggio. Mai come in questo momento la Costituzione della Repubblica rischia di essere travolta a partire dall’articolo 1: "L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro". Il valore e la natura stessa della democrazia e dei diritti del lavoro sono infatti gravemente sviliti da controriforme e manovre economiche inique, esplicitamente dettate da poteri politici e finanziari esterni al sistema istituzionale del nostro Paese. Il Governo Monti, pur formalmente legittimato dal sostegno della maggioranza trasversale di un Parlamento ampiamente logorato nella propria rappresentanza e credibilità, a partire dalle stesse modalità elettorali che lo hanno espresso, agisce al di fuori di un mandato popolare.Leggi tuttoLa Francia chiama di Rossana RossandaFrançois Hollande, socialista, è il nuovo presidente di Francia. Ed è la prima grossa spina nel fianco dell'Europa liberista. Della quale rifiuta le politiche di rigore e quindi il trattato intergovernativo sulla regola d'oro. Lo ha ripetuto instancabilmente, ancora domenica a mezzanotte, davanti alla folla stipata sulla piazza della Bastiglia, una folla mai vista, inattesa, che si è raccolta in tutte le piazze dell'esagono, prima di tutto in quella del suo collegio nella Corrèze, poi nel piccolo aeroporto di Brive, poi all'arrivo nell'aeroporto del Bourget e di là un corteo improvvisato di moto, auto, biciclette ad accompagnarlo - corteo allegro fitto e pericoloso - fino a Parigi, dove il servizio d'ordine ha stentato a fargli strada fino al palco sulla Bastiglia. Leggi tutto Nella fabbrica di Mélenchon si produce il futuro Eu. Re.PARIGI - La sede del Front de Gauche, la formazione che Jean-Luc Mélenchon ha creato con Marc Dolez nel 2008, dopo la fuoriuscita dal Parti Socialiste, si chiama l'Usine, la fabbrica. Si trova a Lilas, sobborgo di Parigi. Partendo dalla Goutte d'or, uno dei quartieri popolari di Parigi, a maggioranza africana, si prende il Boulevard Périphérique, il raccordo anulare che separa, come un muro sia fisico che sociale, la città dalla sua sterminata periferia. Quella periferia che, cinque anni fa, Nicolas Sarkozy disse di voler ripulire con la pompa. Si attraversa il nord-est, dove un tempo abitavano le Classes dangereuses, e in cui ancora oggi la borghesia del sud-ovest non mette piede. Leggi tutto Bravi europei, ribellatevi! (parola di Nobel dell’Economia) di Laura EudatiGli europei si ribellano, e fanno bene. Così il premio Nobel per l’economia Paul Krugman commenta i risultati delle elezioni in Francia e in Grecia sulle colonne del New York Times. Krugman da tempo critica ferocemente l’austerity decisa dall’asse Merkel-Sarkozy, affermando con convinzione che i tagli portano soltanto alla recessione. Oggi torna a ripeterlo. Ecco la sua analisi, tradotta in italiano. «I francesi si stanno ribellano. I greci, anche. Era ora. Entrambi i Paesi hanno convocato domenica delle elezioni che in realtà sono state un referendum sull’attuale strategia economica europea, e gli elettori di entrambi i Paesi hanno mostrato pollice verso. Non è affatto chiaro quando questi voti porteranno al cambiamento reale delle politiche, ma il tempo della strategia della crescita attraverso l’austerità è chiaramente agli sgoccioli – e questa è una buona cosa. Leggi tutto La sinistra greca scuote l'UE di Vassilis K. Fouskas*È successo il prevedibile. Dopo aver subìto negli ultimi due anni misure d'«austerità» e un'umiliazione nazionale mai sopportate finora, e nonostante una legge elettorale anti-democratica e incostituzionale varata dai dei due partiti di governo (i socialisti del Pasok e Nuova democrazia) nel tentativo di mantenere il potere, il popolo greco ha emesso un verdetto inequivocabile: li ha buttati giù col voto, e ha scelto al posto loro partiti democratici radicali che meglio rappresentano i suoi interessi di classe e la sua dignità sociale. Leggi tutto Elezioni in Serbia: L'unico vincitore è il «socialista» Dacic Già il giorno dopo le elezioni presidenziali, legislative e amministrative in Serbia, il filoeuropeista Boris Tadic e il conservatore Tomislav Nikolic hanno rilanciato la campagna elettorale per il ballottaggio presidenziale del 20 maggio. Stavolta sarà decisivo l'appoggio del leader socialista Ivica Dacic, terzo sia alle presidenziali che nelle legislative (dove il primo partito è stato l'Sns di Nikolic), ma per tutti risulta il solo, vero vincitore. Leggi tutto |
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martedì 8 maggio 2012
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di Gianluigi Pegolo
Mai come in questo momento la Costituzione della Repubblica rischia di essere travolta a partire dall’articolo 1: "L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro". Il valore e la natura stessa della democrazia e dei diritti del lavoro sono infatti gravemente sviliti da controriforme e manovre economiche inique, esplicitamente dettate da poteri politici e finanziari esterni al sistema istituzionale del nostro Paese. Il Governo Monti, pur formalmente legittimato dal sostegno della maggioranza trasversale di un Parlamento ampiamente logorato nella propria rappresentanza e credibilità, a partire dalle stesse modalità elettorali che lo hanno espresso, agisce al di fuori di un mandato popolare.
di Rossana Rossanda
Eu. Re.
di Laura Eudati
di Vassilis K. Fouskas*
Già il giorno dopo le elezioni presidenziali, legislative e amministrative in Serbia, il filoeuropeista Boris Tadic e il conservatore Tomislav Nikolic hanno rilanciato la campagna elettorale per il ballottaggio presidenziale del 20 maggio. Stavolta sarà decisivo l'appoggio del leader socialista Ivica Dacic, terzo sia alle presidenziali che nelle legislative (dove il primo partito è stato l'Sns di Nikolic), ma per tutti risulta il solo, vero vincitore. 






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