
Nuovi tagli per la
scuola?
Pantaleo: non c'è più niente da risparmiare
Pantaleo: non c'è più niente da risparmiare
Il Governo sta per varare un nuovo piano
di tagli sulla scuola. Questa volta l'affondo lo
farebbe nei confronti delle spese di funzionamento e delle
segreterie che sarebbero gestite "a mezzo" tra più istituti. Il
risparmio annunciato sarebbe di circa un miliardo di euro.
Per questa via si vorrebbe sostenere che i
tagli servono a migliorare l'efficienza del servizio e
non sono lineari. Non è vero perché l'unico
scopo è proseguire con la demolizione della scuola pubblica in
perfetta continuità con il Governo Berlusconi. Tagliare ancora
sulla scuola avrà solo un effetto depressivo sul piano sociale e
sulla crescita economica del Paese. Al Governo vogliamo dire che questa
strada è sbagliata come lo era quella del Governo
precedente. Per crescere e per affermare una maggiore uguaglianza
bisogna investire in conoscenza.
È giusto combattere gli sprechi.
La FLC lo chiede da tempo indicando (vedi
i 10 provvedimenti salva scuola) alcuni semplici interventi
per rimettere un po' di ordine nella scuola, rendere trasparenti i
bilanci, dare certezza sulle risorse restituendo, attraverso un
piano pluriennale, i crediti, quasi due miliardi di euro, che esse
vantano nei confronti del Miur, liberare segreterie e docenti
dalle molestie burocratiche che subiscono ogni giorno. Ma il
Ministro e il Governo fanno orecchie da mercante e invece di
assumersi la responsabilità di intervenire per arginare lo sfacelo
che c'è nelle scuole sembrano indifferenti all'ostilità mostrata
da alcuni direttori generali del ministero che anziché lavorare
per il bene della scuola pubblica ne complicano la gestione
quotidiana, come dimostra l'ultima circolare sul pagamento delle
supplenze. È evidente che da un Governo liberista che intende
smantellare l'intervento pubblico, ridurre i diritti dei
lavoratori e privatizzare i beni comuni non ci si può attendere
nulla di positivo per il benessere delle persone e per garantire
una maggiore giustizia sociale.
Giù le mani dalla scuola pubblica. Non c'è
più niente da risparmiare. C'è solo da riparare alle
nefandezze commesse da Gelmini, Tremonti e Brunetta e restituire
il maltolto ai cittadini a cui sono stati ridotti qualità e
quantità dell'offerta formativa.
Se le misure annunciate non verranno
ritirate, le azioni di protesta e di mobilitazione
fino allo sciopero non tarderanno ad arrivare.
Cordialmente
FLC CGIL nazionale
FLC CGIL nazionale
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