sabato 9 giugno 2012

Newsletter PRC n.70


Newsletter PRC n.70

rifondanewsletter

Fiom e sinistra, ultima chiamata

di Francesco Piccioni - 08.06.12Una domanda per Bersani, Ferrero, Vendola e Di Pietro: «Chi rappresenta gli interessi dei lavoratori?». La Fiom chiama i partiti di sinistra a confrontarsi sul tema del lavoro. E domattina Nichi Vendola, Paolo Ferrero e Antonio Di Pietro si troveranno di fronte a una platea di 500 delegati metalmeccanici; un pienone che lascerà fuori un numero assai più alto di delegati che vorrebbero esserci, nonostante i molti impegni di mobilitazione in corso anche in questi giorni e l'impegno totale delle strutture sindacali nelle zone terremotate dell'Emilia. Ci sarà anche Luigi Bersani, che è segretario del partito più grande, ma anche l'unico dei quattro a sostenere il governo Monti che proprio sul lavoro - tra «riforma» delle pensioni, cancellazione dell'art. 18, drastica riduzione degli ammortizzatori sociali e conferma perenne della precarietà - ha esibito socialmente il peggio di sé.Leggi tutto

Alla fine la Grecia ci salverà

di Slavoj Zizek - 08.06.12Al termine della sua vita Sigmund Freud, il padre della psicoanalisi, fece la famosa domanda «che cosa vuole una donna?», ammettendo la perplessità di fronte all'enigma della sessualità femminile. Una simile perplessità sorge oggi: «Che cosa vuole l'Europa?» Questa è la domanda che voi, il popolo greco, state rivolgendo all'Europa. Ma l'Europa non sa quello che vuole. Il modo in cui gli stati europei e i media riportano ciò che sta accadendo oggi in Grecia è, credo, il miglior indicatore di che tipo di Europa vogliono. È l'Europa neoliberale, è l'Europa degli stati isolazionisti. I critici accusano Syriza di essere una minaccia per l'euro, ma Syriza è, al contrario, l'unica possibilità che ha l'Europa. Ma quale minaccia. Voi state dando all'Europa la possibilità di uscire dalla sua inerzia e di trovare una nuova via. Leggi tutto

Sicilia, (forse) abbiamo 10 consiglieri

di Massimo Giannetti - 08.06.12Potrebbe essere l'ennesimo colpo di scena delle elezioni palermitane del 6 e 7 maggio scorso. Al momento è soltanto una indiscrezione, ma dal riconteggio dei voti in corso da diverse settimane nella caserma «Bichelli», nel quartiere San Lorenzo, emergerebbe in particolare che lista della «Federazione della sinistra e gli ecologisti» - alla quale è stato attribuito ufficiosamente il 4,7% - avrebbe superato lo sbarramento del 5%, soglia indispensabile per poter accedere a Palazzo delle Aquile. Se le indiscrezioni saranno confermate, la lista di Rifondazione comunista e Verdi non solo entrerà in consiglio con due consiglieri (quota spettante a chi ottiene il 5%) ma avrà diritto anche alla ripartizione del premio di maggioranza (il 60% degli scranni disponibili nella Sala delle Lapidi) previsto per le liste collegate al candidato sindaco vincitore delle elezioni. In questo caso avrebbero assegnati almeno nove dei trenta consiglieri attribuiti alla lista dell'Italia dei valori, primo partito a Palermo con il 10%. Leggi tutto

La brutta politica che si autoconserva

di Luigi de Magistris - 08.06.12Scene da colpi di coda di una Seconda Repubblica. Parlamentari di Pdl, Lega, Terzo polo, e di buona parte del Pd, hanno giocato al peggior esercizio consociativo nel nominare (e non eleggere, perché il merito non è stato preso minimamente in considerazione) i componenti delle authority sulla comunicazione e sulla privacy. Durante la rassegna stampa mattutina di Radio tre un ascoltatore commentava: «Ieri la classe politica ha posto un altro miglio di distanza tra se stessa e i cittadini. C'è una crisi spaventosa: abbandono scolastico, disoccupazione e i partiti si baloccano con queste questioni». Per non parlare del voto contrario del Senato all'autorizzazione a procedere all'arresto di De Gregorio. Leggi tutto

Perché il Pd non è un partito di sinistra

di Matteo Pucciarelli - 08.06.12Italia esistono tre destre: la destra di Berlusconi, che si traduce nel fare gli interessi di Berlusconi; la destra dei tecnocrati, che si traduce nel fare gli interessi di chi ha di più; e poi il Pd, che si traduce nel fare gli interessi di chi ha di più. Cosa cambia fra tecnocrati e Pd? Che i tecnocrati lo fanno con naturalezza, nel Pd lo si fa con lo zelo tipico di chi vuole emendarsi dalle colpe passate. In questo caso, aver militato in un partito denominato “comunista”. Il dirigente piddino ha perduto (volutamente, pervicacemente) ogni legame col proprio passato alla fondazione del Pd stesso. Con la scusa di disfarsi dei vecchi simboli – ricordate?, tutto quell’armamentario fatto di bandiere rosse, feste dell’Unità, la dizione “di sinistra”, le sezioni trasformate in circoli e così via – ha consentito a se stesso di fare il salto di qualità: abiura totale in cambio del fedele servizio alla Causa. Cioè levarsi dai coglioni il mondo del lavoro per sposare il mondo dei datori di lavoro. Scusate se è poco. Leggi tutto

Napoleoni: il collasso euro è inevitabile

di Enrico Piovesana - 08.06.12Mentre nuvole sempre più nere si addensano sulla Grecia in vigilia elettorale e sulla Spagna in crisi bancaria, imperversano le ipotesi sulle misure che l’Unione europea – Germania permettendo – potrebbe adottare per scongiurare il collasso economico dell’Eurozona: dalla costituzione di fondi nazionali di ‘risoluzione’ per gestire in modo ordinato i fallimenti delle banche, come primo passo verso una futura unione bancaria europea, alla creazione di un fondo europeo di ‘redenzione’ per assorbire gradualmente i debiti nazionali in eccesso, alternativa ‘light’ agli eurobond osteggiati da Berlino. E-il Mensile ha chiesto un commento all’economista Loretta Napoleoni. Leggi tutto

Pensione precaria a mezzo stipendio

di Andrea Borghesi - 08.06.12Cinquanta per cento: è questa la percentuale dell’ultimo stipendio che quanti hanno iniziato a lavorare negli ultimi anni, specialmente con contratti precari, rischiano di percepire domani come pensione; una percentuale ovviamente insufficiente a garantire una vita dignitosa per larga parte della popolazione. Una questione drammaticamente sottovalutata, che rischia di creare fra pochi decenni un esercito di nuovi poveri e un ulteriore sfaldamento del tessuto sociale del paese. Eppure né la manovra sulle pensioni di dicembre, spacciata come riforma per i giovani, né la modifica delle norme sul mercato del lavoro ora in Parlamento sembrano accorgersene. Parlare e legiferare sulla previdenza senza riferimenti al mercato del lavoro, in particolare con il nuovo sistema contributivo, ha, infatti, poco senso. Leggi tutto

L'euro proprio non va. Serve la lotta sociale

di Roberto Santilli - 08.06.12"Non credo che l'euro sia un problema. Semmai, la sua costruzione è stata un problema". L'economista Riccardo Bellofiore, professore ordinario al dipartimento di Scienze economiche dell’Università di Bergamo, ha la sua versione sulle condizioni terribili in cui versano l'Italia e l'Europa. E non coincide, non in tutto, con chi negli ultimi tempi si è scagliato contro il governo di Bruxelles, la Banca centrale europea (Bce) e, in Italia, Mario Monti e la moneta unica, considerata da alcuni economisti il vero scandalo al centro di tutto ciò che sta distruggendo la ricchezza europea. Le critiche del prof contro Bruxelles, per capirci, non corrispondono a quelle di alcuni dei suoi colleghi. Leggi tutto

Il voto in Italia e in Europa

di Domenico Moro - 08.06.12Ci vuole prudenza quando si vogliano estrapolare tendenze comuni da test elettorali diversi di Paesi diversi, come Italia, Grecia, Germania e Francia. L’unico dato certo, più che lo spostamento dell’asse politico verso il centro-sinistra, è, come avevamo rilevato in precedenza [1], l’accentuarsi della tendenza allo scollamento tra elettorato e “sistema dei partiti”. Del resto, non è tanto la sinistra “tradizionale” a vincere, quanto i partiti di governo a perdere. E i partiti di destra, essendo stati al governo quasi ovunque in Europa, scontano le perdite maggiori. Leggi tutto

Nessun commento:

Posta un commento

ShareThis

Ultimo numero:

ViceVersa n.35

Post più popolari