venerdì 8 giugno 2012

Non votare chi sostiene Monti

Non votare chi sostiene Monti
di Giorgio Cremaschi
8.6.2012
 
Sono iniziate le grandi manovre dei partiti in vista delle elezioni. Di
fronte al solito, sempre più insopportabile spettacolo di palazzi sempre
più devastati dalla frana della credibilità, i lavoratori della Fabio
Perini di Lucca hanno messo un piccolo punto fermo. In assemblea hanno
deciso che non voteranno più nessuno dei partiti che approveranno la
controriforma del lavoro. Siamo d'accordo per due ragioni di fondo.
La prima è che la politica, se vuol ancora parlare alle persone normali,
deve misurarsi su ciò che conta davvero. Cioè la crisi economica, le
controriforme sociali del governo Monti, l'Europa, la Merkel, il
fiscal compact e così via.
Invece dopo la disfatta della destra, vediamo che il centro sinistra ha
ripreso a discutere con le sue più antiche supercazzole. Centro sinistra
classico, con liste civiche, oppure aperto ai moderati... sembra la
pubblicità dell'acqua minerale. Si continua così a ignorare che una
parte della crisi italiana sta nella confusione e nella indifferenza dei
programmi.
La seconda ragione sta proprio sul terreno dei contenuti.
Il governo Monti ha scelto la via delle cosiddette riforme strutturali,
quelle richieste dalla BCE e dal fondo monetario internazionale. Per il
governo l'austerità ed il rigore sono la premessa della ripresa
economica. Così abbiamo avuto il più feroce e ingiusto sistema
pensionistico d' Europa, la patrimoniale sui poveri chiamata Imu ed ora
la libertà di licenziamento insieme al taglio degli ammortizzatori sociali.
Domanda semplice: cosa farebbe un futuro governo Bersani, metterebbe in
discussione le controriforme approvate anche dal Pd, oppure no?
Tutti sappiamo che un futuro governo di centrosinistra impergnato su chi
oggi sostiene Monti non potrebbe certo cancellare ciò che si è
approvato. Quindi andrebbe avanti, con un pò più di compassione, sulla
strada che ci ha portato contemporaneamente ad aggravare la crisi
economica e a devastare la giustizia sociale.
Le  controriforme vanno cancellate per seguire un'altra strada. E per
questo vanno battuti tutti i partiti che le hanno fatte passare, come è
avvenuto in Grecia. E per questo dobbiamo apprezzare e condividere il
rigore degli operai della Perini.
Non solo perché hanno ragione sull'articolo 18 e sulle pensioni, ma
perchè propongono una politica fondata sui contenuti, ben più seria
della ridicola riproposizione degli schieramenti che han governato
l'Italia negli ultimi venti anni portandola alla rovina.
 
 
 

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