martedì 16 ottobre 2012

Dalla parte dei lavoratori di Carrefour


Dalla parte dei lavoratori di Carrefour
16/10/2012 - www.prcfirenze.org
In seguito all’annuncio della disdetta del contratto integrativo nazionale da parte della multinazionale Carrefour, i lavoratori della sede di Calenzano hanno dato il via ad una protesta simbolica, indossando al braccio durante i turni di lavoro un braccialetto con la scritta: “Io sono disdettato”. Con la disdetta del contratto, che scadrà il 31 dicembre prossimo, si avrà il decadimento di tutti i trattamenti migliorativi presenti del contratto di base, tra cui la pausa retribuita, l’integrazione della malattia e la maggiorazione retributiva per il lavoro domenicale. Il segretario di Rifondazione di Firenze, Andrea Malpezzi, si unisce ai consiglieri provinciali del Prc, Calò e Verdi, i quali presenteranno oggi un’interrogazione al Presidente della Provincia, nel chiedere che le istituzioni intervengano a dare il loro sostegno ai lavoratori di Carrefour: “Si tratta di un attacco ingiustificato e ingiustificabile ai diritti dei lavoratori. Purtroppo, non è la prima volta che un’azienda si muove in modo unilaterale, ponendo in essere peggioramenti alle condizioni lavorative e precarizzando situazioni già difficili, senza minimamente confrontarsi con le rappresentanze sindacali. Come Rifondazione, riteniamo questo atteggiamento quanto meno scorretto ed è inaccettabile che le istituzioni avallino queste modalità di gestione aziendale: in gioco ci sono la dignità e i diritti dei lavoratori, non solo numeri, e per questo è necessario un tavolo di confronto reale e costruttivo. Il rischio, inoltre, è che questo sia solo il primo passo verso una riorganizzazione dell’azienda che potrebbe portare con sé ulteriori peggioramenti delle condizioni lavorative, o addirittura il licenziamento di un certo numero di dipendenti. Mi unisco quindi ai consiglieri provinciali di Rifondazione nella richiesta alle istituzioni di un intervento rapido ed efficace a sostegno dei lavoratori della sede Carrefour, perché il pericolo della chiusura della sede di Calenzano è reale e non può essere ignorato. Inoltre, esprimo il mio pieno sostegno alla protesta dei lavoratori.”

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