Il successo dei comunisti in Repubblica CecaBernardo Fallani, segreteria provinciale PRC Firenze 15/10/2012
Nelle giornate del 13 e del 14 ottobre si è votato in 27 distretti della Repubblica Ceca, compresi alcuni distretti della Capitale, per il rinnovo di una parte del Senato. Il KSČM (Komunistická Strana Čech a Moravy) ha ottenuto il 20,44% dei consensi divenendo il secondo partito nazionale.
Le ragioni di un'affermazione così importante in questa terra nel cuore dell'Europa, a 23 anni dalla fine del socialismo e a 19 dallo smembramento (voluto dal governo di Berlino e dalla finanza di Francoforte) della Cecoslovacchia, sono molteplici e trovano un alveo comune nei quarantuno anni di esperienza di socialismo e nella capacità dei nuovi dirigenti comunisti di non rinnegare le proprie radici ma farne tesoro per attualizzare strategia e tattica politica, utilizzare cioè il marxismo-leninismo per affrontare la crisi del capitalismo del terzo millennio. Il KSČM ha partecipato al Social Forum di Firenze del 2001, ha partecipato alle riunioni della costituenda "Sinistra Europea" (cui non aderisce), ma non si è mai lasciato sedurre dalle sirene codiste che richiamavano alla coda dei movimenti i partiti, PRC bertinottiano compreso. L'aver saputo mantenere un'identità comunista, preservandola dal movimentismo, ha permesso al KSČM di strutturarsi in maniera tale da rappresentare un punto di riferimento per la classe lavoratrice ceca, una classe che, dopo la fine del socialismo, si è ritrovata, da essere centro del sistema economico e politico, ad essere solo carne da affittare per i padroni tedeschi e francesi e per la nascente borghesia ceca, senza diritti, senza sicurezza sociale, senza assistenza sanitaria pubblica. Dal 1993 la Repubblica Ceca è entrata nella NATO, ha partecipato ad ogni azione imperialista travestita da missione esportatrice di democrazia, si è legata alla sponda europea, la Gran Bretagna, del capitalismo euroatlantico al momento di votare in sede di UE, ha mantenuto la propria moneta, ha venduto ad investitori esteri tutta l'industria nazionale, è diventata un Eden per imprenditori di ventura, avendo azzerato tutte le tutele del lavoro dipendente ed avendo adottato un sistema politico e amministrativo ultraliberista.
Il KSČM nasce nel 1989 in continuità col KSČ (Komunistická Strana Československá), il Partito che ha guidato la Repubblica Socialista Cecoslovacca dal 1948 al 1989, nel 1992 la parte socialdemocratica si scinde per formare la ČSSD, il KSČM ha sempre ottenuto risultati a due cifre nelle tornate elettorali.
La coerenza e la lotta ideologica hanno pagato, adesso il KSČM è una realtà concreta che si pone come obiettivo il governo del Paese, tutto ciò è stato possibile non arretrando di un passo sul terreno dell'ideologia e dei valori comunisti, sedimentatisi in in centosessantaquattro anni di teoria e prassi marxista-leninista.

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