LE VERITA’ SULLA RACCOLTA DIFFERENZIATA IN PROVINCIA DI GROSSETO
Contrariamente a quanto asserito dall’assessore grossetano Tei e dall’assessore provinciale Siveri la raccolta differenziata in provincia di Grosseto langue per volere esclusivo delle amministrazioni che hanno la necessità di far progredire le strutture (impianto Strillaie, inceneritore di Scarlino, ecc) che a suo tempo hanno voluto impiantare sul territorio sulla base di previsioni errate, in contrasto con l’economia e in barba ai desideri dei cittadini.
Prima fandonia: asseriscono che nel 2011 si doveva superare il 45% di raccolta differenziata. Forse hanno letto male ciò che dice la legislazione italiana che chiedeva il 60% per il 2011 ed il 65% per il 2012, cioè fra tre mesi, traguardo irraggiungibile. Gli assessori si rileggano il D.L.152/2006 e legge Finanziaria 2007!!!
Seconda imprecisione: il tributo di 15€/t, stando ai dati forniti da CO.SE.CA., gli abitanti di Follonica lo sta già pagando (nella TARSU) almeno dal 2008 e forse anche da prima e ci sembra che sia un bel mucchio di quattrini che sono stati tolti dalle tasche dei cittadini. Solo a Follonica ove la produzione annua di rifiuti indifferenziati risulta di 483 Kg/abitante (una volta detratta la quota di differenziata del 43%) risulta un addebito nella TARSU di almeno 7,25€/abitante.
Terza incongruenza: l’Agenzia Regionale Recupero Risorse ha pubblicato che nel 2011 la provincia ha prodotto 153.171 t di rifiuti urbani di cui 42.378 mediante raccolta differenziata (29,65%) e 110.793 di indifferenziato (70,23%).
Con una raccolta differenziata al 65% (come previsto dalle leggi) i rifiuti indifferenziati che, come si vede dai dati e come gli stessi assessori magnificano, hanno tendenza a diminuire nel tempo scenderebbero a sole (si fa per dire) 53.603 t/anno.
L’impianto delle Strillaie, che per avere una resa economica, a detta della stessa società, deve lavorare almeno 91.460 t/anno di rifiuti indifferenziati, risulterebbe abbondantemente sotto il limite di economicità.
La conclusione quindi è: o si tiene l’impianto delle Strillaie o non si potranno mai raggiungere i livelli di differenziata previsti dalle leggi (e naturalmente i cittadini continueranno a pagare!).
Quarta assurdità: la convenzione ATO – Strillaie prevede possibili risparmi sulle tariffe di conferimento dei rifiuti all’impianto, solo se si superano quantitativi di rifiuti (indifferenziati più organico) oltre le 118.972 t/anno con un valore minimo di indifferenziato di 91.460 t/anno: i maggiori risparmi sulle tariffe si avrebbero con conferimenti superiori alle 136.818 t/anno. Contemporaneamente l’Autorizzazione Integrata Ambientale emessa dalla provincia per quell’impianto autorizza conferimenti di rifiuti non superiori alle 120.384 t/anno.
Ciò significa che il contratto ATO–Strillaie non può essere applicato nella sua interezza e risulta essere un contratto capestro a detrimento dei cittadini costretti a pagare le tariffe maggiorate che tale contratto prevede.
CIRCOLO CHE GUEVARA – FOLLONICA

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