martedì 8 novembre 2011

Immigrati, chi la crisi la tocca molto da vicino

Immigrati, chi la crisi la tocca molto da vicino

L'identikit del lavoratore straniero in Italia

A tracciarlo è la prima relazione annuale sull'economia dell'immigrazione della Fondazione Leone Moressa. Il tasso di occupazione fra gli immigrati è sceso di 4 punti, contro l'1,8 degli italiani. Si spiega con il fatto che il 18% degli operai addetti all'edilizia (il settore più in crisi) viene dall'estero. Il gap salariale varia su base geografica. Gli imprenditori stranieri sono 628 mila

di VLADIMIRO POLCHI
http://www.repubblica.it/solidarieta/immigrazione/2011/11/08/news/immigrati_chi_la_crisi_la_tocca_molto_da_vicino_l_identikit_del_lavoratore_straniero_in_italia-24613715/?ref=HREC1-4 ROMA - È il più colpito dalla crisi, ogni mese porta a casa 300 euro in meno di un italiano, ha una qualifica professionale medio-bassa e una famiglia in forti difficoltà economiche. È questo l'identikit del lavoratore immigrato in Italia. A tracciarlo è il primo Rapporto annuale sull'economia dell'immigrazione curato dalla Fondazione Leone Moressa 1 e pubblicato dal Mulino. Lo studio classifica le regioni più favorevoli all'occupazione straniera. Il risultato? In testa c'è la Lombardia, in fondo la Calabria.

Il peso della crisi. La crisi ha colpito duramente: tra il 2008 e il 2010 il tasso di occupazione degli stranieri è sceso di 4 punti percentuali (dal 67,1% al 63,1%), contro 1,8 punti degli italiani (passati dal 58,1% al 56,3%). Come si spiega? Gli stranieri sono il 18,1% dei lavoratori impiegati nel settore delle costruzioni, uno dei più colpiti dalla crisi e sono per lo più impiegati in aziende di piccole dimensioni, con qualifica di operaio (89,9%). Rappresentano, infine, un terzo della forza lavoro impiegata in Italia in posizioni low skilled (medio-basse). Per capire: solo l'1,3% lavora come dirigente o quadro.

Bassi stipendi e diseguaglianze. Un lavoratore straniero dipendente percepisce in media 987 euro mensili netti, contro 1.281 degli italiani. Il gap salariale varia in base all'area geografica. Un esempio? Se in Calabria lo stipendio di un dipendente straniero non raggiunge i 700 euro netti mensili, in Friuli Venezia Giulia supera i 1.150 euro. Non solo. Nel Sud Italia si amplifica il divario con gli italiani: in Basilicata i dipendenti stranieri percepiscono in media il 42% in meno degli italiani e in Calabria il 40,8%.

Redditi per oltre 40 miliardi. Nel 2009 in Italia sono stati conteggiati oltre 3 milioni di contribuenti nati all'estero che hanno dichiarato redditi per oltre 40 miliardi di euro. Il reddito procapite medio annuo di uno straniero è di 12.507 euro, quasi 7mila euro in meno di un contribuente italiano. Nel 2009 i nati all'estero hanno pagato quasi 6 miliardi di Irpef. L'85% delle entrate di un cittadino straniero è garantito da un reddito da lavoro, contro il 63,6% degli italiani; solo l'11,8% deriva da trasferimenti pubblici per pensioni e integrazioni al reddito, contro il 32,1% degli italiani. In particolare il 40,6% degli italiani percepisce una pensione, contro il 9,4% degli stranieri. Il 23,8% degli immigrati riceve però un sussidio di disoccupazione, contro il 10,9% degli italiani.

Famiglie in difficoltà. Il 37,9% delle famiglie straniere vive al di sotto della soglia di povertà contro il 12,1% delle italiane. La maggioranza delle famiglie immigrate (58,8%) non è in grado di far fronte a una spesa imprevista di 750 euro e ben il 16,4% dichiara di non poter riscaldare sufficientemente l'abitazione. E ancora: il 10,8% delle famiglie straniere almeno una volta nell'arco dell'anno non ha avuto i soldi per comprare beni alimentari, contro il 5,4% di quelle italiane e ben il 15,8% non ha potuto sostenere delle spese mediche, contro l'11,1% di quelle italiane.

L'immigrato che fa impresa. L'anno scorso gli imprenditori stranieri (intesi come titolari, soci, amministratori nati all'estero) hanno raggiunto quota 628mila e rappresentano il 6,5% del totale. Si concentrano nel settore del commercio (il 29,6%), delle costruzioni (22,2%) e della manifattura (10,1%).

Fiumi di denaro in uscita. Nel 2010 le rimesse dall'Italia verso l'estero hanno raggiunto i 6,3 miliardi di euro. Ma la crisi ha fermato per la prima volta il flusso registrando un calo del 5,4% rispetto all'anno precedente. Ogni straniero invia mediamente al Paese di origine 1.508 euro.

Dalla Lombardia alla Calabria. Il Nord Italia è il territorio che più favorisce l'insediamento e l'inserimento occupazionale degli stranieri. L'indice di attrattività occupazionale evidenzia l'esistenza di un ampio divario: fatto 100 l'indice medio dell'Italia, la Lombardia ha un indice di attrattività occupazionale pari a 123,1, mentre quello della Calabria è fermo a 20,9.
(08 novembre 2011)


Nessun commento:

Posta un commento

ShareThis

Ultimo numero:

ViceVersa n.35

Post più popolari