Gridalo in piazza, il 9 a Firenze, il 12 a Roma
Andrea Malpezzi, Segretario provinciale PRC Firenze
Mai
come in questo momento la Costituzione della Repubblica rischia di
essere travolta a partire dall’articolo 1: “L’Italia è una Repubblica
democratica fondata sul lavoro”. Il
valore e la natura stessa della democrazia e dei diritti del lavoro
sono infatti gravemente sviliti da controriforme e manovre economiche
inique, esplicitamente dettate da poteri politici e finanziari esterni
al sistema istituzionale del nostro Paese.
Il
Governo Monti, pur formalmente legittimato dal sostegno della
maggioranza trasversale di un Parlamento ampiamente logorato nella
propria rappresentanza e credibilità, a partire dalle stesse modalità
elettorali che lo hanno espresso, agisce al di fuori di un mandato
popolare.
L’introduzione
del vincolo del pareggio di bilancio subordina l’esigibilità dei
diritti sociali e alla salute, all’istruzione, alla previdenza e
all’assistenza alle “superiori” ragioni del mercato.
La
riforma del lavoro, con lo svuotamento dell’articolo 18 e la
sostanziale liberalizzazione del lavoro precario, segna un salto di
qualità nel dominio e nella ricattabilità del lavoro i cui
diritti sono già in via di destrutturazione per l’attacco portato dal
governo Berlusconi alla contrattazione nazionale e alla democrazia
sindacale.
Queste politiche sono tanto inique socialmente, quanto recessive e fallimentari sul terreno economico,
e stanno portando il paese in un baratro senza precedenti. Opporsi a
queste politiche e concorrere alla costruzione di un modello sociale ed
economico alternativo è pertanto dovere di ogni cittadina e cittadino
democratici: è il compito urgente che abbiamo tutti noi, in Italia ed in
Europa.
Un’alternativa
che contrasti effettivamente la speculazione, usata insieme al debito
contratto dagli Stati per salvare speculatori ed affaristi, come una
clava per distruggere i diritti sociali.
Un’alternativa
volta a redistribuire la ricchezza, a fronte della crescita scandalosa
delle disuguaglianze, ad aumentare salari e pensioni, istituire il
reddito sociale, riqualificare ed estendere il sistema di welfare.
Un’alternativa
che si fondi sulla centralità dei diritti del lavoro, riconverta le
produzioni nel segno della sostenibilità ecologica, investa nella
conoscenza e nella cultura, ampli la sfera dei beni comuni sottratti al
mercato, riqualifichi il pubblico a partire da un nuovo modello di
democrazia e partecipazione.
Un’alternativa
all’insegna di politiche di pace e cooperazione contro le logiche di
guerra con la drastica diminuzione delle spese militari.
Un’alternativa
da costruire il 9 maggio in Piazza dell’Unità a Firenze dalle 17.30,
per contestare la presenza di Monti, Draghi e Barroso a Firenze, così
come il 12 maggio a Roma, per la manifestazione nazionale della
Federazione della Sinistra a difesa dell’Articolo 18 e contro le
politiche dell’attuale Governo.

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