martedì 8 maggio 2012

Il sindaco e il Pd restano soli a dire sì al maxi-inceneritore

Il sindaco e il Pd restano soli a dire sì al maxi-inceneritore
Giannini (Sel): mai il mio voto. Scintille con Romano (Idv) Gulì (Pd) e Lamberti: ipotesi da valutare, basta populismo
 

da Il Tirreno

LIVORNO Come da copione: parte la discussione sul termovalorizzatore che potrebbe bruciare a Livorno i rifiuti di tutto l’Ato costa e la coalizione di centrosinistra va in frantumi. Lamberto Giannini (Sel) annuncia che «non darò mai il mio voto», Andrea Romano (Idv) alza la voce tra i banchi del consiglio, parla di «malcostume politico» e definisce gli assessori «personaggi non eletti dai cittadini che non rispettano il programma». Insomma, clima (di nuovo) da guerra fratricida. Ieri mattina, in consiglio comunale, il sindaco ha confermato quanto riportato dal Tirreno due giorni fa: la giunta ha detto sì al rapporto dell’assessore all’ambiente, Mauro Grassi, dicendosi pronta a valutare sia l’ipotesi di costruire la terza linea (già autorizzata) dell’impianto Aamps al Picchianti, che il maxi inceneritore di valenza regionale (oltre 350mila tonnellate di rifiuti all’anno). Un’ipotesi esclude l’altra: se fosse costruito il maxi impianto sarebbe dismesso l’attuale. La «disponibilità a valutare la percorribilità di questa strada», per dirla con le parole di Alessandro Cosimi, è stata trasmessa alla Provincia che sta predisponendo il piano interprovinciale dei rifiuti. «Appena l’atto arriverà in consiglio provinciale – assicura Cosimi – partirà la discussione in Comune. Nessuna decisione potrà essere presa se non in questo consiglio, nel rispetto delle procedure di Vas e Via». Ma intanto c’è l’indirizzo politico. Ed è su questo che si scatena il dibattito. Cosimi torna a dire che «se in regione si pemetterà di ampliare le discariche non ci sarà bisogno dei termovalorizzatori, ma se si recepiranno le indicazioni europee sì. La vera discussione è se i termovalorizzatori siano la tecnica giusta». «Ma non è quello che c’è scritto – polemizza Giannini – nel documento Verso il 2014 sottoscritto dalla maggioranza: al punto 5 si parlava chiaramente di terza linea al Picchianti, nessun cenno al nuovo inceneritore. La strada, per me, è impercorribile». Come la penserà il “suo” assessore che era in giunta quando è stato discusso il rapporto-Grassi? Romano va su tutte le furie. Anche oltre. «Le cose – sfida Cosimi e Gulì – ce le riferiscono anche se non ci invitate più in maggioranza. Non si era mai parlato di aprire una discussione sul cancro-valorizzatore, è un atto pesantissimo». E quando definisce gli assessori «personaggi» Bettini sbotta: «Un po’ di ritegno!». Il battibecco va avanti a microfoni spenti: Romano grida che Grassi non si fa vedere in commissione, «è troppo impegnato», e poi parte con un «come vi permettete». Il sindaco si trattiene a stento: «Ma come si permette lei, se poi intende interloquire personalmente con me sono disponibile...». A prendere le difese del sindaco è Gianfranco Lamberti (Confronto): «Il clima qui è decaduto. Non accetto che ci si rivolga al sindaco in questo modo, non fa parte della mia cultura politica». Poi: «La giunta ha aperto una riflessione sull’impianto, perché, non lo può fare? Deve prima riunire la maggioranza? Non si capisce nemmeno quale sia». Il capogruppo del Pd, Massimo Gulì, apprezza il percorso della giunta: «Siamo per valutare tutte le ipotesi e poi scegliere la soluzione migliore per il territorio. L’antipolitica non giova a nessuno». Intanto dal fronte ambientalista promettono battaglia. Vertenza Livorno scrive che «la giunta continua a muoversi sul piano ambientale come un elefante in un negozio di cristalleria: dopo le scelte scellerate del rigassificatore e delle discariche si apre un nuovo capitolo che vedrebbe Livorno diventare la pattumiera in cui incenerire i rifiuti dell'intera Toscana e non solo, visto che le dimensioni di questo impianto vanno oltre le eventuali necessità della costa». «Escludendo – chiude – qualsiasi percorso alternativo che porti invece alla riduzione dei rifiuti come anche una delibera comunale aveva proposto». (j.g.)

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