Oggi fermiamo la città, domani il paese!
Appello per la partecipazione operaia alla contestazione di Monti
Il 9 e 10 maggio Monti, Draghi e Barroso saranno a Firenze per il vertice “Lo Stato dellʼUnione”. Questa
presenza non può passare sotto silenzio. Non può cioè passare sotto silenzio “lo stato reale del paese”.
I ricchi continuano semplicemente ad essere più ricchi. 10 persone possiedono in Italia lʼequivalente di 3
milioni di poveri. La crisi, lungi da diminuire tale divario, lo sta allargando spaventosamente. Non è di certo
una peculiarità italiana. Eʼ lʼintero impianto del capitalismo internazionale e europeo ad affondare.
Ma il sistema non è rotto. E non va di conseguenza riparato. Il sistema funziona così. Semplicemente intensi-
fica ancora di più le sue contraddizioni e il meccanismo su cui si basa: lo sfruttamento del lavoro e la massimizzazione
del profitto. Per questo ovunque assistiamo ad un attacco selvaggio al mondo del lavoro: modello
Marchionne, disdetta dei contratti nazionali e integrativi...Niente viene lasciato intentato per spremere ogni
goccia del nostro sudore. Lʼattacco allʼarticolo 18 e la controriforma Fornero si inserisce in questo contesto.
Simile livello di sacrifici può essere imposte solo con la paura, in questa caso paura del licenziamento.
Naturalmente non esiste solo lʼattacco diretto al nostro salario. Esiste anche quello indiretto: attraverso
lʼaumento delle tasse su casa, servizi essenziali e il taglio ulteriore delle pensioni. Il meccanismo del debito
pubblico altro non è che un modo per trasferire continuamente risorse dalle nostre tasche a quelle della
grande finanza. E in quanto tale, va messo in discussione alla radice.
Intanto aumentano povertà e disoccupazione. Quella giovanile è oltre il 30%. Una disoccupazione che
non verrà mai riassorbita. Una condizione di povertà e disagio che travolge oggi anche il ceto medio il
quale, tanto meno era abituato a tirare la cinghia ieri , tanto più oggi è sconcertato.
E allora torna centrale la questione della lotta di classe. Per quanto ci riguarda lo è sempre stata. Ritorna
ad esserlo agli occhi di milioni di persone. Risulta sempre più chiaro che questo 1% di ricchi controlla il
Governo, i mass-media, la cosiddetta opinione pubblica. Essi sono il potere finanziario, sono il consiglio
dʼamministrazione della tua azienda, sono le imprese che vogliono costruire le grandi opere come il sottoattraversamento
della Tav, che vogliono lucrare sul business dei rifiuti attraverso gli inceneritori. Sono
coloro che ti affamano, coloro che ti inquinano e ti tolgono il futuro.
Ma se torna centrale la lotta di classe, deve tornare centrale anche la classe - la nostra classe - con il suo
protagonismo diretto. Se questo sistema politico e finanziario che risponde a “lor signori”, bisogna lottare
per unʼalternativa politica complessiva, per un sistema che risponda a noi...
Per questo facciamo un appello, come Coordinamento 20 Maggio, affinché ci sia una forte partecipazione
operaia alla contestazione di Monti mercoledì 9 a Firenze. Facciamo appello perché le Rsu e i lavoratori
portino striscioni, informino i colleghi, perché – laddove possibile – si convochi anche sciopero.
Il potere della finanza e del capitalismo non risiedono in un vertice tenuto in centro a Firenze. Non è un
individuo, si chiami Monti o Berlusconi, a determinare lʼintero funzionamento del sistema. Il potere risiede
nei vertici delle grandi aziende e delle banche ed è lì che dobbiamo colpire. E per farlo, lo strumento principe
rimane lo sciopero generale, in grado di bloccare il paese. Ma perchè tale sciopero sia efficace, non
va solo convocato: va adeguatamente preparato. Rendiamo la contestazione di Monti, Draghi e Barroso
a Firenze una tappa di questo percorso. Oggi fermiamo la città, domani fermiamo il paese, per cambiare
in futuro lʼintera società.
MERCOLEDI 9 MAGGIO, h 17.30, piazza dell’Unità,
Firenze, nei pressi di Santa Maria Novella,
CORTEO: via Monti, contro l’Europa
delle Banche e dei padroni
Coordinamento 20 Maggio: unirelelotte@gmail.com

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