martedì 27 novembre 2012

Newsletter PRC n. 173


Newsletter PRC n. 173

Intervista a Paolo Ferrero

Intervista a Paolo Ferrero di Daniela Preziosi - 27.11.12«Nonostante il gran battage pubblicitario, le primarie hanno raccolto un milione di votanti in meno di quelle del 2005. Un crollo che parla del distacco tra il paese e l'alleanza che sostiene il governo Monti. In questo contesto Vendola non sfonda e il suo risultato conferma il carattere moderato di quell'aggregazione». Segretario Ferrero, lei parla delle primarie del 2005. Ma era un'altra era politica fa: Rifondazione era unita, non c'era stato il disastro del 2008, né Grillo, né la marea del non voto. Ciò non toglie che si possa parlare di riduzione della partecipazione. Il dato politico oggi è che la proposta di una sinistra all'interno della coalizione Italia Bene Comune non ha prodotto il ribaltamento sperato. Leggi tutto

Rompiamo gli indugi

di Claudio Grassi - 27.11.12Dovevano essere lo strumento per gettare lo scompiglio nelle file del Pd, per sparigliare le carte, per cambiare l’agenda politica del centrosinistra, per spostare a sinistra l’asse della futura coalizione di governo. Dovevano. Almeno nelle intenzioni di Vendola che le primarie le ha chieste, le ha rincorse, le ha evocate con insistenza da oltre due anni a questa parte. Invece, le primarie sono state – onore al merito – un potente dispositivo che anziché squadernare, ha finito con il legittimare l’establishment del Pd. Al di là di come andrà a finire la contesa al ballottaggio tra Bersani e Renzi, il vero vincitore è il Partito democratico nel suo complesso. Leggi tutto

L’unico vero sconfitto si chiama Nichi Vendola

di Matteo Pucciarelli - 27.11.12Tocca ammetterlo, e dispiace soprattutto se almeno idealmente ci si sente vicini alle proposte e alla cultura di Nichi Vendola: ma l’unico vero sconfitto di queste primarie-concorso è proprio lui. La sua strategia – come tanti del suo mondo gli avevano già fatto notare – si è dimostrata un fallimento. E il misero 15 per cento era in realtà una storia già scritta. Praticamente da tre anni a questa parte il leader di Sel ha fatto fuoco e fiamme giorno per giorno: voleva le primarie, le voleva a tutti i costi. Perché le primarie erano il rumore del mare che un bambino ascolta dentro la conchiglia, e roba del genere, raccontava lui. Leggi tutto

Sel paga la propria miopia: non erano le nostre primarie

di Monica Pasquino - 27.11.12Lo avevamo detto con vigore che non erano le "nostre" primarie, che buttarsi nelle braccia del Pd ci avrebbe equiparato a chi riduce la sfida destra-sinistra a una competizione tra chi esegue con più efficienza gli ordini ricevuti da Bruxelles, come se non fosse possibile proporre un'alternativa. Tanti compagni e compagne su questa battaglia politica sono andati via, altri lo faranno nei prossimi mesi. A loro e a chi era rimasto nonostante i tanti dubbi, la dirigenza di Sel ha risposto che la strategia politica che voleva costruire un polo delle forze che oggi sono all'opposizione del Governo Monti, era perdente. Ci è stato ripetuto che non ci rendevamo conto che queste primarie Vendola poteva vincerle. Leggi tutto

«Serve una nazionalizzazione per gestire questa fase»

Intervista a Maurizio Landini - 27.11.12Maurizio Landini, segretario generale della Fiom, risponde al telefono con aria preoccupata. Il tono della voce è fermo, le parole sono scandite una ad una. «Non c’è più tempo», ripete. L’azienda stavolta fa sul serio. Cosa succede a Taranto, segretario? C’è stato un incontro tra l’azienda e tutti gli esecutivi sindacali. L’azienda ci ha detto che intendeva cessare le attività anche nell’area a freddo. Senza chiarire le modalità, le forme e i tempi. Avremo un nuovo incontro domattina (oggi ndr). La situazione è chiaramente drammatica.Leggi tutto

L'Ilva chiude, 5 mila operai a rischio

di Gianmario Leone - 27.11.12L'annuncio dell'azienda dopo gli arresti dei Riva e di altri dirigenti. Nelle carte spunta anche il nome di Vendola I sindacati chiedono ai lavoratori di recarsi comunque negli stabilimenti. L'accusa a proprietà e management: associazione a delinquere per perpetrare l'inquinamento Era solo questione di tempo. Perché il nuovo terremoto giudiziario che ieri ha colpito l'Ilva e la città di Taranto, era stato ampiamente anticipato dalla magistratura tarantina nello scorso mese di agosto. Con il gruppo Riva che nella tarda serata di ieri ha annunciato la chiusura del sito di Taranto e di tutti gli stabilimenti da esso riforniti: Genova, Novi Ligure, Racconigi, Marghera e Patrica. Leggi tutto

E adesso povera Europa?

di Alfonso Gianni - 27.11.12La riunione straordinaria del Consiglio europeo di pochi giorni fa a Bruxelles si è conclusa con un totale fallimento. La Merkel come al solito tende a minimizzare, ma di questo si tratta. Formalmente c'è ancora tempo per decidere. Infatti il vertice sul bilancio pluriennale 2014-20 è stato aggiornato all'inizio dell'anno entrante. Ma le divergenze venute alla luce non inducono all'ottimismo. A Bruxelles si è consumato uno scontro tra i paesi più ricchi che, persino più della crisi della Grecia, mette in dubbio la continuazione della Unione europea. Leggi tutto

Radicale e inquieta, la Catalogna vira a sinistra

di Marco Berlinguer - 27.11.12È una Catalogna più inquieta, frammentata e radicalizzata quella che è uscita dalle elezioni. Il sentimento e l'aspirazione nazionale ne escono più forti. Ma la prova di forza di Mas, presidente della Generalitat catalana e leader di CiU, si è trasformata in un boomerang. Ha voluto le elezioni anticipate, per sfuggire alla morsa di Rajoy. Sperava di capitalizzare il potente sentimento nazionalista, che si è manifestato l’11 settembre nella manifestazione oceanica – un milione di persone, su sei milioni di abitanti – nel giorno della festa nazionale catalana. Leggi tutto

29 novembre, una data importante per la Palestina

di Federica Pitoni - 27.11.12Il 29 novembre è la Giornata Internazionale di solidarietà con il popolo palestinese indetta dall’Onu. La data scelta non è casuale: il 29 novembre 1947 l’Assemblea Generale dell’Onu adottò la risoluzione 181, più nota come la Risoluzione della Partizione, con cui si stabiliva la creazione in Palestina di uno Stato ebraico e di uno Stato palestinese, con Gerusalemme corpus separatum sottoposta a un regime internazionale speciale. Come sappiamo tutti, la storia prese un’altra via e nella regione lo Stato Palestinese non ha finora mai visto la luce. Leggi tutto

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