giovedì 4 febbraio 2016

Novedades Lucha de Clases

Escrito por Jorge Martín 

“Carmena inicia sin avisar el derribo de los monumentos franquistas” Así titulaba su “notícia” El País del pasado 1 de febrero. La escandalosa nota contiene una serie de medias verdades e insinuaciones sesgadas de las que vale la pena tomar nota.

Escrito por Révolution – Francia 

Las elecciones regionales del 6 y 13 de diciembre acentuaron las tendencias ya observadas en las pasadas elecciones municipales de marzo de 2014, las europeas de junio de 2014 y las departamentales de marzo de 2015. Ante la crisis económica, la elevada tasa de desempleo y las políticas de austeridad de un gobierno "socialista", la frustración de millones de votantes se ha expresado principalmente de dos maneras: mediante la abstención y votando al Frente Nacional (FN).

  
Escrito por Marie Frederiksen

En la Nochevieja de 2015, se informaron de más de quinientos casos de abuso y acoso a la policía en Colonia. No hay mucha claridad respecto a lo que sucedió exactamente. Que podamos obtener una imagen clara de los acontecimientos es altamente improbable, dada la forma en que los sucesos de Colonia han sido ya absorbidos por la propaganda de la derecha racista.

  
Escrito por Liga de Acción Comunista (CMI-Marruecos)

Este informe fue enviado originalmente el 14 de enero cuando comenzaba el movimiento de los profesores en prácticas en Marruecos. Desde entonces, la lucha de los profesores contra los decretos ha continuado. En respuesta a la intransigencia del gobierno, la Coordinación Nacional de Profesores en Prácticas convocó una marcha nacional en Rabat el domingo 24 de enero.


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lunedì 1 febbraio 2016

n + 1, Newsletter numero 218, 30 gennaio 2016

n+1-www.quinterna.orgn+1Rivista sul "movimento reale che abolisce lo stato di cose presente"
Newsletter numero 218, 30 gennaio 2016
Supplemento alla rivista n+1
Direttore responsabile: Diego Gabutti
Registrazione al tribunale di Torino n. 5401 del 14 giugno 2000

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Una nuova sede per n+1 a Torino.
Come già comunicato, trasferiremo la nostra sede torinese in locali più ampi nei quali dare miglior sistemazione all'archivio storico, alla biblioteca, al magazzino delle stampe, al gruppo informatico e alla sala riunioni attrezzata. Vi sarà anche una piccola foresteria in modo da ospitare i compagni nelle occasioni di lavoro. Questa iniziativa sarà infatti completamente dedicata allo sviluppo della elaborazione sull'enorme patrimonio lasciato dalla nostra corrente e raccolto nel nostro archivio. L'acquisto di un edificio poco costoso comporta una quantità di lavori, in parte eseguiti da noi, in parte da imprese specializzate. Per la prima volta da quando esistiamo, dunque, ci rivolgiamo a compagni e lettori per una raccolta generale di fondi.
Conto Corrente Postale numero: 25 85 21 12
Bonifico bancario IBAN: IT 08 Q 07601 01000 000025 85 21 12
Entrambi intestati a: "n + 1" - Via Massena 50/a - 10128 Torino.

Ringraziamo tutti coloro che hanno offerto al progetto un contributo sia in senso economico che nel senso del lavoro comune, quest'ultimo espresso con centinaia di ore/uomo svolte nel cantiere oppure con l'affidare (o con il progetto di affidare) archivi e/o biblioteche personali a n+1 (pubblicheremo un rapporto dettagliato).

Spaventoso petrolio a buon mercato
Nei giorni scorsi il petrolio di riferimento (Brent e WTI), cioè quello che secondo la legge della rendita stabilisce il prezzo di mercato, è sceso sotto i 30 dollari al barile. Invece di gioire per l'importante alleggerimento dei prezzi del capitale costante nei paesi non petroliferi, gli economisti sono spaventati: secondo logica, superato il picco della produzione e aumentato comunque il consumo mentre calano le riserve, il prezzo sarebbe dovuto salire. Anche il ricorso alle nuove tecnologie di estrazione (fracking), molto care e dissipative, avrebbe dovuto mantenere alti i prezzi. Dato che il punto di equilibrio costi/ricavi è mediamente intorno ai 90 dollari, quasi tutti i produttori stanno estraendo in perdita. Questa situazione non può durare: sono già stati chiusi perché divenuti troppo onerosi giacimenti che producevano milioni di barili/giorno, e il fracking ha già innescato una crisi fra gli investitori del settore, i cui titoli sono impacchettati in strumenti finanziari del tipo di quelli che hanno provocato la crisi in corso. L'unica spiegazione possibile è proprio il perdurare di quest'ultima: sono entrati in crisi anche i paesi petroliferi che, partiti con l'intento di smorzare la concorrenza del petrolio da fracking, sono ora costretti a pompare il greggio sottocosto per mantenere comunque delle entrate (vedi il caso di USA, Iran, Venezuela, Russia e persino Arabia Saudita).
2004: Petrolio
2012: Numero speciale sull'energia


L'italietta alza la voce
Per contrastare la politica dei "due pesi, due misure" il presidente del Consiglio è andato a Berlino. La Confindustria da tempo se la prende con la Germania per lo stesso motivo. Il ministro dell'economia ha discusso a Bruxelles i provvedimenti sulle banche concessi alla Germania e negati all'Italia. Viene in mente un film hollywoodiano del 1959 che s'intitolava "Il ruggito del topo": un minuscolo paese dichiarava guerra agli Stati Uniti con l'intento di arrendersi subito e godere anch'esso di un Piano Marshall. La pseudo-Europa può dire grazie al divario fra la grande potenza economica e la debole potenza politica della Germania se ha beneficiato di una ricaduta economica senza essere germanizzata. La Germania è l'unico paese d'Europa, fra quelli che contano, ad aver tentato di contenere la deriva naturale del capitalismo verso il pieno dominio del plusvalore relativo (pochi operai e molto capitale costante). Con 44 milioni di occupati su di una popolazione di 84 milioni, ha varato una politica sociale tesa a contrastare la legge della caduta del saggio di profitto. Infatti, una numerosa popolazione operaia permette una maggiore estrazione di plusvalore (lavoro non pagato)  e questo si estrae dagli uomini, non dalle macchine. Se la Germania fosse dunque una effettiva potenza politica gli europei sarebbero presi tra i due fuochi dell'americanizzazione e della germanizzazione. Così, guarda caso, si ritrovano semplicemente americanizzati e perciò anti-tedeschi.
2007: Feticcio Europa, il mito di un imperialismo "europeo"
2011: La classe dominante italiana a 150 anni dalla formazione del suo stato nazionale
2013: Controtendenza alla caduta del saggio di profitto in Germania


Basi biologiche dei gruppi umani
Sembra ci sia una stretta attinenza fra la dimensione della neocorteccia dei primati e quella dei loro gruppi sociali. Questa attinenza permetterebbe di stabilire il numero di relazioni permanenti all'interno dei gruppi sociali presenti in determinate specie. La neocorteccia è stata l'ultima parte del cervello ad evolversi e, per quanto riguarda Homo sapiens, dimostrerebbe che la nostra capacità biologica di relazione sociale non supererebbe il centinaio di individui. Dai primi villaggi neolitici ai gruppi dei social network odierni, passando dalle centurie romane, vi sarebbe una verifica empirica dell'assunto teorico. Ciò sembrerebbe contraddetto dal fatto che i social network attuali sono formati a volte da milioni di aderenti. Ma da un'indagine approfondita è risultato che in realtà anche oggi siamo in grado di relazionarci con un centinaio di persone al massimo e che questo limite è dovuto alla configurazione del nostro cervello dal punto di vista neurologico. Come può allora esistere una grande fabbrica, un club con migliaia di iscritti o un partito con milioni di militanti? Diciamolo a modo nostro: funzionando in maniera frattale. Ogni gruppo di 100 individui funziona come un individuo legato agli altri 99 e così via. All'interno del gruppo si formano legami forti che permettono la stabilità, mentre fra gruppi si formano legami deboli che permettono l'espansione. Una società basata sui legami forti è omeostatica, in essa nulla si muove; una società basata sui legami deboli è instabile e tende alla disgregazione. Ma una società in cui si verifichi un'influenza reciproca fra legami forti e deboli sarebbe nelle migliori condizioni per fare un salto rivoluzionario.
1922: Tesi sulla tattica del PCd'I (Roma 1922)
2006: Il rovesciamento della prassi
2009: Struttura frattale delle rivoluzioni


HIV, Aviaria, Ebola, e ora Zika
Isolato nel 1947 in Uganda, il virus Zika ha continuato ad essere quiescente come faceva da milioni di anni. Improvvisamente, dal maggio dell'anno scorso, si è diffuso. Oggi è presente in 17 paesi. Fino a ottobre è stato tenuto d'occhio dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, da gennaio del 2016 è scattato l'allarme per una possibile epidemia. Circa 1,5 milioni di persone sono state infettate solo in Brasile, ma sulle ragioni della sua espansione a salti non si sa assolutamente nulla. Il virus provoca danni nei feti e ha effetti neurologici sugli adulti. Il suo monitoraggio è difficile a causa della mancanza di sintomi immediati nell'80% dei casi di infezione. Il veicolo principale del virus è una zanzara originaria dell'Egitto. Patisce il freddo ma è stata trovata a New York e Chicago, città freddissime. Del resto anche in Brasile era stata dichiarata scomparsa nel 1958, dopo una disinfestazione generale. Si sta cercando di capirne il comportamento per debellarla. Come per l'HIV, l'Aviaria o Ebola sentiremo in futuro rassicuranti bollettini di vittoria. Fino alla prossima patologia… sociale.
2009: Pandemia

Terza Guerra Mondiale
Lasciate che ci ripetiamo. Quando negli anni '50 prevedemmo una Terza Guerra Mondiale o la serie di guerre locali endemiche come suo sostituto, nessuno ci fece caso, neppure i militi dell'organizzazione che pubblicò quel dato. Quando 13 anni fa tracciammo uno schema delle guerre del '900, scaturì quasi automaticamente una periodizzazione a quattro stadi: 1) Prima Guerra Mondiale, guerra di posizione; 2) Seconda Guerra Mondiale, guerra di movimento meccanizzato; 3) Terza Guerra Mondiale o Guerra Fredda, proxi-war fra due megapotenze tramite paesi partigiani; 4) Quarta Guerra Mondiale, guerra fra le maggiori potenze tramite popolazioni partigiane all'interno dei paesi, bande armate che sfuggono al controllo e si autonomizzano, guerre civili. Qualcuno si scandalizzò perché "Lenin non l'aveva detto". Lenin non avrebbe aspettato di leggere la notizia sui giornali. Nel 2014 il Papa definì Terza e Mondiale la presente guerra endemica; nell'ottobre dello stesso anno la rivista Limes organizzò un convegno a Roma con la stessa definizione; la stessa rivista la usa come titolo per il suo festival nazionale che si terrà a Genova nel marzo di quest'anno. In rete è nato il sito www.terzaguerramondiale.net, "Bollettino di un conflitto combattuto a capitoli". Digitando "Terza guerra Mondiale" (con virgolette, quindi frase esatta) su Google si presentano 381.000 risultati.
2003: Teoria e prassi della nuova politiguerra americana

L'economia della frode innocente
John Kenneth Galbraith scrisse un opuscolo con questo titolo per dimostrare che il capitalismo, giunto allo stadio finanziario, non può che funzionare sulla base di mistificazioni. Prima fra tutte quella secondo cui sarebbe possibile controllare l'economia. Apparentemente la Federal Reserve, come ogni banca centrale, escogita rassicuranti provvedimenti di politica economica. In realtà non fa che registrare le esigenze autonome del Capitale, alle quali obbedisce. Nessuna "autorità economica" è mai riuscita a influire minimamente su crisi, disoccupazione, inflazione, distribuzione del reddito o crescita economica. "Frode innocente" sarebbe un ossimoro: nessuno può essere innocente se froda. Ma nel caso dell'economia politica non c'è modo di fare diversamente. Galbraith insegnò l'economia della frode nelle maggiori università americane. Aveva 96 anni quando scrisse l'opuscolo (2004). Forse un testamento: mancavano tre anni all'inizio dell'attuale depressione.
2005: L'autonomizzarsi del Capitale e le sue conseguenze pratiche
2008: Capitalismo che nega sé stesso - Una crisi ai limiti del modo di produzione capitalistico


Il futuro delle batterie
L'unica tecnologia valida per accumulare elettricità in batteria è quella agli ioni di litio, ma i giacimenti di litio sfruttabili sono rari. Se prendesse piede l'auto elettrica, per dotarla di batterie non basterebbe il litio esistente. Tanto più che le politiche energetiche stanno premendo per l'accantonamento crescente dell'energia solare in batteria. Addirittura le centrali elettriche sono in procinto di usare batterie al litio per accumulare l'energia richiesta dai momenti di picco (California: progetto per 1,3 Gw). Quasi tutto il litio del mondo a concentrazione conveniente è in un unico giacimento sulle Ande. Lì viene estratto e inviato soprattutto in Cina, maggior paese produttore di batterie. Dalla Cina queste ultime vengono spedite ovunque, ma specie negli USA, il maggior paese consumatore. A prescindere dal prezzo del litio, l'energia spesa per produrre e distribuire batterie rischia di essere maggiore di quella accumulata in un ciclo di vita delle batterie stesse.
2007: L'illusione delle energie da fonti rinnovabili
2012: Massimo di entropia

NEWS DAL WEB
Rinnovo contratto metalmeccanici
"Non saremo più schiavi"
Facchini in piazza a Parma e Vicenza
Un euro per un'ora di lavoro
L’Italia è una repubblica fondata sui voucher
Port workers in New York and New Jersey go on strike
Tunisia: i giovani tornano in piazza
Esplode la rivolta del Kasserine
Marocco: marcia contro tagli alla scuola
Cina, l’attività manifatturiera è ai minimi da tre anni
Who’s afraid of cheap oil?
"La paura del terrorismo può pesare sulla crescita"
Denaro facile, il rischio di una nuova bolla finanziaria
"Inquietanti parallelismi"
The great 2016 financial crisis
Oxfam: così si muove la ricchezza
L'1% detiene quanto il restante 99%
Virus Zika: "Si propaga in maniera esplosiva"

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Quegli strani ragazzi di Casa Pound, così “non conformi”, così coccolati dalle guardie «

Quegli strani ragazzi di Casa Pound, così “non conformi”, così coccolati dalle guardie «

giovedì 28 gennaio 2016

Tutte le colpe dell’Onu in Siria

Tutte le colpe dell’Onu in Siria - Francesca Borri - Internazionale

Notizie Resistenti

Il Centro di cultura e documentazione Popolare, Via Pisa 41 - Torino,
ti invita alla lettura delle notizie pubblicate sul sito www.resistenze.org nell'ultima settimana:

Movimento Comunista Internazionale
- ECM 2015: Intervento del Partito dei lavoratori finlandesi
- ECM 2015: Intervento del Partito dei lavoratori ungheresi

Storia
- La conferenza stampa più grande del mondo

Della guerra
- L'industria di guerra e la Israele-NATO connection
- L'asse segreto Usa-Arabia Saudita

Lotta per la pace
- Intervento italiano in Libia: Non un soldo, non un soldato per la guerra imperialista

Movimento antimperialista
- Ospaaal: mezzo secolo di integrazione dal Sud

Genere Resistente
- Contraddizioni

Gioventù comunista
- Perché un giovane deve essere comunista?

Haiti
- E' in corso un'autentica ribellione popolare antimperialista

Moldavia
- E' in corso un vero e proprio colpo di stato filo-occidentale

Spagna
- Sull'investitura di Puigdemont a capo del governo catalano

Tunisia
- Solidarietà della FSM ai lavoratori in lotta

Venezuela
- PCV: nuovo impulso al processo di cambiamento

Vietnam
- L'Oriente è rosso

Italia - politica e società
- Nella società capitalista nessun diritto è gratis

Lavoro
- Sul lavoro è strage senza limiti: +16% i morti nel 2015
- Gli operai occupano lo stabilimento ILVA di Genova-Cornigliano

Scuola
- La buona scuola, di buono ha veramente nulla

www.resistenze.org
Sostieni il nostro lavoro di informazione: fai una donazione al Centro di Cultura e Documentazione Popolare.
Per comunicazioni, commenti, collaborazione e contatti scrivere a posta@resistenze.org

giovedì 21 gennaio 2016

Nuove Resistenti n. 572


Il Centro di cultura e documentazione Popolare, Via Pisa 41 - Torino,
ti invita alla lettura delle notizie pubblicate sul sito www.resistenze.org nell'ultima settimana:

Movimento Comunista Internazionale
- ECM 2015: Intervento del del Partito del Lavoro dell'Austria
- ECM 2015: Intervento del Partito Comunista di Danimarca

Storia
- Gennaio 1991: La «Tempesta nel deserto» apriva la fase che viviamo

Dibattito teorico
- L'imperialismo oggi: che cos'è e dove va

Linguaggio e comunicazione
- Africa: Mezzi di comunicazione e capitalismo

Economia
- Sull'orlo del precipizio

Della guerra
- Partito Tudeh su rottura Iran-Arabia Saudita e tensioni nel Golfo Persico

Lotta per la pace
- Attentato a Istanbul. WPC: la reazione è nemica della pace

Grecia
- La riforma del sistema pensionistico: un nuovo casus belli
- KKE: Rottura e conflitto con il capitale e il suo potere

Palestina
- La Palestina dopo Abbas: c'è in ballo il futuro di un popolo

Portogallo
- 30 anni dopo l'ingresso del Portogallo nella CEE/Unione Europea

Stati Uniti
- L'eredità di Martin Luther King e la lotta per le città

Ucraina
- Libertà per i prigionieri politici comunisti in Ucraina (video)

Italia - politica e società
- Amianto: continua la strage di lavoratori

Biblioteca digitale Mels
- Lenin: Opere complete Vol. 11

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mercoledì 20 gennaio 2016

Domani a Livorno, il PRC festeggia la nascita del PCI


A Livorno l'incontro di Rifondazione Comunista

Giovedì 21 gennaio, a Livorno, Rifondazione Comunista organizza un incontro pubblico dal titolo «La nostra storia e l’attualità del comunismo». L’occasione è ovviamente l’anniversario della fondazione del Partito Comunista e vorremmo commemorarlo degnamente a partire da una considerazione di fondo:
Il comunismo non è un reperto archeologico ma l’unica soluzione positiva alla crisi del capitalismo. La crisi che viviamo non è frutto si scarsità, come invece ci viene raccontato ogni giorno. La crisi è frutto di una grande sovrapproduzione di merci a cui non è possibile trovare uno sbocco che remuneri il capitale. Da qui il gonfiarsi della speculazione in cui vengono investiti i capitali eccedenti e che producono in continuazione bolle destinate ad esplodere. In questo modo, il capitalismo concentra la ricchezza e parallelamente distrugge capitale, cercando di recuperare — attraverso la produzione artificiale di una situazione di scarsità — i margini di profitto che desidera.
La crisi è una enorme distruzione di capitale e la guerra – sempre più presente — è il modo più rapido per farlo. Così come la guerra tra i poveri e il razzismo sono il modo più semplice per aumentare lo sfruttamento e ridurre il valore del lavoro. La crisi non distrugge solo capitale ma le condizioni di vita dell’umanità oltre che la natura.
Questa crisi mostra come il capitalismo, dopo aver prodotto una enorme ricchezza, nel tentativo di riprodurre un alto saggio del profitto, abbia imboccato la strada della barbarie, abbia completamente esaurito la sua spinta propulsiva. In altri termini, il capitalismo non è in grado di riprodursi nell’abbondanza.
Da questa crisi non se ne esce con le politiche neoliberiste ma nemmeno rilanciando semplicemente le politiche di sviluppo: esistono dei limiti ambientali che non permettono la ripresa di uno sviluppo quantitativo che ripeta quanto è accaduto nel secondo dopoguerra. L’unica uscita dalla crisi sta nella radicale redistribuzione del lavoro, nella socializzazione della ricchezza, nella costruzione di un potere di autogoverno diffuso contrapposto alla dittatura delle multinazionali, nella riconversione ambientale e sociale dell’economia e delle produzioni. L’unica via di uscita dalla crisi è il superamento del capitalismo, della logica del profitto, in senso egalitario, libertario e rispettoso dell’ambiente. Questo è quello che noi chiamiamo comunismo: cooperazione e non concorrenza.
Di questo discuteremo a Livorno con due consapevolezze. Innanzitutto che ci riconosciamo eredi della storia di quegli uomini e quelle donne che 95 anni fa si dotavano di un partito comunista per progettare l’assalto al cielo.
Ogni generazione lo fa in modo diverso e soprattutto cercando di imparare dagli errori propri e delle generazioni precedenti, ma quella è la nostra gente, la nostra storia, a cui non siamo disponibili a rinunciare. In secondo luogo consapevoli che oggi – anche in virtù degli errori da noi compiuti — non basta dire la parola comunista per rendere chiaro qual è il nostro obiettivo e la nostra ispirazione.
Per questo ci chiamiamo rifondazione e per questo, con tutte le donne e gli uomini che vogliono combattere il liberismo – che del capitalismo è il volto odierno –, vogliamo costruire un soggetto unitario e plurale della sinistra, per unire quello che il neoliberismo ha diviso.
Alla discussione, oltre agli storici Favilli e Liguori interverranno Lidia Menapace, Greco, Renda e i portavoce dei giovani comunisti Candeloro e Ferroni. L’incontro si terrà a Livorno, al Palazzo dei Portuali in via San Giovanni 13, alle 17 di giovedì 21 gennaio.
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Morte, violenze, malattie: migranti in fuga verso l'Ue, 'una corsa a ostacoli' - Redattore Sociale

Morte, violenze, malattie: migranti in fuga verso l'Ue, 'una corsa a ostacoli' - Redattore Sociale

martedì 19 gennaio 2016

PRESS NEWS ACQUA (Toscana/Italia) - in edicola Mart. 19 gennaio 2016

 
PRESS NEWS ACQUA (Toscana/Italia) -  in edicola Mart. 19 gennaio 2016

Bollette acqua, stangata conguagli: Utenti infuriati, assalto agli sportelli
Le associazioni dei consumatori denunciano: importi non dovuti
By La Nazione Firenze in edicola Mart. 19 Gennaio 2016

Publiacqua il Presidente Vannoni:  
pronti a incontrare le associazioni dei consumatori. Ma facciamo pagare solo i servizi che offriamo
By La Nazione Firenze in edicola Mart. 19 Gennaio 2016

Il Grande buco delle Partecipate - La relazione choc dei magistrati
By Il Tempo in edicola  Mart. 19 Gennaio 2016

I Magistrati della Corte dei Conti: forte preoccupazione sul decreto Partecipate
By Il Messaggero in edicola Mart. 19 Gennaio 2016

Non ci fanno più indagare sulle Partecipate
Parla il Presidente dell’associazione dei magistrati contabili
By Il Tempo in edicola  Mart. 19 Gennaio 2016

Leggi tutto – Primi articoli ns Rassegna Stampa ACQUA / BENI COMUN I / LAVORO today: 




Firenze, 19 Gennaio 2016   news diffusa a cura USB Publiacqua www.usbpubliacqua.it

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ViceVersa n.35

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