Preliminari al bilancio e finanziaria regionali oggi in aula. Sgherri: “dal governo tagli che prospettano una macelleria sociale. Assi strategici su cui puntare equità, misure anti crisi e il rilancio di uno sviluppo qualificato."
Firenze, 11 ottobre. Affrontiamo la discussione sui documenti preliminari sul bilancio e la finanziaria regionali in un quadro di crisi economica pesantissima, che non accenna a diminuire i propri effetti, e di una - auspicata - ripresa che le analisi ci dicono realizzarsi senza occupazione. Su tale scenario si inseriscono le inique e depressive manovre governative nazionali, le quali colpiscono, fra gli altri, in maniera particolarmente rilevante le Regioni (che subiscono, per il comparto dei tagli alla spesa pubblica, il 57 % del peso dei tagli), con tagli per la Toscana – ad oggi – quantificati in oltre 350 milioni per il 2011 e oltre 400 l’anno prossimo. Manovre finanziarie nazionali 2011 le quali hanno previsto uno stanziamento che copre solo il 15% della spesa sostenuta dalla Regione Toscana, a fronte di un finanziamento precedente che copriva circa il 70 % !
Ne consegue che verranno colpiti in maniera drammatica il soddisfacimento di diritti e servizi fondamentali come trasporto pubblico, sanità, politiche sociali, casa, scuola primaria ecc. Insomma la destrutturazione dei servizi essenziali.
Si tratta di tagli che quindi incideranno, per questo e per i prossimi anni, sulla “carne viva” dei bisogni dei cittadini, e quindi il punto dirimente sul quale siamo chiamati a dare una risposta rischia di essere non solo su come realizzare risparmi e maggiori entrate ma su come e dove tagliare, consci di non voler essere cinghia di trasmissione di quello che può essere una vera e propria macelleria sociale causata dal governo.
Di fronte a questo scenario dobbiamo riprendere e attualizzare gli impegni e gli obbiettivi stabiliti in sede di DPEF e di Piano Regionale di Sviluppo.
Riteniamo prioritario l’obiettivo di lavorare sempre su due assi principali: le cosiddette misure anti crisi - di sostegno al lavoro e alle aziende in crisi - e di rilancio e riqualificazione dello sviluppo e del modello di sviluppo in senso ampio.
L’equilibrio tra questi due assi è fondamentale per arginare gli effetti sociali della crisi, ben sapendo che non solo avremo davanti uno scenario che ci impone di riorganizzare, ridurre, ottimizzare la spesa, ma che ci obbliga anche a rivedere con attenzione le entrate, attraverso una dura lotta all’evasione fiscale, attraverso l’utilizzo di strumenti che garantiscano al tempo stesso entrate ed equità (vedi ISEE, con tutti i correttivi del caso) e più in generale attraverso un deciso impegno per tutelare e se necessario rafforzare il principio della progressività, cioè per garantire che chi più ha più contribuisce al finanziamento delle spese collettive, garantendo l’equità.
Saremo inoltre vigili sul versante della riduzione dei costi della politica affinché non sia alibi per un ridisegno del sistema della rappresentanza istituzionale con la perdita definitiva del criterio della rappresentanza territoriale e politica.
Sul versante delle spese più che l’impegno per le grandi infrastrutture ci interessa l’indicazione dei 1500 progetti relativi a opere pubbliche strategiche, che andranno attentamente monitorati, e l’obbiettivo strategico della green economy – da arricchire ed integrare- così come individuato nel PRS, che metteva come secondo principio proprio lo sviluppo della economia sostenibile, intesa come l’insieme delle misure capaci di trasformare e riqualificare energeticamente e in modo sostenibile tutto l’apparato produttivo, realizzandone una leva per lo sviluppo.
Non ultimi per importanza le questioni legate alle politiche per la casa intese come soddisfazione di un bisogno fondamentale e all’edilizia sostenibile, alla riorganizzazione degli enti e aziende del servizio sanitario regionale, a fronte di una razionalizzazione che però salvaguardi dei presidi ospedalieri territoriali, in particolare quelli delle zone cosiddette disagiate: isole e zone di montagna.

Nessun commento:
Posta un commento