Il 15 maggio abbiamo ricevuto dalla
Commissione Petizioni dell’Unione Europea la comunicazione ufficiale
(vedi allegato) di aver avviato le procedure per svolgere un’indagine
preliminare sui vari aspetti dell’autorizzazione data dalla Regione
Lombardia per realizzare la discarica di amianto di Cappella Cantone.
Stiamo lavorando per fare in modo che i commissari europei vengano
direttamente sul posto. Questa decisione costituisce un altro risultato
politico raggiunto dai cittadini della zona interessata, dopo che la
mobilitazione e la magistratura avevano bloccato e messo sotto sequestro
l’area destinata alla discarica.
Con questa decisione
il Parlamento Europeo si dimostra più sollecito della giunta Formigoni
nel voler indagare sulla discarica di Cappella Cantone. Infatti da circa
due mesi è stata costituita ufficialmente a livello regionale una
commissione d’inchiesta che naturalmente non si è ancora riunita per
lavorare. Inoltre poco o nulla è stato fatto per modificare e ridefinire
ruolo e funzione dell’ARPA soprattutto per quanto riguarda la nomina
dei dirigenti, dopo che il massimo esponente dell’ARPA Lombardia,
Rotondaro, è stato arrestato con l’accusa di corruzione nell’ambito
dell’inchiesta sulla discarica di Cappella Cantone che ha portato anche
agli arresti di Locatelli, intestatario dell’autorizzazione, e Nicoli
Cristiani (Pdl) ex assessore all’ambiente della Regione Lombardia.
Ricordiamo che Rotondaro è accusato di aver ricevuto mazzette per
ammorbidire i controlli della falda
acquifera dell’ex cava Retorto, il luogo dove si voleva realizzare la
discarica. Questa una delle intercettazioni: 8
giugno 2011, il giorno precedente alla conferenza dei servizi
LOCATELLI: Pronto. ROTONDARO: Buongiorno, come stai? LOCATELLI: Eh non
lo so, ti farò sapere domani. ROTONDARO: Eh...dai...vedrai che domani
starai meglio. LOCATELLI: Dici? ROTONDARO: Si, si, si. Dove sei?
LOCATELLI: A Grumello. ROTONDARO: Ah. Niente, io...penso che sia tutto a
posto. Ho fatto anche delle verifiche … LOCATELLI: Hai fatto un po’ di
verifiche? ROTONDARO: Si, son stato giù anche l'altro giorno lì...dalle
tue parti, non te l'han detto?
Dopo questi fatti non è più possibile
tollerare che chi deve fare i controlli ambientali sia un organismo
dipendente dal governo regionale; come è noto le nomine dei dirigenti
dell’ARPA Lombardia sono fatte direttamente dalla giunta Formigoni e non
è più prevista l’approvazione da parte del consiglio regionale.
Ci preme inoltre sottolineare come sia
stato inopportuno e fuori luogo e tempo costituire un “tavolo tecnico” ,
che nei fatti è solo politico, nelle province di Cremona e Pavia al
fine di individuare siti idonei per lo smaltimento dell’amianto. A
questo proposito abbiamo già avuto modo di esprimere la nostra
valutazione radicalmente negativa per i seguenti motivi che riassumiamo:
1) Già dal 2008 Cittadini contro
l’amianto denunciava che non si potevano autorizzare discariche senza
una pianificazione dei siti idonei a livello regionale. La Regione ha
sempre ignorato le nostre richieste, ha autorizzato la discarica di
Cappella Cantone e solo adesso che è scoppiato lo scandalo decide di
procedere alla pianificazione.
2) Si vuole discutere di siti idonei
senza coinvolgere direttamente i cittadini interessati, tutti i partiti
politici e tutte le organizzazioni sindacali.
3) Secondo la Regione Lombardia uno
degli interlocutori , per la provincia di Cremona, è l’attuale
amministrazione provinciale di centro-destra del ciellino Salini, la
stessa, cioè, che diede parere favorevole alla valutazione di impatto
ambientale per la discarica di Cappella Cantone e negativo per la
discarica di Cingia de’ Botti pur avendo i due progetti caratteristiche
simili; la stessa che non disse né SI né NO alla discarica in sede di
autorizzazione integrata ambientale (e per legge si intende un SI).
4) La composizione di questi “tavoli” a
Cremona e Pavia ha seguito principi inspiegabili e non corrisponde ai
criteri di competenza e neanche alle procedure previste per la
pianificazione del trattamento e smaltimento dei rifiuti.
5) Le proposte di pianificazione
dovrebbero essere preventive, fatte da tecnici qualificati e non da
politici, prendendo in considerazione TUTTO il territorio regionale. Ci
risulta, invece, che questi tavoli siano attivi solo a Cremona e Pavia,
guarda caso le uniche province, oltre a Bergamo e Brescia, dove i
privati vogliono realizzare discariche di amianto. Ci tornano con
inquietudine alla memoria le intercettazioni fatte dagli inquirenti in
un ristorante di Brescia in cui si ritrovano Locatelli, Nicoli Cristiani
e Mauro Papa, amministratore della Ecoeternit, e parlano di una sorta
di spartizione delle aree di competenza: Papa nelle province di Brescia e
Bergamo, Locatelli a Cremona e Pavia. I tre parlano anche di Faustini.
La Ecoeternit sta gestendo una discarica di amianto a Montichiari,
Faustini sta per finire la realizzazione di una discarica di amianto a
Brescia, località San Polo, e ha chiesto di realizzare una
discarica di rifiuti di amianto pericolosi accanto alla discarica della
Ecoeternit.
Noi riteniamo comunque urgente risolvere
il problema dello smaltimento dell’amianto, ma nello stesso tempo
pensiamo che di questo NON SI POSSA OCCUPARE l’attuale giunta Formigoni a
seguito delle recenti e note vicende giudiziarie che hanno coinvolto
assessori ed ex assessori in gravi reati di corruzione e scempio
ambientale. Formigoni non poteva non sapere nonostante che, con
arroganza, continui a definirsi estraneo all’operato dei suoi uomini,
senza il timore di sfiorare il senso del ridicolo e documentare quanto
dice con prove.
In sostanza noi ribadiamo la
necessità di provvedere sia alla revoca delle autorizzazioni date che
alla moratoria di tutte le domande in corso di autorizzazione per lo
smaltimento dell’amianto in Lombardia; vogliamo che si costituisca un
organismo qualificato con il compito di verificare l’idoneità e la
sicurezza dei progetti e dei siti destinati allo smaltimento
dell’amianto , che sia indipendente dalla politica e che tuteli i reali
interessi dei cittadini, che sono la difesa della salute e del
territorio, e non le lobbies di varia natura.
Un’ultima annotazione: siamo contenti e
soddisfatti che quasi tutti si siano convertiti alla necessità di
esplorare metodi e soluzioni alternativi all’interramento del cemento
amianto. Quattro convegni scientifici qualificati organizzati da noi in
questi quattro anni sono serviti a convincere anche esponenti della
giunta regionale sulla necessità di seguire questa strada. E questo non è poco anche
se bisognerà sempre vigilare su possibili colpi di mano. Politici
corrotti ed imprenditori invischiati con la criminalità organizzata sono
sempre in agguato.
Cittadini contro l’amianto
Cittadini contro l'amianto
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