mercoledì 20 giugno 2012

Newsletter Prc n. 78

Newsletter Prc n. 78

Se la Cgil dice no allo sciopero generale

di Gianni Rinaldini - 20.06.12Alla vigilia di un probabile voto di fiducia sul disegno di legge sul mercato del lavoro, ovvero su precarietà, art. 18 e ammortizzatori sociali, la Cgil ha deciso di considerare conclusa questa fase e cambiare pagina per favorire le iniziative unitarie fino ad arrivare a un ipotetico sciopero generale unitario in autunno dai contenuti indefiniti. È stata così cancellata la decisione del precedente comitato direttivo che aveva proclamato 16 ore di sciopero, 8 ore a livello territoriale e 8 ore per lo sciopero generale, contro il ddl sul mercato del lavoro e per riaprire la questione previdenziale. La segreteria ha gestito quel mandato in modo tale da evitare l'apertura di un conflitto con il governo nel corso dei lavori del Senato, fino alla paradossale decisione alla vigilia dell'atto parlamentare conclusivo di mettere a disposizione le 8 ore di sciopero per le future iniziative unitarie, di cui non si conoscono i contenuti. Leggi tutto

Bisogna costruire Syriza anche in Italia

di Paolo Ferrero - 20.06.12Il risultato delle elezioni greche segna una vera novità nella situazione europea. Per la prima volta una forza di sinistra contro le politiche di austerità europee, dichiaratamente antiliberista e anticapitalista, raggiunge una percentuale del 27% e complessivamente le forze della sinistra antiliberista arrivano attorno al 40%. Lo fa in nome di una altra Europa, di una Europa democratica basta sui diritti sociali e civili, dove il rovesciamento delle attuali politiche europee non è finalizzato ad un nuovo nazionalismo ma ad una nuova Europa. Il messaggio che ci viene dalla Grecia è quindi un messaggio di speranza perché ci parla della possibilità di rovesciare le folli politiche neoliberiste. Sarebbe infatti sbagliato pensare che la vicenda greca sia chiusa con queste elezioni. Leggi tutto

Lavoro ed esodati, il governo tira dritto. Maggioranza a bocca asciutta

di Romina Velchi - 20.06.12Promesse e nient'altro. Sono cambiati un po' i toni, ma la sostanza non muta: la riforma del lavoro va approvata così com'è entro il 28 per permettere a Monti di farsi bello al vertice europeo. Quindi niente modifiche alla Camera, ché altrimenti il provvedimento dovrebbe tornare al Senato e allora addio 28. Più o meno è questo quello che il ministro Fornero ha detto ai partiti della "strana maggioranza" nel tavolo convocato ieri. Consapevole che si tratta di un boccone amaro soprattutto per Pd e Pdl (che si trovano a votare un provvedimento indigesto senza poter modificare una virgola), il ministro ha usato toni concilianti, aprendo persino a modifiche, ma solo teoriche. Nessun atteggiamento dogmatico, dice il ministro, bensì pragmatico; «Significa che bisogna essere disposti a monitorare la riforma, a vedere se gli effetti si discostano e in quale misura dagli obiettivi che ci si è posti. E così, dovesse succedere, bisogna avere anche la disponibilità eventualmente a cambiare qualcosa». Leggi tutto

Tre proposte per il futuro della Sinistra

di Simone Oggionni e Anna Belligero - 20.06.12La riflessione che ci propongono Lorenzo Zamponi e Claudio Riccio (1) è convincente e soprattutto ha il merito di guardare in avanti. Muove da un punto di partenza oggettivo: ad un anno di distanza dalle elezioni amministrative e, soprattutto, dalla grande vittoria referendaria, dobbiamo registrare un drammatico passo indietro. Allora la sinistra sociale e quella politica erano state in grado di assestare due colpi fortissimi al governo Berlusconi. Oggi la stessa sinistra sociale e quella politica (sia pure con diversi gradi di responsabilità, dato il dinamismo e la combattività su questo terreno del partito e della Federazione della Sinistra) sono inerti e senza voce di fronte al governo Monti e alle sue politiche di destra. Leggi tutto

Analisi del voto greco

di Giovanni Bronzino - 20.06.12Le seconde elezioni politiche greche del 2012 a distanza di 40 giorni dalle prime per quanto abbiano significato un ulteriore segnale di smarrimento della società greca al collasso economico, è stata l’occasione per molti per poter ripensare al proprio voto meno con la pancia e un comprensibile livore antipolitico. Pare che circa metà di chi aveva votato il 6 maggio, il 16 giugno era pronto a cambiare il proprio voto. La legge elettorale greca dal 2008 è un proporzionale con sbarramento al 3% e premio di maggioranza di 50 seggi su 300 (16,7%) al primo partito con preferenza di lista. Se però le elezioni vengono anticipate dopo massimo 18 mesi, scattano le liste bloccate come avviene in Italia. La legge elettorale e il relativo basso numero di elettori (quasi 10 milioni), non ha mai scoraggiato il proliferare delle liste che se prima della crisi erano una ventina al massimo, a maggio sono diventate più di 30 per tornare a essere una ventina a giugno. L’offerta politica è dunque sempre stata ampia, tanto a destra, quanto a sinistra e al centro. Com’è noto una consolidata abitudine ha comunque voluto che al governo si alternassero sempre due partiti grandi (intorno al 40%) guidati da due stabili dinastie: i socialdemocratici dei Papandreu (Pasok) e i conservatori dei Karamanlis (Nd). Leggi tutto

Grecia: sconfitta l'alternativa

di Vincenzo Comito - 20.06.12I greci hanno votato e il particolare meccanismo della legge elettorale di quel paese permette ora il ritorno al potere di quegli stessi partiti – Nuova Democrazia e Pasok – che hanno contribuito a trascinare la nazione nel baratro, mentre Syriza, che presentava l’unica speranza di cambiamento, viene sconfitta di misura. La paura ha vinto sulla speranza, come ha subito dichiarato lo stesso leader della sinistra radicale. La vittoria dei partiti tradizionali, con in testa quel Samaras che a suo tempo aveva truccato i dati relativi ai deficit pubblici e all’indebitamento del paese, ha ricevuto una spinta importante da parte di tutti gli interessi costituiti interni ed internazionali, dalla Banca Mondiale alla Merkel, che sono intervenuti pesantemente ed indebitamente nel dibattito preelettorale minacciando tragedie per il paese, per l’Europa, per il mondo, se avesse vinto il candidato della sinistra. Leggi tutto

La Grecia è una vittima dell’euro, può salvarsi solo se cambia qualcosa a Berlino e Francoforte

di Paul Krugman - 20.06.12Da quando la Grecia ha iniziato a colare a picco, se ne sono sentite tante su cosa c’è che non va nel Paese ellenico e in tutto ciò che lo riguarda. Alcune delle accuse sono fondate, altre prive di fondamento, ma nessuna coglie nel segno. Sì, l’economia, la politica e senza dubbio anche la società greca sono caratterizzate da gravi mancanze. Ma non sono quelle mancanze ad aver causato la crisi che sta devastando la Grecia, e che minaccia di estendersi all’Europa intera. No, l’origine di questo disastro è da ricercarsi molto più a nord, a Bruxelles, Francoforte e Berlino, laddove i funzionari hanno creato un sistema monetario profondamente – e forse inevitabilmente – imperfetto, e hanno poi aggravato i problemi di quel sistema sostituendo all’analisi il moralismo.E la soluzione alla crisi, se esiste, dovrà venire dagli stessi luoghi. Leggi tutto

Il mercato di armi italiane non conosce crisi

20.06.12Quest’anno, in ritardo rispetto a quanto previsto dalla legge 185/90, il governo ha presentato il rapporto sull’esportazione di armi italiane nel 2011. L’anno scorso, il Ministero degli Affari Esteri ha rilasciato 2.497 autorizzazioni all’esportazione di materiali d’armamento per un valore complessivo di 3.059.831.372,25€, a fronte dei 2.906.288.705,85€ del 2010, segnando un incremento su base annua del 5.28%. Il dato è reso ancor più positivo se si pensa che, nel 2010, il valore delle autorizzazioni erano crollate del 40.86%. Una forte accelerata si registra anche nelle autorizzazioni alle esportazioni legate ai programmi intergovernativi, che passano da 345.430,38€ nel 2010 a 2.201.889.500,00, nel 2011. In poco più di un anno l’importanza di questi programmi si è riportata quasi sui valori del 2009 superando di fatto la crisi economica. Leggi tutto

Congressi regionali PRC

20.06.12Ecco il primo quadro relativo ai dati essenziali emersi dai congressi regionali svolti. Al più presto saranno in rete le relazioni svolte dai segretar* uscenti. Umbria: Eletto il nuovo Segretario: Luciano Della Vecchia. Eletto il Cpr composto da 49 compagne/i . Eletto il Crg composto da 11 componenti, Presidente Manfroni Massimiliano. Eletto il nuovo Tesoriere: Babusci Amedeo. Piemonte: Confermato il Segretario Petrini Armando Sardegna: Eletto il nuovo Segretario Serra Alessandro Confermato il tesoriere Mario Carta Eletto il Cpr di 39 componenti Riconvocato il Cpr per il primo Luglio per eleggere la Segreteria Regionale. Leggi tutto

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