La
Gazzetta Marittima:
Sui tempi parafrasando Sant’Agostino 23 giugno 2012
LIVORNO – L’ha
ammesso anche lui, di avere un caratteraccio: di quelli che s’infiammano se nel
contraddittorio qualcosa lo ferisce. Così, in conferenza stampa, Giuliano
Gallanti s’è fatalmente scontrato con un altro caratteraccio, il mio.
Però devo ammettere
che personalmente preferisco un caratteraccio a chi carattere non ha. Ci si
chiarisce meglio e quando si è in buona fede non si portano rancori.
Ciò premesso,
riconosco che sul piano dell’ufficialità l’ultimo comitato portuale di Livorno
ha tagliato un traguardo importante: l’accordo (salvo il “niet” della Cgil, che
però non è focalizzato sul piano) sul pre-piano, ovvero sulla proposta di
zonizzazione razionale di quello che c’è nel porto, con l’aggiunta di una serie
di proposte, in generale ragionevoli e intorno alle quali si gira da anni o
decenni.
Il problema che rimane
aperto è semmai quello dei tempi: e con tutta la simpatia e comprensione per le
aspirazioni del vecchio avvocato genovese, quelli che ha ipotizzato lui mi
sembrano assai poco realistici. Non per sua colpa, intendiamoci: ma il nostro è
diventato il paese di una burocrazia a Matrioske, con centinaia di passaggi
approvativi o autorizzativi inutili, ripetitivi, spesso contraddittori. Tanto
che anche Bruno Picchi e Piero Nocchi, rispettivamente vicesindaco e assessore
provinciale, hanno ammesso di sentirsi a volte impotenti davanti a un tale
infernale meccanismo. Il tutto poi dipende da come vorranno correre (e per ora
di corse non ne abbiamo viste) le altre istituzioni coinvolte. Compresa la
Regione, che sulla portualità livornese predica bene, promette altrettanto bene
ma razzola assai male malgrado le comparsate del buon Ceccobao.
Ce la faranno
dunque i nostri eroi (Gallanti, Provinciali, Vanni, Picchi, Nocchi: e
mettiamoci anche il sindaco Cosimi, che l’altro giorno s’è preso la sua razione
di “Vaffa” dal picchetto dei portuali esasperati) a trasformare questa strada
dei desideri in un percorso reale in tempi reali? Gallanti ha parlato di un
altro anno di sofferenze per le crociere: ma forse ha dimenticato che in
quest’anno di “vuoto” livornese (con le grandi navi disseminate tra banchine di
rinfuse e contenitori, peggio che nel terzo mondo) altri porti si faranno
sotto; come La Spezia, che ha quasi pronta una mega-stazione crociere con
banchina attrezzata da quasi 400 metri e l’impegno con la Carnival per portarci
via almeno un centinaio di navi a stagione.
Noi che
promettiamo? Un’alto fondale per le crociere solo tra un anno, e quando ci
saranno le condizioni per trasferire i forestali e la cellulosa della Cilp al
molo Italia. Un altro rinvio. Che sembra, come il rinvio delle scelte per il
complesso dei bacini, la famosa e maliziosa preghiera di Sant’Agostino a Dio.
“Signore, rendimi casto: ma non subito”.
Solo che qui non si
tratta di castità. Ma caso mai di non farcelo mettere senza ribellarci –
scusate la battuta greve: ma sul porto non si parla a perifrasi – in quel
posto.
A.F.

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