CONTRIBUTO DELLA CONFEDERAZIONE COBAS PER L’ASSEMBLEA DEL 24-25/11/12
L’Assemblea Nazionale del 24-25 novembre a Roma ha di fronte problemi gravosi, a cui è chiamata a dare risposte adeguate per mantenere le speranze suscitate dall’affermarsi della straordinaria esperienza del Forum dei movimenti per l’acqua.
Dentro l’aggravarsi e il perdurare della crisi , che distrugge lavoro,reddito,diritti,democrazia, con una classe politica degenerata che si affida al “Monti della provvidenza”( che agisce per conto terzi e a colpi di voti di fiducia) le regole democratiche diventano un optional: solo la Corte Costituzionale mantiene un relativo rispetto, tale da ribadire il valore e l’esigibilità dei referendum vincenti del 2011.
Ma già Monti sta operando il bypass di quella sentenza inderogabile, attraverso la “ riforma dei pubblici servizi” , consentendo la messa sul mercato anche della gestione del servizio idrico.
Il recente accordo del governo con quello del Qatar per una joint venture, che da noi attraverso il Fondo speciale FSI della Cassa Depositi e Prestiti , permette di fare shopping di aziende pubbliche italiane, sta li a rafforzare il misfatto.
Il bilancio di questo anno trascorso nell’intento di esigere l’applicazione dei referendum è fatto di luci ed ombre, con alterni risultati agiti spesso in solitudine, anche per la sottrazione di quelle forze che avevano visto nei referendum uno dei modi di colpire Berlusconi, caduto il quale si sono ritirate o peggio, hanno remato contro le rivendicazioni referendarie e la ripubblicizzazione.
Di fronte allo scenario di crisi prolungata , almeno per i prossimi 5 anni ; con una classe politica corrosa da liberismo ed affarismo, in cui si erge la sola variabile protestaria del grillismo; con un debito stratosferico che supera i 2000 miliardi e che fa disporre il governo alla vendita di gran parte del patrimonio pubblico( beni demaniali,culturali,aziende trasporti-gas-luce-rifiuti, ospedali,scuole,…); con l’Autority lobbista , che autorizza continui aumenti di luce-gas( dal 1999 + 40%) e le odiose tariffe acqua, recuperando l’abolita “renumerazione del capitale” sotto altre voci;
E’ IMPENSABILE RESISTERE DA SOLI, NECESSITA UN AFFRONTAMENTO COMUNE DI TUTTE LE PARTI IN CONFLITTO, DI QUELLE CHE PROSPETTANO LA SCONFITTA DEL LIBERISMO E L’AVVENTO DELLA DEMOCRAZIA DIRETTA-PARTECIPATA.
Uno dei temi comuni è la ripubblicizzazione di beni e servizi privatizzati con varie formule, senza la quale è impensabile la programmazione del bene comune; l’altro è la mutualità, l’intervento reciproco e solidale nella lotta contro le misure di macelleria sociale e di distruzione ambientale.
Queste tracce , sviluppate,approfondite e messe all’opera dall’Assemblea del 24-25/11 , possono già costituire la risposta efficace al panorama devastante che incombe, in cui la nuova ripartenza del Forum dei Movimenti per l’Acqua ritrova vigore,progettualità,sfida.
RIPUBBLICIZZARE l’ACQUA
Il tema già all’origine della fondazione del Forum,reso evidente con la legge di iniziativa popolare e con le connesse indicazioni sulla finanza pubblica a sostegno del servizio idrico , con le azioni per la ripubblicizzazione delle aziende a partire da quelle “ spa house”( ma anche di quelle private e quotate in borsa, vedi Acea con “ Ri_pubblica”) è la strategia del Forum nel tempo presente, capace di sinergie con la tutela degli altri beni comuni e con le compagini sociali che contrastano i disegni liberisti.
Altri nostri interlocutori sono gli Enti Locali, a cui va prospettata nonostante il fiscal compact, la “facilità” con la quale procedere al passaggio-delibera “ da società spa a aziende speciali”, intraprendendo la battaglia comune per le necessità economiche connesse alla gestione del servizio idrico, riappropriandoci della Cassa Depositi e prestiti, ovvero la sua ripubblicizzazione al fine dell’utilizzo dei 230milardi prevalentemente per il benessere sociale.
Già sono in corso iniziative comunicative, che vanno accentuate e dispiegate sul territorio nazionale. Quando saremo in grado di comunicare alla popolazione, che il loro risparmio postale (che frutta bassissimi interessi , mentre il Bancoposta esige tassi usurai per i prestiti ai correntisti)
viene utilizzato per iniziative private largamente speculative e in linea con le privatizzazioni che falcidiano posti di lavoro e servizi, ci sarà un moto di ribellione che può sfociare anche nel boicottaggio di Bancoposta, con il ritiro dei conti correnti,dei libretti postali e dei buoni fruttiferi.
LA PARTITA CON LA CdP – che sta dietro la fusione Hera-AcegasAps , le vendite di Ansaldo Energia e Snam,l’accaparramento privato della gestione di servizi di pubblica utilità e del patrimonio immobiliare costituito da case popolari e degli enti – SI E’ APERTA ! Ed è in grado di coinvolgere un largo fronte di oppositori alla dittatura della finanza e del sistema bancario dominante.
Peraltro in una condizione di permanente dissesto idrogeologico che, anche per colpa dell’accentuarsi dei cambiamenti climatici( di cui le massime responsabilità vanno addebitate al modello capitalistico di produzione e consumi) fa si che ogni pioggia si trasformi in disastri - frane e alluvioni- con rilevanti danni in vite umane ed economici.
La CdP considera queste spese improduttive, mentre è dimostrato che la prevenzione dei disastri fa risparmiare tre volte tanto le spese per tamponare le emergenze.
La cura del dissesto idrogeologico, le relazioni con chi sul posto argina le catastrofi e sopratutto con il mondo contadino che presidia la natura, la biodiverdità, l’alimentazione, fanno parte dell’agire del Forum, ovvero della rispondenza al ciclo integrato dell’acqua, che non può non prescindere dal “sistema sorgenti,falde acquifere,bacini idrografici,fiumi,…territorio,agricoltura,qualità dell’acqua” nel corrispondere alla gestione pubblico-partecipata del servizio idrico domestico.
C’è un’alleanza strategica da determinare,quella tra “ acqua e terra” , un tutto uno vitale da realizzare per inventare e praticare nuove relazioni,intese a ripristinare la genuità del cibo, eliminando l’agricoltura chimico-intensiva che consuma oltre il 60% di acqua e contrastando l’attuale politica agricola europea(PAC) gravosa per i piccoli-medi contadini e per i consumatori,licenziosa per i grandi latifondisti e gli spacciatori di OGM.
Sulla qualità dell’acqua da bere e per usi domestici – sull’eutrofizzazione dei corsi d’acqua , causa scarichi agricolo-industruiali , usi impropri,discariche rifiuti,emissioni inquinanti - il capitolo da sviluppare è cogente : le cronache quotidiane giungono a comunicarci il divieto di utilizzare l’acqua perché inquinata da arsenico,piombo,cadmio,vanadio.
Avviene in Abruzzo,Lazio,Toscana,Calabria,Lombardia,…Denuncia, gli amministratori locali che per nascondere il problema “ aumentano le soglie di compatibilità”; i cittadini ignari che contraggono patologie gravi e/o mortali; gli organi di controllo complici e/o inesistenti.
Gli strumenti e le tecnologie di risanamento ci sono, vanno al più presto messi in opera, anche se nella situazione data servono solo a limitare i danni , che restano perenni se non si inverte il modello di produzione-consumi che distrugge il presente e annichilisce il futuro.
LA COMUNE LOTTA PER I BENI COMUNI
La Rete Rifiuti Zero , sull’esempio del Forum Acqua, sta per avviare la raccolta firme per la “ legge d’iniziativa popolare rifiuti zero”. Una campagna funzionale alla mobilitazione dell’insieme delle realtà locali per uniformarne i contenuti finalizzandoli al risultato del decollo nazionale della raccolta differenziata – oggi ferma al 25%,quando la legge al 2012 ne impone il 60%- e al contempo, al blocco di nuovi inceneritori-discariche( di centrali a biomasse=inceneritori camuffati) , la chiusura dei vecchi, la bonifiche dei territori e il conseguente risanamento delle falde acquifere.
In ciò impedendo al “ business della monnezza” di progredire, sia per la mancanza della materia prima( il riciclaggio,riuso,compostaggio, invia in discarica meno del 5% dei rifiuti urbani), sia per la gestione pubblico/partecipata - aliena da scopi profittuali,speculativi e malavitosi- di uno dei più allarmanti problemi che assillano città e territori .
Campagne e iniziative locali che devono vedere impegnato il Forum, con l’apporto di esperienze ed idee nel segno del comune interesse generale.
Di recente l’incontro nazionale sull’energia ,convocato a Civitavecchia da “ stop enel”, ha individuato nella ripubblicizzazione del sistema elettrico-energetico la soluzione prevalente nei confronti della dipendenza degli approvvigionamenti dall’estero,della permanenza di fonti fossili, dell’inquinamento da CO2-polveri sottili-metalli pesanti, di tariffe-prezzi abnormi costantemente licenziati dall’autority ,nonostante la promessa che la privatizzazione li avrebbe ridotti.
Il documento governativo” strategia energetica nazionale” conferma la stringente necessità della ripubblicizzazione dell’energia, in quanto pur non potendo mettere mano ad un Piano Energetico in presenza di sole aziende private o comunque spa, propone una sequela di azioni che non fanno che accentuare il possesso privato del potere energetico, la devastazione ambientale dell’intero territorio nazionale,l’esautoramento della democrazia con la modifica dell’art. 117 della Costituzione , al fine di non avere vincoli e condizionamenti da parte degli enti locali e delle popolazioni.
Sono 3 le direttrici da contestare: 1) “l’Italia deve diventare HUB del gas per la Ue, con altri gasdotti, 11 rigassificatori,18 grandi depositi”: la UE non ce l’ha chiesto, si favorisce il consumo di gas( circa 200 licenze per centrali turbogas ), stante contratti capestro con Gazprom russa + Ente algerino e neo accordi con Fondi d’investimento, mentre gran parte del mondo investe nel solare e energie alternative; 2)”raddoppio della produzione di agrocompudibili”, ovvero l’ulteriore sottrazione di suolo agricolo finalizzato a colture OGMintensive,onnivore d’acqua,sostenute da incentivi statali;3) “raddoppio della produzione di idrocarburi” , 1080 concessioni pluriventennali per trivellazioni ,alla ricerca di gas-petrolio lungo l’Adriatico e la Sicilia. In realtà, “ licenza di perforare” la crosta italica a grande profondità per estrarre da scisti e rocce porose con l’uso di potenti acidi ( “ franking”) gas e derivati, creando fratture sollecitanti successive azioni telluriche.
Senza la ripubblicizzazione di Enel,A2A,Acea,Hera,Iren,…Edipower ,Tirreno Power,Eni, è impossibile programmare : 1) energia elettrica e carburanti nella pienezza della sovranità popolare ;
2) decretando la fine di carbone,petrolio,agricombustibili e progressivamente di gas, per l’utilizzo delle fonti rinnovabili,il risparmio e l’efficienza energetica; 3) la drastica riduzione di consumo d’acqua , fino ad ora debordante per gli impianti termoelettrici , sia per produrre vapore per far girate le turbine, che per raffreddarlo prima dell’avvio ai camini.
Lo stop referendario a privatizzare riguardava anche il trasporto pubblico locale. Proprio il centrosinistra che opportunisticamente indicò all’ultimo di votare SI, a partire dal candidato alle primarie PD Renzi per finire al sindaco Fassino, hanno deciso e/o avviato la privatizzazione a Firenze e Torino, senza peraltro alcuna programmazione in termini di mobilità pubblica e conseguente riduzione di quella privata, di consumi e inquinanti,di ciclabilità e pedonalità.
Dentro questa spinta liquidatoria dei bisogni collettivi , il trasporto pendolare regionale su rotaia e gomma subirà l’ultima aggressione, a meno che i lavoratori-cittadini e i movimenti per i beni comuni non assumano questa battaglia come altrettanto importante e decisiva al pari di quella dell’acqua,rifiuti,energia,scuola,sanità pubblici.
Certo l’acqua è il bene primario in assoluto senza la quale o in difetto di qualità non c’è vita, ma nella modernità fatta di vivere e relazioni collettive, il diritto alla mobilità ecompatibile a costo sociale è parte integrante dell’attuale sopravvivenza, soprattutto di una società più giusta e sana.
L’ AGIRE INSIEME NELLA CRISI
E’ in corso un conflitto generale, che vede oggettivamente unificati i soggetti su cui i governi scaricano la crisi originata dal sistema finanziario-bancario e dalle multinazionali a loro collegate.
Dalla Grecia-Portogallo-Irlanda, alla Spagna-Italia, ma anche Francia-Germania, i governi pur con diversi pesi e misure continuano a sostenere chi ha provocato la crisi , profittando dell’opportunità della crisi per ridefinire i rapporti di forza tra governanti e governati.
Cadono così tutte le certezze conquistate dal conflitto di classe dal dopoguerra in poi e che hanno sostanziato i “ principi fondamentali e il Titolo 1° della Costituzione”.
La Costituzione è messa ogni giorno in discussione sull’altare della preminenza della libertà d’impresa, del profitto e del mercato.
Gli stessi Diritti consacrati dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo sono vituperati,
di fronte a nuove schiavitù e controlli esercitati sul lavoro subordinato, all’abolizione della “ parità di salario a parità di lavoro; dell’equa retribuzione per soddisfare le esigenze personali e familiari; del riposo obbligatorio e delle ferie pagate; del diritto ad esprimere libere opinioni ”.
In questa situazione di “ senza diritti né futuro” qui da noi a differenza di Grecia,Portogallo,Spagna, ritarda il riconoscersi nel blocco sociale che i gestori della crisi hanno indicato come nemico.
Ci siamo tutti. Lavoratori dipendenti pubblici e privati,precari di ogni specie, licenziati,disoccupati,pensionati; proprietari di 1°casa,affittuari,sfrattati e occupanti, morosi di mutuo,affitti,bollette,gabelle; difensori di : beni comuni,culturali,demaniali; trasporti-scuola-sanità pubblici; corsie ciclabili e sport popolari; energie pulite;di rifiuti zero; libertà democratiche.
Occorre fare passi concreti nel riconoscere la stessa difficoltà e nel cominciare ad agire non più per file parallele, ma intersecandoci e condividendo il percorso comune di uscita dalla crisi: quello che rafforza gli obbiettivi qualificanti ciascuna realtà, quello che cambia i rapporti di forza dell’insieme e matura la possibilità del cambiamento.
Lo stesso prodotto dai lavoratori “ liberi e pensanti” dell’Ilva di Taranto, che non sono più disponibili a “ morire per lavorare” , praticando la strada dell’unità d’intenti con la popolazione, in nome del diritto alla salute,al reddito,all’ambiente.
Quello che parimenti esigono i lavoratori Fiat, costretti a Pomigliano in un regime da caserma, sotto ricatto permanente dell’espulsione , dell’esclusione sociale che già colpisce decine migliaia di cassintegrati. , mobilitati e licenziati.
O il comportamento sodale dei Valsusini, un popolo insorgente a causa dell’occupazione militare per imporre la TAV, un’opera inutile,dannosa e costosa.
O quello delle “ mamme vulcaniche” di Terzigno , che si oppongono alle discariche e del loro carico di malattie anche mortali,per tutelare la propria figliolanza.
E gli Adriatici di S.benedetto del Tronto,Termoli,Manfredonia,Vasto,delle Tremiti, i lucani della Val d’Agri,che lottano contro le trivellazioni a mare e nell’entroterra provocanti danni permanerti all’economia turistico-ambientale e all’ecosistema.
E dei Brindisini che hanno cacciato la British Petroleum che intendeva costruire un rigassificatore.
E la gente di Priolo-Melilli, che non né può più di raffinerie,centrali e petrolchimici.
E dei Vadesi liguri che pretendono la chiusura della centrale a carbone, non il suo raddoppio.
E dei Veneziani, che stanno contrastando il “ salutino” delle Grandi Navi in laguna, causa di disastri, inquinamento e di rottura del fragile equilibrio urbanistico-ambientale.
E dei terremotati di Mirandola, che hanno scoperto che il loro paese era destinato ad “ ospitare” un enorme deposito sotterraneo di gas e che il crack tellurico lo avrebbe fatto deflagrare , cancellando praticamente Mirandola e i suoi abitanti.
E dei Sardi dell’Ogliastra , che vogliono la chiusura del poligono Nato di Quirra, dove l’uso di proiettili “all’uranio impoverito”continua a provocare morie di animali, di militari e paesani.
E degli studenti e dei docenti contro i tagli finali alla scuola pubblica, ridotta in pessime condizioni di agibilità , in cui viene imposta l’umiliazione dequalificante dei quiz Invalsi e decreti Aprea, razzista nei confronti dei “ diversamente abili” a cui vengono sottratti gli insegnanti di sostegno.
E dei malati SLA e altre terribili patologie, costretti a minacciare di lasciarsi morire per costringere il governo a mantenere una assistenza appena sufficiente.
Un insieme di storie, di battaglie in corso che spesso agiscono in proprio , ma che tutte assommano connotati comuni, facenti parte dello stesso DNA “ contro la crisi,per la democrazia e la giustizia sociale,civile,ambientale”, che ci trova identificati ma tuttora non partecipi reciprocamente.
L’Assemblea del Forum Acqua per quello che gli compete ha anche questo compito, quello di assumere il contrasto alla crisi nella sua complessità e nei suoi molteplici protagonisti, come parte essenziale del proprio cammino.
Camminare insieme , è la risposta politica umile e semplice della grandi narrazioni,degli innovatori.
Vincenzo Miliucci per la Confederazione Cobas

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