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MUORE PER INFARTO SU FRECCIAROSSA DOPO 40 MINUTI DI ATTESA, SUI TRENI ITALIANI SOLO CEROTTI E DISINFETTANTE
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LA SALUTE DEI VIAGGIATORI AFFIDATA ALLA BUONA SORTE.
IL PROBLEMA DEL PRONTO SOCCORSO SUI TRENI NON RIGUARDA SOLO I FERROVIERI
Non esiste alcuna regola per il pronto soccorso e la tutela della salute dei viaggiatori in
caso di malore o infortunio quando sono sui treni: questa è la semplice verità, tornata tragicamente alla luce con
la morte per infarto di un viaggiatore del treno frecciarossa Torino-Milano
E' accaduto a G.M. di 56 anni, morto giovedì scorso nella stazione di Rho, in attesa dei soccorsi. Il fatto è stato denunciato
da un gruppo di viaggiatori i quali hanno assistito inermi, per quaranta lunghi minuti, all'agonia della sfortunato compagno di viaggio
Come tutti sappiamo, la tempestività d'intervento con personale sanitario 'qualificato'
è determinante. Invece, quando si sale su un treno il pronto soccorso e l'assistenza sanitaria sia
per i viaggiatori che per il personale diventa una sorta di 'ruota della fortuna' ovvero è affidata al caso
Infatti non esistono norme specifiche ma solo protocolli 'molto teorici' di collaborazione tra il 118 e le FS,
elaborati solo per consentire la riduzione dell'equipaggio ad un solo macchinista,
che però si rivelano puntualmente inefficaci quando ci si trova di fronte a casi reali
Non possiamo prevedere cosa sarebbe accaduto con un soccorso più immediato ma riteniamo che
per questa persona, come per tutti gli altri viaggiatori e anche per noi stessi,
si debba organizzare un sistema di assistenza migliore e più efficace
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