mercoledì 9 ottobre 2013

PRC apre i confronti per le amministrative di Livorno




Rifondazione Comunista apre il confronto per una fase programmatica che arresti il declino economico, sociale, politico e culturale che Livorno guardando alle amministrative del prossimo anno, partendo de due nodi fondamentali per l’economia livornese: le attività portuali, con tutte le sue connessioni compreso il turismo e le attività industriali. –“il consuntivo dell’iniziativa svolta in questi giorni alla “Bottega del Caffe è positivo” -afferma il segretario di Rifondazione Lorenzo Cosimi-“ non solo per il livello di partecipazione che ha visto, ad eccezione del Comune di Livorno, la partecipazione di rappresentanti delle Istituzioni locali e regionali, Autorità Portuale ( Sergio Manzi), rappresentanti del mondo del lavoro del settore portuale, Claudio Picchiottino per la Filt cgil, Enrico Barbini rsu Porto di Livorno 200, Monica Canaccini presidente Unicoop Servizi, Enzo Raugei presidente Compagnia Portuali , ma anche per il qualificato livello del dibattito che ci permette di realizzare una prospettiva di sviluppo. Sul porto”- continua “ paghiamo anni di assenza programmatica e progettuale che ha indebolito i fattori di competitività del nostro scalo, non solo per rispetto alle infrastrutture materiali ( II° vasca di colmata, ripristino e mantenimento dei fondali, allargamento del Canale di Accesso ecc.). Il questi anni abbiamo anche assistito a una pressione sul mondo del lavoro, con tutte le ripercussione conseguenti, per praticare una politica di “price competition” che ha aperto una guerra per spostare il traffici da una banchina all’altra. Insomma” – Conclude Lorenzo Cosimi- “dobbiamo cambiare rotta per evitare che superata la crisi ci si ritrovi con un porto depotenziato, con servizi squalificati, con imprese destrutturate e la tendenza al “nanismo imprenditoriale”. Per la discussione sul comparto industriale è stato l’appello appassionato del lavoratore della Lucchini a mettere sotto i riflettori il problema della persistenza della siderurgia a Piombino. Un settore strategico per l’intera industria manifatturiera che costringe tutti a far ogni sforzo per evitare che a novembre l’impianto venga spento.Perché la questione Lucchini detta l’agenda per l’intero settore industriale territoriale intorno a pochi e ben precisi obiettivi che, secondo Rifondazione Comunisti, vanno perseguiti con forza, per evitare che quel dramma possa avere nuove repliche. In primo luogo, voltare pagina rispetto all’assenza di politiche industriali di questi ultimi venti anni e ricominciare a parlare di una nuova programmazione e investimenti pubblici per potenziare ricerca, innovazione e diversificazione dei settori manifatturieri di punta della città. In secondo luogo, dispiegare un’iniziativa a livello euromediterraneo per costruire alleanze (politiche, sindacali ed istituzionali) al fine di sostituire la competizione fabbrica contro fabbrica e territorio contro territorio con la cooperazione e lo sviluppo integrato. In terzo luogo, ricostruire una nuova coscienza di classe dei lavoratori per sviluppare quella solidarietà ed unità necessarie per rimettere al centro dell’attenzione il lavoro e i suoi problemi. In quarto luogo, unire forze politiche e sociali dentro una conferenza economica permanente che studi, governi e incalzi il governo centrale ed il livello europeo a dare risposte concrete alle esigenze di sviluppo dell’area vasta.Dalla discussione è emerso con nettezza che i settori in cui tale sforzo è più urgente sono indubbiamente la raffineria ENI e il settore automotive.Sono intervenuti: Simone Puppo (Fiom Livorno), Fabrizio Zannotti (Filctem Livorno), Maurizio Strazzullo, Gianfranco Simoncini, Matteo Gaddi (movimento per il Partito del Lavoro) Luca Tamberi (Coord RSU ditte esterne raffineria), Giorgio Kutufà, Paolo Francini (operaio Lucchini).

PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA
FEDERAZIONE DI LIVORNO

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