Preliminare al dpef regionale oggi in aula.
Sgherri:”bene la critica alle politiche nazionali, ma aprire un “conflitto” col governo e, a livello regionale, più determinazione per un modello di sviluppo sostenibile che abbia al centro le ricadute occupazionali delle scelte fatte”.
Firenze , 15 ottobre. Preliminare al dpef regionale oggi in aula. “verba volant scripta manent”: quanto affermato dal presidente Rossi nell’introduzione al documento marca di fatto la necessità di una forte discontinuità nelle politiche seguite a livello nazionale ed è certo condivisile (come non condividere ad esempio il giudizio negativo sui “tagli lineari indiscriminati sulla spesa pubblica” subiti dalla Toscana – pag. 4 del documento – oppure la critica al cosiddetto “liberismo compassionevole”?). L’attacco alle politiche d’austerità, ai loro effetti iniqui, ingiusti e recessivi è da tempo alla base della nostra politica e della nostra profonda critica ai governi tecnici e di larghe intese, che per altro lo stesso presidente politicamente sostiene.
A tal proposito dobbiamo essere chiari: la situazione attuale non è sostenibile nel medio periodo. La Regione, tutte le Regioni, rischiano di essere stritolate tra i tagli statali e i crescenti bisogni sociali della popolazione, rispetto ai quali quindi anche la Toscana ha risposto con provvedimenti importanti ma di natura tampone e o emergenziali. La critica alle politiche di austerità europee e nazionali deve dunque farsi azione concreta di cambiamento o resterà sterile. I tagli a Regioni ed Enti Locali stanno diventando sempre più intollerabili e insostenibili: taglio dopo taglio si sta smantellando radicalmente lo stato sociale e il sistema sanitario nazionale di natura universalitstica. Non basta quindi gestire le priorità, mitigare i tagli, insomma tamponare la situazione: proprio alla luce della critica – sopra ricordata, nell’introduzione – e dal severo giudizio sulle politiche nazionali è necessario aprire un confronto serrato se non proprio un vero e proprio conflitto con il Governo in merito a come reperire le risorse (è l’ora di un cambio radicale su questo, quindi tassa patrimoniale, reintroduzione dell’IMU sulle abitazioni di lusso, ecc. sulla falsariga del “chi più può più paghi”) e su quali tagli fare (ad esempio le spese militari). Soprattutto a partire dal nuovo ciclo di programmazione regionale, la discontinuità deve emergere più chiaramente anche a livello regionale portandoci a promuovere politiche di “altro respiro” come ad esempio nel contribuire a dirottare le risorse del sottoattrraversamento TAV di Firenze verso una grande opera – come abbiamo sempre sostenuto - di modernizzazione ed efficientamento del trasporto ferroviario regionale.
In conclusione, nonostante le stringenti difficoltà che permangono, apprezziamo il convinto sostegno regionale alle fasce sociali più colpite della crisi (giovani, donne, disoccupati, cassaintegrati, precari ecc). Per il futuro, maggiori investimenti di intelligenze e risorse su green economy, prevenzione a tutela del territorio, mobilità alternativa, filiera del recupero e riciclo sono le leve per uscire dalla crisi con un modello di sviluppo sostenibile e durevole, modello che andrebbe promosso e sostenuto con ancora maggior determinazione.
La capogruppo Monica Sgherri

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