lunedì 8 febbraio 2016

Verità e giustizia per Giulio Regeni

COMUNICATO

Verità e giustizia per Giulio Regeni

Cistringiamoattorno allafamiglia Regeni ed alla comunitàdi Fiumicelloper l'ultimosaluto aGiulio, vittimadiunaviolenza disumanache nondovrebbe esisterein nessunangolo delmondo.
Nonabbiamoconosciuto Giulioma conosciamole suecuriosità, ilsuo desiderioed ilsuo impegnoper farconoscerelecondizioni divita dimilioni dipersone, uominie donne,che sopravvivonoallo sfruttamentoed alleprivazionidellepiù elementarilibertà ediritti chenella nostrasocietà sidanno perscontati, mache scontatinon losonoaffatto.Quella ricercae quell'impegnoli ritroviamoin tantigiovani chegiustamente efortunatamentevoglionoandareoltre ipropri confini, oltre lesicurezze ele protezioniche licircondano.Giovani checredono echesiaffidanoall'altro, chescommettonosull'umanità,che sifanno volerbene dovunqueessivadano,rompendodiffidenze,barriereculturali elinguistiche. Loro sono il futuro, loro sono nel giusto. 
Giuliocome iragazzi ele ragazzedelle periferiedel Cairo,di Alessandria,di Tunisi,di Damasco,di Aleppo,di GazaediGerusalemme, hapagato conla propria vitaper volerconoscere eper stare al fianco di sindacatie di associazioni che lottanoin modononviolento peril riconoscimentodei dirittifondamentali dichi lavorasenzauncontratto, senzaalcun diritto,senza lapossibilità didifendersi edi protestare,per ladignità dellapersonaumanae perpotersi esprimereed organizzareliberamente. Principi evalori chesono allabasedellanostracostituzione,della cartadelle NazioniUnite e delle radicidell'Europa, chesempre piùtrovanoriscontrosolo nelletragedie peressere poidimenticati nellaquotidianità edalle sceltedella politica.
Maè lastessa sceltadi Giulio,di ricercae diimpegno, checi indicadi non fermarci aldolore edal ricordo,mentrealtrigiovani edattivistiegiziani sonoscomparsi,detenuti etorturati, ementre lamacchinarepressiva eviolentaproseguela suaazionedistruttrice.Occorre che sia fatta piena luce su quanto accaduto e che i responsabili siano puniti. Ma occorre che la comunità internazionale chieda conto alle istituzioni egiziane del rispetto dei diritti umani e delle convenzioni internazionali ratificate dall'Egitto e che non è più accettabile che si continui a promuovere accordi, cooperazione ed investimenti con governi che non consentono di esercitare ai propri cittadini, senza distinzione di appartenenza politica, religiosa ed etnica, i diritti e le libertà fondamentali, violando e calpestando ogni sorta di principio elementare ed universale di protezione della persona umana. 
L'Italia,l'Unione Europea,hanno ildovere dicondannare laviolenza diquei governiche anzichéproteggereicittadini, aldi làdelle loroposizionipolitiche oreligiose, sifanno complicidi torture,persecuzioni edomicidi.E',questa, unaresponsabilitàche lenostreistituzionidebbono assumerefino infondo, senzapiùgiustificareaccordi ed alleanze per interessieconomici ostrategici. Nessun giacimento di fossili da sfruttare, nessuna ragion di stato può giustificare posizioni accomodanti e di copertura di regimi dittatoriali perchépiùstrategicodella vitadelle personee delrispetto deidiritti umaninon viè nulla.
Roma, 8 febbraio 2016
La Rete della Pace 
  ACLI,AGESCI,Ambasciatademocrazialocale,ANSPS,AOI-associazionedicooperazioneedisolidarietàinternazionale,Arapacisiniziative,Archiviodisarmo,ARCI,ARCIBassaValdiCecina,ARCIVerona,ARCS,Arciserviziocivile,AssociazionePerugiaPalestina,Associazioneperlapace,AssociazioneperlapacediModena,AssopacePalestina,AUSER,CGIL,CGILVerona,CNCA, CTA – centroturisticoacliPG,ComunitàarabasirianainUmbria,Coordinamentocomunitàpalestinesi,Coordinamentocomascoperlapace,CoordinamentopaceincomuneMilano,-Encuentrarte,FIOMCgil,FOCSIV,FondazioneAngeloFrammartino,Fondazioneculturaleresponsabilitàetica,FondazioneNigriziadeimissionaricomboniani,IPRI – reteCCP,IPSIA,Legaperidirittideipopoli,Legambiente, Link2007cooperazioneinrete,Link – coordinamentouniversitario,Lunaria, Amici della Mezzalunarossapalestinese,MIR,Movimentoeuropeo,MovimentoNonviolento,NexusEmiliaRomagna,Perilmondo,Peacewaves,PiattaformaongMO,RestiamoumaniconVikVenezia,Retedeglistudentimedi,Retedellaconoscenza,Retedellapaceumbra,TavoladellapacevalleBrembana,TavolapacevaldiCecina,Tavolasardadellapace,TavoladellapacediBergamo,U.S.Acli,UDS,UDU,UISP,Unponteper…,Ventiquattromarzo.

Tratta, quei nodi irrisolti che agevolano lo sfruttamento in Italia - Redattore Sociale

Tratta, quei nodi irrisolti che agevolano lo sfruttamento in Italia - Redattore Sociale

domenica 7 febbraio 2016

COMUNICATO SULLA BOCCIATURA DELLA MOZIONE PER IL RILANCIO DEL PAP


COMUNICATO SULLA BOCCIATURA DELLA MOZIONE PER IL RILANCIO DEL PAP
Durante l’ultimo Consiglio comunale, Castello a Sinistra ha presentato la mozione sul rilancio del porta a porta, una mozione per nulla politica ma il cui unico obiettivo era rilanciare il sistema di raccolta avviato nei comuni dell’Unione, che può e deve essere migliorato e supportato dalle Amministrazioni locali. 
In maniera davvero sorprendente, per rispondere alla nostra mozione, la maggioranza cosa ha fatto? La capogruppo Niccolai ha detto che era tutto condivisibile, era tutto giusto, ma che era troppo e troppo generico, e che non avrebbero potuto votarlo!
Alleghiamo la mozione come segno di trasparenza. Chiunque la legga può rendersi conto di quello che stiamo dicendo: il PD e la lista sua alleata “Cittadini a Sinistra”, non sapendo quali altre scuse accampare per bocciare la mozione, dicono che il documento è generico, ma condivisibile.
Non sapevamo che i consiglieri della maggioranza fossero dei fini conoscitori della materia: ci chiediamo quindi perché non abbiano presentato una contro-mozione (come fanno sempre quando condividono il tema ma vogliono edulcorarne gli impegni) che fosse, appunto, più precisa e meno “generica”.
Infine, senza presentare nulla di scritto, la maggioranza chiede alla nostra consigliera Zunino di ritirare la mozione, promettendo in cambio di impegnarsi a fare qualcosa (senza precisare cosa).
Auspichiamo che la registrazione della seduta del Consiglio, che non è ancora presente sul sito (in data 7 Febbraio 2016), sia presto disponibile per dare a tutti la possibilità di ascoltare quanto questa maggioranza “abbia a cuore” uno dei migliori risultati raggiunti dal comune nella raccolta porta a porta.
La registrazione va ascoltata con attenzione: il PD si è dimostrato ancora una volta vergognoso, soprattutto nelle persone del capogruppo e del Sindaco che hanno detto grosse inesattezze, oltre che orrori “democratici”. 
Noi, invece, rivendichiamo con forza il fatto di aver portato in Consiglio la discussione su un tema che sta a cuore alla cittadinanza, con tutti i problemi che si sta portando dietro (aumento della Tassa sui rifiuti, discariche abusive ed abbandono di rifiuti sul territorio).







giovedì 4 febbraio 2016

Continua la battaglia per la difesa e il miglioramento della sanità pubblica e della salute

Continua la battaglia per la difesa e il miglioramento della sanità pubblica e della salute

Venerdì 29 gennaio i comitati toscani che hanno sostenuto la campagna referendaria per l’abrogazione della LR 28/2015 si sono riuniti a Firenze e hanno preso atto dell’arroganza della giunta regionale toscana e dell’imparzialità del collegio di garanzia che ha rispedito al mittente la richiesta di riformulare il quesito referendario, avanzata in quanto il contenuto della legge di cui si chiedeva l’abrogazione (e che è stata abrogata!), continua a vivere nella nuova legge votata a fine dicembre 2015.
I consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle e di SI Toscana hanno raccolto la richiesta dei comitati di sostenere il ricorso al TAR, inoltre verrà formulato un nuovo quesito referendario abrogativo di un singolo articolo della nuova legge, che apre senza mezzi termini le porte alla privatizzazione.
I comitati hanno poi largamente condiviso la necessità di percorrere anche altre strade, come l’avvio di sportelli salute e iniziative di lotta e di informazione mirate alla difesa e al miglioramento del servizio sanitario regionale e nazionale pubblico, universale, gratuito e fondato sulla prevenzione intesa ad evitare la produzione di malattie e disagi andando innanzitutto a eliminare le cause che fanno perdere la salute.
In quest’ottica il Comitato per la sanità pubblica di Cecina prosegue con l’allestimento di sportelli salute itineranti e prende posizione nettamente contraria alla realizzazione del rigassificatore a Rosignano sostenendo la petizione avviata in questi giorni da Medicina Democratica.

Notizie Resistenti n.574

Il Centro di cultura e documentazione Popolare, Via Pisa 41 - Torino,
ti invita alla lettura delle notizie pubblicate sul sito www.resistenze.org nell'ultima settimana:

Movimento Comunista Internazionale
- ECM 2015: Intervento del Partito Rivoluzionario Comunisti (Francia)
- ECM 2015: Intervento del Polo della Rinascita Comunista in Francia

Movimento operaio internazionale
- Solidarietà internazionale della FSM alle mobilitazioni dei contadini poveri in Grecia
- Risoluzione dell'Incontro europeo dei sindacati sulle privatizzazioni

Della guerra
- Boko Haram in Nigeria: la destabilizzazione del mondo attraverso la Guerra al terrore
- Dietro la maschera «anti-Isis»

Lotta per la pace
- WCP: Siria. Permettete che a Ginevra venga ascoltata la voce della ragione

Mondo - politica e società
- Un mondo sempre più ineguale

Europa - politica e società
- RCWP: I valori europei e i compiti dei lavoratori

Grecia
- KKE: La resistenza popolare può bloccare la politica del governo
- KKE: Coloro che massacrano ogni giorno i popoli parlano di pace e sicurezza

Stati Uniti
- Veleno nell'acqua: il prezzo dell'austerità

Vietnam
- Il "conservatore" Nguyen Phu Trong rieletto Segretario generale del PCV

Yemen
- Indagine Onu accusa Riad: attacchi diffusi e sistematici contro i civili

Italia - politica e società
- Quando si tocca il sionismo scatta la censura preventiva

Lavoro
- Cambio di appalto: uno degli arcani delle cooperative
- Il piano Marchionne è il vero disastro per i lavoratori e per la FIAT in Italia

www.resistenze.org 

Novedades Lucha de Clases

Escrito por Jorge Martín 

“Carmena inicia sin avisar el derribo de los monumentos franquistas” Así titulaba su “notícia” El País del pasado 1 de febrero. La escandalosa nota contiene una serie de medias verdades e insinuaciones sesgadas de las que vale la pena tomar nota.

Escrito por Révolution – Francia 

Las elecciones regionales del 6 y 13 de diciembre acentuaron las tendencias ya observadas en las pasadas elecciones municipales de marzo de 2014, las europeas de junio de 2014 y las departamentales de marzo de 2015. Ante la crisis económica, la elevada tasa de desempleo y las políticas de austeridad de un gobierno "socialista", la frustración de millones de votantes se ha expresado principalmente de dos maneras: mediante la abstención y votando al Frente Nacional (FN).

  
Escrito por Marie Frederiksen

En la Nochevieja de 2015, se informaron de más de quinientos casos de abuso y acoso a la policía en Colonia. No hay mucha claridad respecto a lo que sucedió exactamente. Que podamos obtener una imagen clara de los acontecimientos es altamente improbable, dada la forma en que los sucesos de Colonia han sido ya absorbidos por la propaganda de la derecha racista.

  
Escrito por Liga de Acción Comunista (CMI-Marruecos)

Este informe fue enviado originalmente el 14 de enero cuando comenzaba el movimiento de los profesores en prácticas en Marruecos. Desde entonces, la lucha de los profesores contra los decretos ha continuado. En respuesta a la intransigencia del gobierno, la Coordinación Nacional de Profesores en Prácticas convocó una marcha nacional en Rabat el domingo 24 de enero.


Síguenos en Facebook: www.facebook.com/luchadeclases y en  Twitter: @_luchadeclases.

lunedì 1 febbraio 2016

n + 1, Newsletter numero 218, 30 gennaio 2016

n+1-www.quinterna.orgn+1Rivista sul "movimento reale che abolisce lo stato di cose presente"
Newsletter numero 218, 30 gennaio 2016
Supplemento alla rivista n+1
Direttore responsabile: Diego Gabutti
Registrazione al tribunale di Torino n. 5401 del 14 giugno 2000

Numeri arretrati della newsletter
Tutti i numeri della rivista
n+1 QuinternaLab 
n+1 su Twitter
n+1 su Facebook
Una nuova sede per n+1 a Torino.
Come già comunicato, trasferiremo la nostra sede torinese in locali più ampi nei quali dare miglior sistemazione all'archivio storico, alla biblioteca, al magazzino delle stampe, al gruppo informatico e alla sala riunioni attrezzata. Vi sarà anche una piccola foresteria in modo da ospitare i compagni nelle occasioni di lavoro. Questa iniziativa sarà infatti completamente dedicata allo sviluppo della elaborazione sull'enorme patrimonio lasciato dalla nostra corrente e raccolto nel nostro archivio. L'acquisto di un edificio poco costoso comporta una quantità di lavori, in parte eseguiti da noi, in parte da imprese specializzate. Per la prima volta da quando esistiamo, dunque, ci rivolgiamo a compagni e lettori per una raccolta generale di fondi.
Conto Corrente Postale numero: 25 85 21 12
Bonifico bancario IBAN: IT 08 Q 07601 01000 000025 85 21 12
Entrambi intestati a: "n + 1" - Via Massena 50/a - 10128 Torino.

Ringraziamo tutti coloro che hanno offerto al progetto un contributo sia in senso economico che nel senso del lavoro comune, quest'ultimo espresso con centinaia di ore/uomo svolte nel cantiere oppure con l'affidare (o con il progetto di affidare) archivi e/o biblioteche personali a n+1 (pubblicheremo un rapporto dettagliato).

Spaventoso petrolio a buon mercato
Nei giorni scorsi il petrolio di riferimento (Brent e WTI), cioè quello che secondo la legge della rendita stabilisce il prezzo di mercato, è sceso sotto i 30 dollari al barile. Invece di gioire per l'importante alleggerimento dei prezzi del capitale costante nei paesi non petroliferi, gli economisti sono spaventati: secondo logica, superato il picco della produzione e aumentato comunque il consumo mentre calano le riserve, il prezzo sarebbe dovuto salire. Anche il ricorso alle nuove tecnologie di estrazione (fracking), molto care e dissipative, avrebbe dovuto mantenere alti i prezzi. Dato che il punto di equilibrio costi/ricavi è mediamente intorno ai 90 dollari, quasi tutti i produttori stanno estraendo in perdita. Questa situazione non può durare: sono già stati chiusi perché divenuti troppo onerosi giacimenti che producevano milioni di barili/giorno, e il fracking ha già innescato una crisi fra gli investitori del settore, i cui titoli sono impacchettati in strumenti finanziari del tipo di quelli che hanno provocato la crisi in corso. L'unica spiegazione possibile è proprio il perdurare di quest'ultima: sono entrati in crisi anche i paesi petroliferi che, partiti con l'intento di smorzare la concorrenza del petrolio da fracking, sono ora costretti a pompare il greggio sottocosto per mantenere comunque delle entrate (vedi il caso di USA, Iran, Venezuela, Russia e persino Arabia Saudita).
2004: Petrolio
2012: Numero speciale sull'energia


L'italietta alza la voce
Per contrastare la politica dei "due pesi, due misure" il presidente del Consiglio è andato a Berlino. La Confindustria da tempo se la prende con la Germania per lo stesso motivo. Il ministro dell'economia ha discusso a Bruxelles i provvedimenti sulle banche concessi alla Germania e negati all'Italia. Viene in mente un film hollywoodiano del 1959 che s'intitolava "Il ruggito del topo": un minuscolo paese dichiarava guerra agli Stati Uniti con l'intento di arrendersi subito e godere anch'esso di un Piano Marshall. La pseudo-Europa può dire grazie al divario fra la grande potenza economica e la debole potenza politica della Germania se ha beneficiato di una ricaduta economica senza essere germanizzata. La Germania è l'unico paese d'Europa, fra quelli che contano, ad aver tentato di contenere la deriva naturale del capitalismo verso il pieno dominio del plusvalore relativo (pochi operai e molto capitale costante). Con 44 milioni di occupati su di una popolazione di 84 milioni, ha varato una politica sociale tesa a contrastare la legge della caduta del saggio di profitto. Infatti, una numerosa popolazione operaia permette una maggiore estrazione di plusvalore (lavoro non pagato)  e questo si estrae dagli uomini, non dalle macchine. Se la Germania fosse dunque una effettiva potenza politica gli europei sarebbero presi tra i due fuochi dell'americanizzazione e della germanizzazione. Così, guarda caso, si ritrovano semplicemente americanizzati e perciò anti-tedeschi.
2007: Feticcio Europa, il mito di un imperialismo "europeo"
2011: La classe dominante italiana a 150 anni dalla formazione del suo stato nazionale
2013: Controtendenza alla caduta del saggio di profitto in Germania


Basi biologiche dei gruppi umani
Sembra ci sia una stretta attinenza fra la dimensione della neocorteccia dei primati e quella dei loro gruppi sociali. Questa attinenza permetterebbe di stabilire il numero di relazioni permanenti all'interno dei gruppi sociali presenti in determinate specie. La neocorteccia è stata l'ultima parte del cervello ad evolversi e, per quanto riguarda Homo sapiens, dimostrerebbe che la nostra capacità biologica di relazione sociale non supererebbe il centinaio di individui. Dai primi villaggi neolitici ai gruppi dei social network odierni, passando dalle centurie romane, vi sarebbe una verifica empirica dell'assunto teorico. Ciò sembrerebbe contraddetto dal fatto che i social network attuali sono formati a volte da milioni di aderenti. Ma da un'indagine approfondita è risultato che in realtà anche oggi siamo in grado di relazionarci con un centinaio di persone al massimo e che questo limite è dovuto alla configurazione del nostro cervello dal punto di vista neurologico. Come può allora esistere una grande fabbrica, un club con migliaia di iscritti o un partito con milioni di militanti? Diciamolo a modo nostro: funzionando in maniera frattale. Ogni gruppo di 100 individui funziona come un individuo legato agli altri 99 e così via. All'interno del gruppo si formano legami forti che permettono la stabilità, mentre fra gruppi si formano legami deboli che permettono l'espansione. Una società basata sui legami forti è omeostatica, in essa nulla si muove; una società basata sui legami deboli è instabile e tende alla disgregazione. Ma una società in cui si verifichi un'influenza reciproca fra legami forti e deboli sarebbe nelle migliori condizioni per fare un salto rivoluzionario.
1922: Tesi sulla tattica del PCd'I (Roma 1922)
2006: Il rovesciamento della prassi
2009: Struttura frattale delle rivoluzioni


HIV, Aviaria, Ebola, e ora Zika
Isolato nel 1947 in Uganda, il virus Zika ha continuato ad essere quiescente come faceva da milioni di anni. Improvvisamente, dal maggio dell'anno scorso, si è diffuso. Oggi è presente in 17 paesi. Fino a ottobre è stato tenuto d'occhio dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, da gennaio del 2016 è scattato l'allarme per una possibile epidemia. Circa 1,5 milioni di persone sono state infettate solo in Brasile, ma sulle ragioni della sua espansione a salti non si sa assolutamente nulla. Il virus provoca danni nei feti e ha effetti neurologici sugli adulti. Il suo monitoraggio è difficile a causa della mancanza di sintomi immediati nell'80% dei casi di infezione. Il veicolo principale del virus è una zanzara originaria dell'Egitto. Patisce il freddo ma è stata trovata a New York e Chicago, città freddissime. Del resto anche in Brasile era stata dichiarata scomparsa nel 1958, dopo una disinfestazione generale. Si sta cercando di capirne il comportamento per debellarla. Come per l'HIV, l'Aviaria o Ebola sentiremo in futuro rassicuranti bollettini di vittoria. Fino alla prossima patologia… sociale.
2009: Pandemia

Terza Guerra Mondiale
Lasciate che ci ripetiamo. Quando negli anni '50 prevedemmo una Terza Guerra Mondiale o la serie di guerre locali endemiche come suo sostituto, nessuno ci fece caso, neppure i militi dell'organizzazione che pubblicò quel dato. Quando 13 anni fa tracciammo uno schema delle guerre del '900, scaturì quasi automaticamente una periodizzazione a quattro stadi: 1) Prima Guerra Mondiale, guerra di posizione; 2) Seconda Guerra Mondiale, guerra di movimento meccanizzato; 3) Terza Guerra Mondiale o Guerra Fredda, proxi-war fra due megapotenze tramite paesi partigiani; 4) Quarta Guerra Mondiale, guerra fra le maggiori potenze tramite popolazioni partigiane all'interno dei paesi, bande armate che sfuggono al controllo e si autonomizzano, guerre civili. Qualcuno si scandalizzò perché "Lenin non l'aveva detto". Lenin non avrebbe aspettato di leggere la notizia sui giornali. Nel 2014 il Papa definì Terza e Mondiale la presente guerra endemica; nell'ottobre dello stesso anno la rivista Limes organizzò un convegno a Roma con la stessa definizione; la stessa rivista la usa come titolo per il suo festival nazionale che si terrà a Genova nel marzo di quest'anno. In rete è nato il sito www.terzaguerramondiale.net, "Bollettino di un conflitto combattuto a capitoli". Digitando "Terza guerra Mondiale" (con virgolette, quindi frase esatta) su Google si presentano 381.000 risultati.
2003: Teoria e prassi della nuova politiguerra americana

L'economia della frode innocente
John Kenneth Galbraith scrisse un opuscolo con questo titolo per dimostrare che il capitalismo, giunto allo stadio finanziario, non può che funzionare sulla base di mistificazioni. Prima fra tutte quella secondo cui sarebbe possibile controllare l'economia. Apparentemente la Federal Reserve, come ogni banca centrale, escogita rassicuranti provvedimenti di politica economica. In realtà non fa che registrare le esigenze autonome del Capitale, alle quali obbedisce. Nessuna "autorità economica" è mai riuscita a influire minimamente su crisi, disoccupazione, inflazione, distribuzione del reddito o crescita economica. "Frode innocente" sarebbe un ossimoro: nessuno può essere innocente se froda. Ma nel caso dell'economia politica non c'è modo di fare diversamente. Galbraith insegnò l'economia della frode nelle maggiori università americane. Aveva 96 anni quando scrisse l'opuscolo (2004). Forse un testamento: mancavano tre anni all'inizio dell'attuale depressione.
2005: L'autonomizzarsi del Capitale e le sue conseguenze pratiche
2008: Capitalismo che nega sé stesso - Una crisi ai limiti del modo di produzione capitalistico


Il futuro delle batterie
L'unica tecnologia valida per accumulare elettricità in batteria è quella agli ioni di litio, ma i giacimenti di litio sfruttabili sono rari. Se prendesse piede l'auto elettrica, per dotarla di batterie non basterebbe il litio esistente. Tanto più che le politiche energetiche stanno premendo per l'accantonamento crescente dell'energia solare in batteria. Addirittura le centrali elettriche sono in procinto di usare batterie al litio per accumulare l'energia richiesta dai momenti di picco (California: progetto per 1,3 Gw). Quasi tutto il litio del mondo a concentrazione conveniente è in un unico giacimento sulle Ande. Lì viene estratto e inviato soprattutto in Cina, maggior paese produttore di batterie. Dalla Cina queste ultime vengono spedite ovunque, ma specie negli USA, il maggior paese consumatore. A prescindere dal prezzo del litio, l'energia spesa per produrre e distribuire batterie rischia di essere maggiore di quella accumulata in un ciclo di vita delle batterie stesse.
2007: L'illusione delle energie da fonti rinnovabili
2012: Massimo di entropia

NEWS DAL WEB
Rinnovo contratto metalmeccanici
"Non saremo più schiavi"
Facchini in piazza a Parma e Vicenza
Un euro per un'ora di lavoro
L’Italia è una repubblica fondata sui voucher
Port workers in New York and New Jersey go on strike
Tunisia: i giovani tornano in piazza
Esplode la rivolta del Kasserine
Marocco: marcia contro tagli alla scuola
Cina, l’attività manifatturiera è ai minimi da tre anni
Who’s afraid of cheap oil?
"La paura del terrorismo può pesare sulla crescita"
Denaro facile, il rischio di una nuova bolla finanziaria
"Inquietanti parallelismi"
The great 2016 financial crisis
Oxfam: così si muove la ricchezza
L'1% detiene quanto il restante 99%
Virus Zika: "Si propaga in maniera esplosiva"

***

ShareThis

Ultimo numero:

ViceVersa n.35

Post più popolari