COMITATO NAZIONALE SCUOLA E COSTITUZIONE
MOLINO-PROCENO – tel.
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telefax 06.3723742
e-mail: antonia.sani@alice.it
-AL Dirigente Scolastico
della
SMS C.MELONE
Ladispoli
-AL Presidente del C.d.I.
Spettabile
Dirigente, Gentile Presidente del C.d.I.,
ci
permettiamo di rivolgerci ai due
massimi organi di governo della scuola, essendo venuti a conoscenza di
un evento davvero fuori dal comune che reca palese offesa al principio di laicità cui deve uniformarsi la scuola della Costituzione, che non considera più la religione
cattolica “religione di Stato”.
Si
tratta della visita del Vescovo che –a quanto ci risulta- dovrebbe aver luogo nella SMS
C.MELONE il giorno 7 Ottobre p.v.
Come Comitato Nazionale Scuola e
Costituzione, da anni impegnato nella difesa della laicità della scuola, nella
tutela dei diritti di tutti, alunni, alunne, insegnanti, operatori scolastici a
non subire discriminazioni e attacchi alla libertà di coscienza, ci sentiamo
sollecitati a intervenire per indurre le SS.LL. a un ripensamento, alla
valutazione di quante illegittimità, impugnabili da parte di qualsiasi membro
della comunità scolastica, siano contenute nella circolare emanata nei giorni
scorsi.
Sono numerose le sentenze della Corte
Costituzionale, della Corte di Cassazione, di Tribunali Amministrativi
Regionali che affermano il
principio della laicità dello Stato escludendo riti e pratiche religiose
dall’orario obbligatorio della Scuola pubblica ; ma, addirittura, lo stesso
Nuovo Concordato nel fissare il
diritto di alunni e alunne di avvalersi o di non avvalersi dell’insegnamento
della religione cattolica (art.9) pone tale insegnamento in una prospettiva
“culturale”, quasi a “integrazione” delle altre discipline, con totale
esclusione di pratiche religiose, atti di culto all’interno dell’orario
scolastico.
Da ultimo, la sentenza di Strasburgo, di
cui tanto si è parlato, legittima sì la presenza del crocefisso nelle aule
scolastiche, ma dando a questo simbolo non il valore di simbolo di una
particolare religione, ma di elemento “culturale” e solo in questo senso
giustificabile.
La
circolare di cui siamo venuti a conoscenza nega tutto ciò.
Il
Vescovo entra nella scuola in orario obbligatorio, dona crocefissi, che quindi
sono vera e propria espressione di una confessione religiosa. Li dona “alle
classi”, come se si trattasse del prelato di una religione di Stato. Gli alunni
( tutti? scelti su quale base? e chi non è disponibile cosa dovrà fare?
Starsene a casa quel giorno?) faranno domande al Vescovo, poi il rito della
benedizione collettiva ai crocefissi, consegnati ai professori e agli alunni
delle classi, poi la benedizione finale per “tutti” gli alunni per il nuovo anno scolastico.
Siamo
davvero sconcertati. Non possiamo credere che nella SMS C.MELONE nessuno
–insegnante, genitore, personale non docente, sia stato in grado di stabilire
la certezza della normativa evidenziando l’inammissibilità dell’evento.
Noi proviamo a farlo, prima di avviare iniziative legali, nella speranza di
sollevare un moto di indignazione, e alleghiamo a chiarimento delle regole che
sole rendono possibile la presenza dell’irc nella scuola dello Stato, il
vademecum fondamentale che da anni inviamo agli istituti scolastici all’inizio
di ogni nuovo anno.
Auspicando un opportuno ripensamento, confidando nel rispetto del
principio della laicità della scuola da parte di molti genitori e insegnanti,porgiamo
distinti saluti
Prof.Antonia Sani-Comitato Nazionale Scuola e Costituzione

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