giovedì 2 febbraio 2012

Aggiornamenti su lavoro ed economia





RIFORMA DEL LAVORO: IL GOVERNO HA FRETTA, MEGLIO DUE SETTIMANE CHE TRE 


Il governo vuole stringere i tempi sulla riforma del mercato del lavoro. Il ministro Elsa Fornero, nel corso dell'incontro con le parti sociali tenutosi a Palazzo Chigi giovedì 2 febbraio, ha annunciato di puntare a chiudere la trattativa in due/tre settimane. "Meglio due che tre", ha detto la titolare del dicastero di via Veneto. Non è stato consegnato alcun documento a sindacati e imprese, ma c'è l'impegno per un nuovo incontro entro dieci giorni. Fornero ha inoltre proposto "gruppi di lavoro con modalità flessibile" per discutere i vari capitoli della riforma: "Dato che abbiamo tempi stretti – ha detto ai suoi interlocutori -, il governo è disponibile a parlarvi congiuntamente o separatamente già dalla prossima settimana, poi potremo fare altri incontri di questo tipo".
 
In una nota successiva all'incontro, lo stesso ministro sintetizza i punti della proposta fatta alle parti sociali: "La riforma del mercato del lavoro ha obiettivi generali condivisi, mi sento di dire, da tutti i partecipanti al tavolo: la lotta alla disoccupazione, in particolare giovanile, oggi al centro dell’attenzione europea, l’aumento dell’occupazione femminile, l’innalzamento dei livelli retributivi attraverso la crescita della produttività dei fattori. Queste priorità debbono essere perseguite nel più rigoroso rispetto dei vincoli europei".
 
"Dagli obiettivi generali – prosegue Fornero - sono stati ricavati i seguenti obiettivi intermedi: contrasto alla precarietà, risultato di una flessibilità 'cattiva', e valorizzazione della flessibilità 'buona' atta a incoraggiare gli investimenti e la crescita delle imprese; riordino degli ammortizzatori sociali attraverso una più uniforme distribuzione delle tutele sia fra segmenti del mercato sia durante il ciclo di vita delle persone"."Valorizzazione del capitale umano attraverso l’apprendistato, che dovrà diventare forma tipica di ingresso dei giovani; formazione sul posto di lavoro; riqualificazione professionale di chi ha perso l’occupazione; potenziamento delle politiche attive dei servizi per il lavoro che dovranno funzionare più efficacemente nel determinare l’incontro fra domanda e offerta".
 
Il round di confronto è stato chiuso dal ministro dello Sviluppo, Corrado Passera, con queste parole: "Siamo in recessione. E nel pensare al futuro non possiamo dimenticarci la realtà e che cosa essa significa per imprese e lavoratori. Questo non vuole dire che non dobbiamo salire sul treno della riforma".
 
Confindustria
 La prima a uscire dal vertice, e a commentarlo in sala stampa, è stata Emma Marcegaglia. "Condividiamo completamente l'obiettivo di una maggiore occupazione e di un aumento dei salari", ha detto il Presidente di Confindustria, specificando che si tratta di un "obiettivo da raggiungere con un aumento di produttività". Per Marcegaglia si deve discutere anche di articolo 18, perché "crea una dicotomia drammatica, pesantissima all'interno del mercato del lavoro. Questo tema è posto, è sul tavolo". Sui licenziamenti Marcegaglia ha auspicato: "Vorremmo che si arrivasse a questa formulazione: reintegro per tutti i casi di licenziamento discriminatorio, negli altri casi ci deve essere una indennità di licenziamento".
 
Commentando le dichiarazioni di Monti sulla "monotonia" del posto fisso, Marcegaglia ha osservato che "nella situazione in cui siamo il posto fisso, come tale, non c'è più, dobbiamo prendere atto di questo". Secondo Marcegaglia non è però una questione di posto fisso "monotono": "Penso che il presidente Monti lo dicesse in una logica, soprattutto per un giovane, di fare più esperienze, che è utile e arricchisce, crea più professionalità".
 
Il governo sta ragionando su "un sussidio di disoccupazione più universale" ha spiegato Marcegaglia. Mentre la cassa integrazione straordinaria (così come la cig ordinaria) "verrà mantenuta", ha aggiunto il presidente degli industriali riportando le rassicurazioni di Fornero. "In un momento difficile come questo, gli attuali strumenti, cassa integrazione straordinaria e mobilità non possiamo toccarli altrimenti lasceremmo i lavoratori senza aiuto". Poi "possiamo disegnare insieme, più avanti nel tempo - ha aggiunto - la maggiore presenza di un sussidio di disoccupazione e strumenti in meno di mobilità".
 
Cgil
 Sull'articolo 18 "le opinioni si conoscono. Il problema è l'occupazione non i licenziamenti" e "Confindustria si fa prendere un po' la mano sulla scorciatoia dei licenziamenti", questo il commento di Susanna Camusso. Quanto all'esito dell'incontro, "dobbiamo apprezzare, pur usando condizionali obbligatori, l'intento del governo di voler lavorare per fare un accordo", ma "continuano a essere molto assenti" due temi, cioè l'aumento dei salari basato sul fisco, e non solo sulla produttività, e "il tema dello sviluppo e della crescita". Così il leader Cgil Susanna Camusso commenta in conferenza stampa l'incontro con il governo sulla riforma del lavoro.
 
"La risposta sulle liberalizzazioni – aggiunge il segretario generale della Cgil - è insufficiente e inadeguata alla mole dei problemi che ci sono ora inizia la fase complicata. Abbiamo apprezzato che sulla cassa integrazione c'è un atteggiamento diverso del ministro rispetto alle cose precedenti. Continua però a esserci buio sulle risorse necessarie per finanziare gli ammortizzatori". "Il tema delle risorse - prosegue la dirigente di Corso Italia - rimane fondamentale, continuiamo a indicare al governo che le modalità con cui sono intervenuti sulle pensioni aprono problemi per le persone. Non si può dire semplicemente che le persone si arrangeranno. Un avanzamento è invece il fatto di ammettere che c'è una flessibilità cattiva, che noi chiamiamo precarietà".
 
Poi un riferimento indiretto alle parole del premier Monti sul posto fisso: "In Italia ci sarebbero tantissime persone felici di annoiarsi e tantissime che non possono perché stanno cercando un posto di lavoro. Bisognerebbe parlare con attenzione - aggiunge - perché spesso parliamo della disperazione di chi ha perso il lavoro o sta per perderlo Più che usare delle battute bisognerebbe indicare a loro qual è la strada da prendere".
 
Cisl
 La discussione sul mercato del lavoro durerà "circa un mese". Lo afferma il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni. "Spero che in tutti ci sia l'idea che sia sbagliato mettersi in testa di far cadere un simbolo. L'effetto sulla gente sarà devastante" – ha poi aggiunto il sindacalista Cisl, parlando dell'articolo 18 -. Le discriminazioni vanno combattute in ogni modo, è sbagliato, anzi un modo per coprire le inefficienze del sistema. Non capirò tanta drasticità quando con i poteri forti che ostacolano il paese si è stati meno drastici. Invitiamo il governo a usare molta cautela, perché siamo in una fase delicata".
 
L'intervento del governo per una "buona" flessibilità sarà "il segno della buona volontà del governo, della sua coerenza sulla riforma del mercato del lavoro" per Bonanni, che apprezza l'intenzione dell'esecutivo di voler contrastare la flessibilità cattiva ed il suo uso fraudolento. "Se il governo eliminerà ogni fraudolenza sul mercato di lavoro a partire dalle forme sotto mentite spoglie come le partite Iva credo che sia davvero molto importante". Il leader della Cisl ha poi continuato: "Il fatto che il governo si renda disponibile a metterle sotto osservazione e a eliminarle credo che sia davvero molto importante, se questo si mantiene capiremo davvero che c'è una buona intenzione".
 
Per quanto riguarda il sistema degli ammortizzatori sociali, Bonanni tenta un'apertura: "Può rimanere con un forte restyling". Se il lavoratore rifiuta un lavoro "può perdere l'indennità di disoccupazione", questa "può essere una buona idea". Circa il prosieguo della trattativa, poi, il segretario Cisl lancia un monito: "Noi tratteremo fino alla fine, non daremo l'esca a nessun estremista che aizzi allo scontro ma il governo faccia lo stesso. Mi pare che le premesse di oggi siano migliori dell'altra volta". E poi ancora: "Al tavolo sono state affrontare questioni complesse" che devono essere approfondite. "La discussione continuerà - ha insistito -. Probabilmente la prossima settimana ci vedremo di nuovo con il governo, e intanto le parti sociali potranno tentare di trovare proposte, risposte e soluzioni alle varie questioni poste questa mattina". Al tavolo, ha spiegato, si è parlato "del tipo di contratti da utilizzare per rendere più fluida l'occupazione, della protezione 
dei lavoratori riguardo agli ammortizzatori sociali, della formazione come elemento di stimolo e rafforzamento della occupabilità e dei servizi per il lavoro". Sul tipo di contratto, ha concluso il leader della Cisl, "abbiamo insistito che ci sono strumenti che abbiamo utilizzato e riformato ultimamente come l'apprendistato. Il governo dice che si vogliono aiutare i giovani ad entrare nel mondo del lavoro, per noi si deve utilizzare l'apprendistato, rafforzando incentivi per le imprese".
 
Uil
 "Abbiamo detto al governo che la creazione di posti di lavoro non si ottiene con la modifica delle norme, perché se così fosse la disoccupazione nel mondo non esisterebbe". Così il segretario della Uil Luigi Angeletti. "Il governo - aggiunge il sindacalista - ha illustrato gli obiettivi per far aumentare l'occupazione, sottolineiamo solo che lo avevamo detto un po' prima, ma non è questo il problema". La crescita degli occupati, sottolinea, "si basa sulle scelte di politica economica che fa il governo e sulle scelte di politica industriale che fanno le imprese". Questo è necessario, insiste Angeletti, "per non prendere in giro gli italiani" dal momento che, una volta raggiunto il traguardo della riforma "anche con buon accordo, il numero dei disoccupati aumenterà perché siamo in recessione e le politiche fiscali vanno in quella direzione".
 
Nonostante questa premessa, afferma ancora, "ci accingiamo a fare una discussione seria e razionale. Vogliamo partire dalle urgenze: dal fatto che rischiamo di aumentare la disoccupazione". A proposito dell'articolo 18, "per licenziare un lavoratore ci deve essere un giustificato motivo, siamo contrari ai soprusi delle aziende". da rassegna.it

Notizia del: gio 02 feb, 2012 



FINMECCANICA: ANSALDOBREDA;REGIONE CHIEDE INCONTRO A PASSERA 


La Regione Toscana chiederà incontri al ministro dello sviluppo Corrado Passera e al presidente di Finmeccanica Giuseppe Orsi in merito alla situazione di Ansaldo Breda. E' emerso al termine di un incontro nel corso del quale l'amministratore delegato di Breda Maurizio Manfellotto ha illustrato al presidente Enrico Rossi le linee del piano industriale già presentato di recente ai sindacati. Con il presidente Rossi erano presenti anche l'assessore alle attività produttive Gianfranco Simoncini, la presidente della Provincia di Pistoia Federica Fratoni e il sindaco di Pistoia Renzo Berti. "Abbiamo ascoltato una sintesi del piano in cui, accanto a elementi positivi, ci sono però anche prospettive molto pesanti - ha commentato al termine il presidente Rossi - Ci sono problemi di efficientamento che competono all'azienda e problemi di rilancio sui quali il governo è chiamato a pronunciarsi. Non vogliamo certo fermarci qui. Sulla centralità del comparto ferroviario vogliamo parole 
chiare, vogliamo certezze. Le merita la Toscana, che ha creato il distretto ferroviario, l'Ansaldo Breda e Pistoia". (ANSA).

Notizia del: mer 01 feb, 2012


LAVORO: ALLARME CGIL, DISOCCUPAZIONE EFFETTIVA ALL'11,4% 3 MLN TRA SENZA LAVORO, INATTIVI E LAVORATORI CIG ZERO ORE 


Nel 2011 3 milioni di persone tra disoccupati, inattivi e
 lavoratori in cig a zero ore: tasso di disoccupazione
 tendenziale complessiva all'11,4%. La Cgil lancia l'allarme di
 una disoccupazione di massa. Su una forza lavoro complessiva
 di 25.147.000 individui, aumentano gli inattivi (185.519 da
 gennaio a dicembre 2011), i disoccupati (2.243.000) e tutti i
 lavoratori in cassa integrazione a zero ore (458.417). Sul
 lavoro domani nuova puntata tra governo e parti sociali.

RICORSO FEDERCONSUMATORI SU PROROGA ATO2 AD ACQUE SPA 


Federconsumatori ha impugnato con un ricorso al Tar della Toscana la delibera dell'Aato 2 (basso Valdarno) del 6 dicembre, che estende di 5 anni fino al 2026 la durata della concessione di gestione del servizio idrico ad Acque Spa. La decisione è stata illustrata oggi a Firenze: "La deliberazione - afferma l'associazione - ha di fatto operato un affidamento senza gara del servizio stesso. E' come se si fosse effettuata una trattativa privata, ed è un atto illegittimo, violando contestualmente i principi della concorrenza". Secondo Federconsumatori, che aveva chiesto a tutti i sindaci dell'area di soprassedere, si è voluto consentire ad Acque Spa di ammortizzare i costi dei nuovi investimenti violando però il decreto legislativo 152/2006 e il decreto legislativo 163/2006. "Eventuali investimenti necessitati possono naturalmente essere ammortizzati dal gestore subentrante, qualora questi si protraessero oltre la scadenza della Concessione", spiega l'associazione, che sottoline
a "l'anomala e sospetta circostanza dei tempi nei quali è stata assunta tale illegittima delibera: il varo della nuova legge regionale che istituisce un'unica Autorità idrica, varata in via definitiva il 28 dicembre".(ANSA).

Notizia del: gio 02 feb, 2012 

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