mercoledì 22 febbraio 2012

RSA FISAC BANCA INTESA SULLA RISFORMA DEL MdL


Le politiche neo-liberiste del Governo Monti, sul versante economico e sociale, si pongono in sostanziale continuità con il precedente governo e con le politiche di centrodestra, portate avanti a livello europeo. Questo è quanto finora è dato osservare, guardando a quanto realizzato in materia di  tagli allo stato sociale, di aumento delle imposte indirette e delle accise, di salvaguardia dei tanti privilegi “veri” che allignano nel paese tra i ceti più abbienti, tra evasione fiscale e corruzione; per proseguire, poi, con l’odiosa riforma pensionistica che si pone lo scopo di consegnare le generazioni future  (ma, a questo punto, anche le più anziane) nelle mani delle assicurazioni private, privandole di una dignitosa pensione pubblica, ben dopo i 40-45 anni di lavoro!

Purtroppo, la risposta sindacale non è stata, al momento, all’altezza della posta in gioco. Distinguo e debolezze, frutto in gran parte di una lunga stagione di divisioni, perseguita pervicacemente dal Governo Berlusconi e dal Sig. Sacconi, i cui frutti avvelenati ancora oggi producono i loro effetti, hanno fatto sì che non venisse messa in campo tutta la forza del mondo del lavoro, subendo una sconfitta grave dalla quale sarà difficile  rimontare. Anche se la CGIL continua giustamente a sostenere che la partita delle pensioni  non deve essere considerata chiusa, e la lotta per modifiche profonde andrà condotta nei confronti del prossimo governo “politico”.
La riforma del mercato del lavoro, perseguita dall’attuale governo, si colloca esattamente nello stesso alveo. Il tentativo di depotenziare il sistema degli ammortizzatori sociali e di limitare pesantemente la sfera di applicazione dell’art. 18 dello Statuto dei Diritti dei Lavoratori (così si chiama!) deve essere duramente contrastato, mettendo certamente in campo la forza delle nostre  idee ma anche quella di milioni di lavoratrici e lavoratori che non intendono regalare al governo Monti quanto non hanno concesso al governo precedente, né nel 2001 né nel 2008. La dignità del lavoro che è sottesa a quella norma è espressione di civiltà e giustizia, e non può essere venduta sull’altare di un neo-liberismo che dimostra di aver  fallito in Europa e nel mondo.
Scelte unilaterali che andassero nella direzione del superamento dell’articolo 18 e di pesanti ridimensionamenti del sistema degli ammortizzatori sociali non potranno né dovranno essere consentite: di certo non sarà la CGIL a farlo!
Di fronte a decisioni autoritarie, la risposta non potrebbe che essere quella dello sciopero generale , a difesa delle ragioni del lavoro e della stessa democrazia, così come disegnata dalla nostra Costituzione.

R.S.A. Fisac/CGIL
Banca Intesa Sanpaolo Massa Carrara


Carrara, 21 febbraio 2012

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