CONSIGLIO REGIONALE DELLA TOSCANA
GRUPPO CONSILIARE “FEDERAZIONE DELLA SINISTRA – VERDI”
Solvay mette in cassa integrazione 23 lavoratori. Sgherri:”inaccettabile diktat, che sarebbe legato al braccio di ferro fra azienda e comunità locali. Lavorare invece per soluzioni che tutelino lavoro e ambiente. Presenterò un interrogazione in merito”.
Firenze, 3 febbraio. Estrema preoccupazione per l’annuncio – da parte dell’azienda Solvay – di voler mettere in cassa integrazione, per ora, 23 lavoratori nel sito di Ponteginori: sembra proprio il classico caso di voler “parlare a suocera perché nuora intenda” e lo si fa sulla pelle dei lavoratori: la motivazione infatti parrebbe legata al braccio di ferro in corso fra comunità locali e azienda in merito al mancato rinnovo delle concessioni minerarie relative all’estrazione di salgemma e al blocco dei prelievi idrici presso Montescudaio. Porremo la massima attenzione sulla vicenda e presenteremo in merito un interrogazione. Così Monica Sgherri – Capogruppo di “Federazione della Sinistra – Verdi in Consiglio Regionale. E’ necessario – prosegue Sgherri – impegnarsi per soluzioni che tutelino l’occupazione e nel contempo l’ambiente e la salute e in quest’ottica è inaccettabile che invece l’azienda voglia far pagare lo stallo ai lavoratori imponendo di fatto un diktat! Sull’aspetto del prelievo idrico, ad esempio, vi sono e conosciamo soluzioni quali l’utilizzo anche di acqua di mare che permetterebbero di utilizzare meno acqua “buona” e produrrebbero inoltre minor depauperamento della risorsa sale. Tutto ciò in un quadro che, è bene ricordare, vede ad oggi a livelli insostenibili di depauperamento della risorsa idrica, delle subsidenze di fiumi quali il Cecina e di inquinamento dei pozzi – vicenda questa sulla quale siamo a suo tempo già intervenuti -. Insomma vi sono alternative, che Solvay dovrebbe adottare, per poter svolgere sì le attività ma tutelando la falda acquifera, e quindi lavoro, ambiente e necessità delle popolazioni locali. Bisogna lavorare in questa direzione, senza forzature ne imposizioni da parte aziendale, per quanto ci riguarda – conclude Sgherri – faremo la nostra parte, per contribuire ad addivenire ad una seria pianificazione che tenga conto delle necessità di tutela per lavoratori, ambiente e cittadini.

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