giovedì 12 luglio 2012

Proposte di legge d’iniziativa popolare sulla residenzialità sociale respinte dall’aula


Proposte di legge d’iniziativa popolare sulla residenzialità sociale respinte dall’aula. Sgherri:”noi abbiamo votato a favore; al di là delle questioni tecniche affrontavano tematiche importanti che meritavano altro esito”


Firenze, 11 luglio. Abbiamo votato a favore delle proposte di legge d’iniziativa popolare sulla residenzialità sociale perché, nel merito, affrontano tematiche importanti che toccano aspetti primari per la vita di tante persone e quindi non condividendo il fatto che si possa di conseguenza respingerle – prima in Commissione Sanità, oggi in aula – per motivazioni meramente tecniche.

Le proposte -  una promossa da ben 5.300 cittadini toscani e le altre votate una dalla provincia di Arezzo e una dai comuni di Castelfocognano, Cortona e Chitignano, Laterina e Pergine Valdarno – si riferivano alla questione di una nuova residenzialità sociale, con la finalità principale di rimuovere le condizioni di emarginazione e sradicamento dal proprio contesto di vita delle persone in stato di fragilità, ostacolate in questo dal gigantismo delle strutture di ricovero.

 Sempre più spesso queste strutture hanno dimensioni che rispondono a meri criteri di natura economico- finanziaria imperniati su soluzioni impersonali e spesso disumanizzanti, invece che rispondere – grazie a strutture piccole - ai concetti di maggiore vivibilità, rispetto della dignità della persona, di legame con il contesto territoriale familiare, e di vita delle persone.

Insomma grandi strutture che favoriscono inevitabilmente la condizione di abbandono dei ricoverati.

Certo seguiremo con attenzione gli impegni che la risoluzione collegata approvata indica, ma, proprio perché vi è una generalizzata condivisione dei contenuti della legge, riteniamo che si potesse attivare per tempo un percorso di confronto con i promotori che facesse superare le anomalie tecniche che hanno portato alla boccatura di oggi: si trattava infatti di proposte di legge importanti non solo nel merito ma anche per il fatto che erano frutto di ampia partecipazione dei cittadini, nonché di enti locali, a cui bisognava dare più attenzione all’impegno di partecipazione profuso. Certo, più in generale, la regolamentazione che riguarda l’iter consiliare per le leggi di iniziativa popolare, va rivisto al fine di evitare di giungere a conclusioni come quella di oggi! Detto questo assicuro il massimo impegno perché sia nel prossimo piano sociosanitario sia con una coerente modifica delle leggi regionali sanitaria e sociale siano accolti i contenuti della proposta di legge d’iniziativa popolare.

 

La Capogruppo Monica Sgherri

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