giovedì 12 luglio 2012

Sgherri: “reindustrializzazione e green economy le priorità su cui puntare"


Piano Regionale di Sviluppo economico. Sgherri: “reindustrializzazione e green economy le priorità su cui puntare"

"obbiettivi in controtendenza alle politiche restrittive e monetariste nazionali ed internazionali che aggravano la crisi e non producono nuova e buona occupazione”

Firenze, 11 luglio. Piano Regionale di Sviluppo Economico 2012- 2015: la discussione oggi in merito rappresenta un appuntamento atteso per mettere a fuoco gli strumenti d’interevento della politica regionale a favore dell’economia toscana, un appuntamento ancora più rilevante alla luce della grave crisi mondiale che non risparmia il paese e la Toscana nonché perché si colloca a due anni dall’inizio della legislatura e quindi impone un bilancio degli obbiettivi raggiunti e non e su quali siano le priorità su cui puntare. Su questo ci pare che – fra tutti gli assi strategici individuati dal recente Piano Regionale di Sviluppo le priorità su cui puntare siano il tema della reindustrializzazione e quello della green economy. Sul primo aspetto la volontà della Regione Toscana di investire nella reindustrializzazione ci appare come una priorità in controtendenza e per questo fondamentale rispetto a ricette politiche nazionali ed internazionali restrittive e monetariste, che aggravano la crisi, non colpiscono le speculazioni finanziarie e le rendite, non hanno nessuna connotazione redistributiva e non sono capaci di produrre maggiore e buona occupazione, insomma non disegnano un percorso credibile di uscita dalla crisi.

Investire nella produzione significa andare in altra direzione. Significa investire appunto sugli strumenti che possano promuovere la produzione e la buona occupazione: dalla individuazione di percorsi formativi di avanguardia e innovativi; percorsi di inserimento e reinserimento lavorativo capaci di valorizzare il lavoro in Toscana; significa affrontare in maniera risolutiva il problema del credito, significa anche dotarsi di strumenti adeguati che garantiscano l’accesso della molte piccole e medie imprese  interessate a percorsi di rinnovamento, avere un piano di rilancio di alcune aree industriali ecc.

Sulla questione green economy, al momento dell’approvazione del PRS abbiamo portato avanti con convinzione la richiesta che, con la reindustrializzazione e la competitività, fosse proprio la riconversione verso un’economia più sostenibile ad orientare l’intervento regionale. Siamo convinti infatti che una reindustrializzazione che non tenga conto delle diverse condizioni economiche in cui operano le imprese e i territori non sia sostenibile.

Pensare oggi ad una reindustrializzazione senza risolvere al tempo stesso il tema di una maggiore autonomia energetica e ad una maggiore sostenibilità ambientale significa intervenire con un respiro troppo corto, scaricando sulle imprese, i territori e le popolazioni costi alti e inutili, perché incapaci di dar vita ad uno sviluppo durevole e di qualità.

Il tema energetico, dell’uso e del riuso dei materiali, delle acque, ecc. deve diventare l’asse centrale del ragionamento sulla reindustrializzazione.
La Regione non ha molte risorse, ma attraverso la sua azione può produrre un effetto leva sul moltiplicarsi di fenomeni virtuosi da un punto di vista economico e ambientale.

Purtroppo, ad oggi, dobbiamo registrare un ritardo su questi temi e su questa concezione della green economy che non vorremmo sentire ridotta al conteggio dei pannelli fotovoltaici installati. Si tratta di una sfida ben più alta, che passa innanzitutto dal risparmio energetico e quindi dall’incremento dell’efficienza, dalla formazione e dal lavoro di qualità, dall’innovazione durevole.

                           

La Capogruppo Monica Sgherri

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