CONSIGLIO REGIONALE DELLA TOSCANA
GRUPPO CONSILIARE “FEDERAZIONE DELLA SINISTRA – VERDI”

Dibattito su riforma province. Sgherri:”decreto del governo nato male, sbagliato e che speriamo decada”

Firenze, 20 novembre. Un decreto nato male, sbagliato e che auspico decada. Si farebbe così l’interesse dei cittadini, di un adeguato controllo su molti servizi sovra comunali e dei lavoratori delle province. Il decreto infatti consegna al prossimo parlamento una riforma  di una parte importante dell’architettura istituzionale – e di conseguenza di un pezzo importante del sistema democratico – con la quale non sarà più al centro l’espressione dei cittadini tramite il proprio voto. Le province infatti saranno enti di secondo grado e quindi non vi sarà più l’elezione diretta da parte dei cittadini degli organi di rappresentanza politica e territoriale, che ne uscirà quindi minata alla radice. Questo il punto centrale su cui si sarebbe dovuta concentrare la discussione, che invece si è “appassionata” su questioni più che altro di campanile. Così Monica Sgherri – Capogruppo di “Federazione della Sinistra – Verdi” in Consiglio Regionale in merito al dibattito – oggi in aula – sul decreto governativo 188, di riordino delle province. Era certo necessario affrontare una discussione su competenze e dimensionamento delle province, ma qui siamo di fronte ad altro: si compie un altro “pezzo” di riduzione degli spazi democratici – l’elezione provinciale di secondo grado – dopo che si sono compiute esternalizzazioni di servizi fondamentali per i cittadini, si sono obbligati comuni alla gestione associata di servizi ecc, un allontanamento delle effettive possibilità del cittadino di decidere concretamente su tante questioni e servizi che riguardano aspetti primari della propria vita. E tutto ciò mentre con i provvedimenti finanziari del governo le province sono sull’orlo della bancarotta! Per non far ulteriori danni l’auspicio è che questo decreto decada – auspicio per altro che traspare dagli interventi di alcuni consiglieri nel dibattito di oggi, anche se non esplicitato all’esterno - e si possa riavviare una discussione con una impostazione corretta, cioè nell’interesse collettivo.