La Seves annuncia lo spegnimento del forno: Rifondazione accusa la proprietà di un piano industriale poco serio
20/11/2012
La notizia dello spegnimento del forno della Seves di Firenze arriva come una doccia fredda per i 97 lavoratori che, da dicembre, finiranno in Cassa Integrazione ordinaria per 13 settimane. Si tratta di un fatto grave e chiaramente non di buon auspicio: lo spegnimento del forno in una vetreria non è cosa da poco, è evidente, ed è difficile non pensare che possa essere il preludio alla chiusura definitiva dello stabilimento. La fabbrica di via Reginaldo Giuliani era già stata teatro di una durissima lotta sindacale e di un’importante mobilitazione dei lavoratori, che, circa un anno fa, aveva portato al salvataggio dell’azienda stessa. Tuttavia, oggi emergono le debolezze di un piano industriale poco serio, fatto probabilmente in maniera superficiale e con uno scarso interesse dei vertici ad investire su nuovi prodotti. La richiesta, arrivata oggi, di cassa integrazione per 97 lavoratori su un totale di 107 è la dimostrazione di come, al momento della ripartenza, la proprietà non abbia predisposto un percorso a lungo termine che mirasse a mantenere la piena occupazione dei lavoratori e non sia stata in grado di dar vita ad un piano industriale serio. Per questi motivi, Rifondazione si unisce alla protesta dei lavoratori, i quali hanno già indetto 8 ore di sciopero e si sono organizzati per un presidio davanti alla sede di via Reginaldo Giuliani. La cosa più grave, sulla quale deve essere fatta immediatamente chiarezza, è che ancora l’azienda non ha fatto sapere niente su quello che succederà dopo queste 13 settimane di cassa integrazione. Rifondazione, che già aveva sostenuto la lotta sindacale che aveva portato al salvataggio dell’azienda, anche oggi si schiera a fianco dei lavoratori in sciopero anche nelle sedi istituzionali: è di oggi, infatti, la domanda di attualità presentata dai consiglieri Calò e Verdi (Prc) in Consiglio Provinciale, nella quale si chiede al Presidente della Provincia di Firenze e all’Assessore competente di tenere alta l’attenzione sulla vicenda e di predisporre strumenti adeguati alla salvaguardia dei posti di lavoro.

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