15 gennaio 2013- Fonte: MicroMega
Punto e a capo, siamo alle solite. Uno spettro si aggira per le nostre case. Non è il comunismo, ma il “voto utile”. C’è un altro “ma”, però. Perché più che il “voto utile”, bisognerebbe considerare la presenza del “voto inutile”: pensare di dare un voto di sinistra a chi si allea il giorno dopo le elezioni con Monti – cascasse il mondo, lo ha detto Pier Luigi Bersani – ecco, quello mi sembra un atto abbastanza inutile.
Matteo Pucciarelli – Bisognerebbe tornare indietro con la memoria e ricordarsi di come andò a finire l’ultima volta che si parlò del “voto utile”: chi votò “utilmente”, quella volta, si rese complice di molteplici crimini, tra i quali aver portato in Parlamento Massimo Calearo, Paola Binetti, svariati radicali sempre attenti a salvare più volte la maggioranza di Berlusconi, e una vasta gamma di trasformisti un tanto al chilo.
Votare “utilmente” ha significato inoltre farci ritrovare in Costituzione l’obbligo di pareggio di bilancio. «E sticazzi», direte? Quando il prossimo governo, retto da Bersani o da Monti o da Berlusconi o da Oscar Giannetto, dovrà varare una manovra da 40 miliardi di euro per rispettare l’impegno – e lo dovrà fare pure nel 2014, 2015, 2016, 2017… – forse quella parolina (fiscal compact) si mostrerà per quel che è, in tutta la sua distruttiva potenza.
Allora, niente ricatti neanche stavolta e anzi, soprattutto stavolta. Programmi alla mano, un voto con coscienza. E magari con un minimo di coerenza.
PS. Per citare Luciano Gallino a proposito di fiscal compact: «Ridurre davvero il nostro debito pubblico nella misura e nei tempi richiesti dal Trattato in questione è un’operazione che così come si presenta oggi ha soltanto due sbocchi: una generazione o due di miseria per l’intero Paese; aspri conflitti sociali; discesa definitiva della nostra economia in serie D».
Pubblicato 15 gennaio 2013 | Da admin
Paolo Ferrero (RC): ‘Desistenza col Pd? Nemmeno morti, prima rompa con Monti’…
Elezioni – Ferrero (RC) a 24 Mattino: “Desistenza col Pd? Nemmeno morti, prima il Pd rompa con Monti”; sui grandi patrimoni: “Tassiamoli. Se tolgo 100mila euro a chi ha 10 milioni, quello continuerà a ridere”…
“Ma nemmeno morti!”. Così Paolo Ferrero di Rifondazione comunista, ospite di “24 Mattino” su Radio 24, commenta la ‘non-desistenza’, la possibilità di non candidare le liste di Antonio Ingroia in alcune regioni per non togliere voti al centro-sinistra. “Il Pd vuole i nostri voti – ha aggiunto Ferrero – per governare insieme a Monti. Ma nemmeno morti. O il Pd rompe con Monti, e allora si discute oppure dove si è visto mai che per governare con la destra si chiedono voti alla sinistra?”.
Ferrero ha anche detto che è necessario aumentare le tasse a chi ha più patrimoni: “Bisogna ridurre le tasse sui lavoratori pensionati, sui redditi più bassi e aumentare le tasse sui grandi patrimoni, sulle grandi ricchezze. Far piangere i ricchi? Se uno ha dieci milioni di patrimonio, anche se gli porto via 100mila euro l’anno non piangerà, continuerà a ridere tranquillamente. Li ha guadagnati col sudore della fronte? Dire che chi guadagna 10, 20, 30 milioni di euro li guadagna col sudore della fronte è una sciocchezza. Io ho lavorato molti anni della mia vita, anche in fabbrica, non ho mai visto nessun operaio mettere insieme milioni di euro”. E all’obiezione che anche gli imprenditori hanno un rischio e guadagnano con il sudore della fronte, Ferrero ha risposto: “Guadagnano con il sudore della fronte degli altri. Sfruttando il lavoro degli altri. L’imprenditore lavora tanto nelle piccole imprese, nelle imprese artigiane, e sono quelli che stanno fallendo strozzati dalle banche. Invece le grandi imprese lavorano normalmente con i soldi degli altri e i grandi manager mettono da parte i soldi quando ci sono gli anni buoni, e quando ci sono gli anni cattivi pagano gli Stati”.
Ferrero ha anche detto che è necessario aumentare le tasse a chi ha più patrimoni: “Bisogna ridurre le tasse sui lavoratori pensionati, sui redditi più bassi e aumentare le tasse sui grandi patrimoni, sulle grandi ricchezze. Far piangere i ricchi? Se uno ha dieci milioni di patrimonio, anche se gli porto via 100mila euro l’anno non piangerà, continuerà a ridere tranquillamente. Li ha guadagnati col sudore della fronte? Dire che chi guadagna 10, 20, 30 milioni di euro li guadagna col sudore della fronte è una sciocchezza. Io ho lavorato molti anni della mia vita, anche in fabbrica, non ho mai visto nessun operaio mettere insieme milioni di euro”. E all’obiezione che anche gli imprenditori hanno un rischio e guadagnano con il sudore della fronte, Ferrero ha risposto: “Guadagnano con il sudore della fronte degli altri. Sfruttando il lavoro degli altri. L’imprenditore lavora tanto nelle piccole imprese, nelle imprese artigiane, e sono quelli che stanno fallendo strozzati dalle banche. Invece le grandi imprese lavorano normalmente con i soldi degli altri e i grandi manager mettono da parte i soldi quando ci sono gli anni buoni, e quando ci sono gli anni cattivi pagano gli Stati”.

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