I Lavoratori delle aziende Albor Spa di Badia a Cerreto Guidi ( Gambassi Terme)
e Shelbox del Comune di Castelfiorentino oggi in presidio sotto la Provincia di
Firenze, luogo di incontro tra le parti. In entrambi i casi le vertenze sindacali contrastano
licenziamenti, dismissioni, chiusure e
fallimenti dei siti produttivi chiedendo alle istituzioni di intervenire per
contrastare oltre alla perdita dei posti di lavoro la desertificazione
produttiva dell'Empolese Valdelsa. Necessario fare recuperare ad entrambe le
proprietà un adeguato profilo di responsabilità sociale e una chiarezze dei
piani industriali. Rifondazione Comunista nell'esprimere solidarietà ai
lavoratori chiedono che all'Albor vengano ritirati i licenziamenti e applicati
gli ammortizzatori sociali. Alla Shelbox venga scongiurato il fallimento e
rilanciato il ciclo produttivo pretendendo la piena occupazione e adeguati
strumenti di sostegno e tutela.
Domanda di attualità art. 39 del Regolamento del
Consiglio Provinciale.
Apprendiamo che i lavoratori delle aziende Albor Spa di
Badia a Cerreto Guidi ( Gambassi Terme) e Shelbox del Comune di
Castelfiorentino in data odierna effettueranno un presidio, sotto la Provincia
di Firenze che è la sede dei tavoli procedurali di crisi. Si tratta di un
presidio molto importante e oggetto in entrambi i casi di una controffensiva
sindacale per difendere occupazione e entrambi i siti produttivi.
L'Albor Spa – specializzata nella produzione di cornici,
macchinari e accessori del settore – occupa 48 lavoratori 23 dei quali
raggiunti settimane fa da un provvedimento di licenziamento e oggetto di
una straordinaria mobilitazione per contrastare i licenziamenti, attivare gli
ammortizzatori sociali ( Cigs o
contratti di solidarietà) ed ottenere la
necessaria presentazione di un piano industriale che delinei il futuro dell'azienda in termini
di sviluppo, prospettive e tenuta occupazionale.
La Shelbox, azienda leader nazionale nella fabbricazione
di case mobili e prefabbricati, che conta 156 addetti più altri 150
dell'indotto, denuncia una grossa crisi rivelando l'impossibilità ad adempiere quanto a suo
tempo stabilito dal concordato, affermazioni che hanno messo a serio repentaglio la continuità produttiva
dello stabilimento e quindi un vero e proprio massacro sociale. Da qui le
iniziative dei lavoratori e del sindacato per contrastare la dismissione e per
pretendere dalla proprietà e dallo stesso management un profilo di alta
responsabilità sociale e un nuovo progetto di rilancio della fabbrica. A
tutt'oggi la proprietà non ha mai ha reso noto né il piano industriale
né alcuna volontà riguardo gli
investimenti e difficoltà che impediscono la ripresa a pieno regime dei
cicli produttivi.
In entrambi i casi i lavoratori hanno richiesto alle
istituzioni – Provincia di Firenze, Unione dei comuni del Circondario Empolese
Valdelsa – di contribuire a trovare soluzioni che contrastino la desertificazione
produttiva, dismissioni e o ridimensionamenti dei siti produttivi, assumendo
come profilo la piena occupazione per i 48 dell'Albor e i 306 della Shelbox e
indotto.
Il gruppo provinciale di rifondazione Comunista nel
ribadire la piena solidarietà ai lavoratori dell'Albor e della Shelbox in lotta per difendere occupazione,
salari e diritti, nel dichiarare sostegno politico e istituzionale alle vertenze in atto, in relazione agli
incontri di oggi ai tavoli procedurali dell'Amministrazione provinciale
chiedono al Presidente della provincia di Firenze e all'assessore competente di
riferire dettagliatamente gli esiti dei due tavoli procedurali, lo stato degli
ammortizzatori sociali e in entrambi i casi i piani industriali.
Per l'Albor la richiesta è il ritiro della procedura di mobilità per i ventitré
lavoratori e l'attivazione degli ammortizzatori sociali, per la Shelbox nuove
soluzioni imprenditoriali alternative al fallimento nonché gli ammortizzatori sociali utili a
salvaguardare l'occupazione.
Chiediamo altresì di sapere quali sono le ulteriori iniziative
che la Provincia di Firenze e l' Unione
dei comuni del Circondario Empolese Valdelsa attiveranno a sostegno e tutela
dei lavoratori di Albor e Shelbox.
Andrea Calò
Lorenzo Verdi

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