sabato 12 gennaio 2013

UNA SPIACEVOLE MA DOVUTA RISPOSTA AL SINDACALISTA BINDOCCI



 

UNA   SPIACEVOLE   MA DOVUTA RISPOSTA  AL SINDACALISTA  MASSIMILIANO
BINDOCCI  DELLA FILCAMS-CGIL  A SEGUITO DI UNA  SUA  RINNOVATA POLEMICA
  
 
  
Caro Bindocci ammetto di aver poco voglia di polemizzare con te, visto  che
hai già dato grandi prove di demagogia e di scarsa capacità critica verso
leggi e direttive comunitarie che offendono le piccole imprese, ma in primo
luogo proprio i diritti dei lavoratori stessi.
  
Rilevo con amarezza, da iscritto alla CGIL dal 1959 e da ex sindacalista,
che stai mischiando cose giuste ed ovvie verso la difesa e giusta tutela dei
lavoratori stagionali del comparto turistico, con la Direttiva CE 123/2006
che tutto riguarda, ma non certamente la tutela dei diritti dei lavoratori.
  
Purtroppo a mio modesto parere, non hai ancora compreso cosa significhi
questa iper liberista Direttiva Europea “Bolkestein” e non si capisce
nemmeno se effettivamente hai voglia almeno di riflettere, su quali siano le
reali conseguenze di questa Direttiva su tutto il  comparto turistico,
indotto compreso. Tutto questo, quindi, non solo a scapito delle 30.000
piccole imprese familiari che mi pare tu consideri carne da macello, con
l'unico intento di sostituirle con altre realtà offerte dal mercato della
globalizzazione; siano multinazionali e/o imprese magari coinvolte con
ambienti malavitosi (vedi recenti fatti in Liguria, Sardegna ed in molte
altre regioni). E’ dimostrato, comunque,  che queste multinazionali legate
al liberismo ed al mercato, che te preferisci, lasciano il deserto nel
tessuto legato all’economia locale ed è veramente incomprensibile che a te
questo interessi niente. 
  
Da sindacalista, dovresti facilmente comprendere che le conseguenze negative
di questo liberismo si ripercuotono duramente anche e soprattutto sui
lavoratori. Una chiara prima dimostrazione ne è, infatti, quanto ho
riportato in merito a quello che  ha espressamente dichiarato il tuo collega
sindacalista, Marco Demurtas, al giornale sardo “ La Nuova Sardegna”, a
proposito del grande gruppo turistico internazionale della “Valtur” in
Sardegna. Ma perché non parlare dei nostri ragazzi che vanno in giro per
villaggi di varie multinazionali a vitto e alloggio e  circa 500,00 euro il
mese a fare bagnini, animatori o altri mestieri simili? 
  
Forse, Bindocci se ti  informassi meglio, e noi siamo qui disponibili a
farlo in ogni momento, ti potresti rendere perfettamente conto che nelle
nostre proposte, fatte come Comitato Salvataggio Imprese e Turismo Balneare
(vedasi il Testo Unico dell’avv. Alessandro Del Dotto, attuale sindaco di
Camaiore) ci sono soluzioni serie e rispettose delle regole e delle leggi
nazionali, anche ed in particolare proprio nell’interesse degli stessi
dipendenti.
  
            Per carità non sono certo io a dire che non sia giusto che
possano lavorare tutte le persone al di là della razza o del paese di
provenienza, rumeni o filippini che siano, purché non sfruttati come del
resto troviamo già in tante realtà, navi da crociera, aerei, villaggi e
Hotel ecc.  dove, appunto, la globalizzazione ha già nefastamente
attecchito. Niente di male, quindi, che questo avvenga ma non in concorrenza
tra lavoratori sui diritti, sulla posizione  assicurativa, pensionistica e
retributiva. 
  
Sapendo che anche nel settore delle imprese balneari, non è tutto rose e
fiori, noi  come Comitato Balneari abbiamo sempre ricercato e professato la
correttezza e la virtuosità degli imprenditori balneari. Quindi, se un
balneare sbaglia è giusto che paghi (ma senza fare d’ogni erba un fascio)
come del resto dovrebbe succedere in tutte le altre categorie, compresi
certi signori politici, amministrativi, burocrati, contabili e purtroppo
devo rilevare anche alcuni sindacalisti. 
  
Credo che sia finalmente giunto il momento agire a tutti i livelli e con
estrema umiltà, ma con altrettanta fermezza per dire "BASTA !!!"  Bisogna che si cominci tutti a fare il proprio
dovere, senza cercare solamente di infangare il prossimo, o per ignoranza o
peggio ancora per coprire le proprie responsabilità, inefficienze e/o debolezze.
  
Quindi, Bindocci un semplice e fraterno consiglio da ex sindacalista mi
sento di dartelo, come potrebbe dartelo ancora meglio di me un altro ex
sindacalista FILCAMS –CGIL, più vecchio di me e ancora vivente e (parlo di
Saverio Barbato)e sarebbe che: “invece di enunciare i problemi pontificando dalla scrivania, sarebbe meglio tu cercassi di risolverli,  frequentando di più i posti di lavoro e gli stessi lavoratori “. Scarpinando” come si faceva ai
nostri tempi”. 
  
Comunque colgo l'occasione per salutarti cordialmente, invitandoti a
prendere un caffè, senza bisogno di passare dalle pagine dei quotidiani.
Potrebbe essere utile per entrambi e magari farci  evitare spiacevoli
polemiche.
  
12 gennaio 2013
Emiliano Favilla 

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